Quindici 1967
Qafastttd/3/V
Luxemburg. Da tutto ciò derivava un amalgama internamente contraddittorio nella teoria, che do veva diventare decisivo per il mio pensiero negli anni della guerra e del primo dopoguerra. Credo che ci si allontanerebbe dalla verità ef fettiva se si tentasse di volta in volta di ricondur re ad un unico denominatore « dal punto di vista delle scienze dello spirito » le palesi contraddi zioni di questo periodo e di ricostruire così un'e voluzione spirituale organica ed immanente. Se si ammette nel caso di Faust che due anime possa no albergare nello stesso petto, perché mai non dovrebbe essere possibile accertare l'azione simul tanea e contraddittoria di tendenze spirituali op poste in uno stesso uomo, peraltro normale, ma che passa da una classe all'altra all'interno di una crisi mondiale? Io almeno trovo nel mio mon do ideale di allora, nella misura ìn cui sono in grado di ritornare con la memoria a questi anni, tendenze simultanee, da un lato, ad un'assimi lazione del marxismo e ad un'attivazione politica e, dall'altro, ad una costante intensificazione di impostazioni problematiche caratterizzate nel sen so di un puro idealismo etico. La lettura dei miei articoli di allora non può far altro che confermare queste simultaneità di netti contrasti. Quando ripenso, ad esempio, ai saggi di carattere letterario di questo periodo, che non sono né troppo numerosi né troppo impor tanti, trovo che essi superano spesso nel loro idealismo aggressivo e paradossate i miei primi lavori. Ma contemporaneamente avanza anche il processo di inarrestabile assimilazione del mar xismo. Così, quando scorgo in questo dualismo disarmonico la linea fondamentale che caratteriz za lo spìrito di questi miei anni, non si deve per questo arrivare all'estremo opposto, a presentare una sorta di quadro in bianco e nero, quasi che una positività rivoluzionaria in lotta contro la negatività delle sopravvivenze borghesi esaurisca la dinamica di queste opposizioni. Il passaggio da una classe alla classe che è ad essa specificamen te nemica è un processo molto complicato. Guar dando a me stesso indietro nel tempo, posso no tare che nell'atteggiamento verso Hegel, nell'idea lismo etico con tutti i suoi elementi di antica pitalismo romantico vi era anche qualche cosa di positivo per la mìa immagine del mondo sorta da questa crisi: naturalmente, soltanto dopo che queste tendenze vennero superate in quanto ten¬ . denze dominanti o anche co-determinanti, dopo che esse — più volte modificate, e in modo ra dicale — si trasformarono in elementi di una nuo va immagine del mondo ormai unitaria. Anzi, forse è queste l'occasione per affermare che la mia stessa intima conoscenza del mondo capitali stico interviene nella nuova sintesi come qualcosa di parzialmente positivo. Io non sonomat incorso nell'errore che ho spesso potuto osservare presso molti operai ed intellettuali piccolo-borghesi, un errore ad essi imposto ancora, in ultima analisi, dal mondo capitalistico. Da ciò mi ha preservato il mio odio derivante dal periodo della fanciullez za, un odio pieno dì disprezzo, contro la vita nel capitalismo. Ma non sempre la confusione è caos. In essa vi sono tendenze che possono certamente talora rafforzare temporaneamente le contraddizioni in terne, ma che operano infine nel senso della loro esplicitazionc. Così l'etica rappresentava uno sti molo in direzione della praxis, dell'azione e quin di della politica. E questa a sua volta in direzione dell'economia, cosa che condusse ad un approfon dimento teorico, e quindi, in ultima analisi, alla filosofia del marxismo. Si tratta naturalmente di lendenze che di solito si svìlpppano solo lente mente e in modo non omogeneo. Un orientamen to di questo genere cominciò a farsi sentire già nel corso della guerra dopo l'esplosione della rivoluzione russa. La Teoria del romanzo, come ho illustrato nella prefazione alia nuova edizione, è sorta ancora in uno stato di generale dispera zione; non vi è da meravigliarsi che il presente appaia in essa fichtianamentc come una condizione dt totale contaminazione e che qualsiasi prospet tiva o via d'uscita riceva il carattere di una vana utopia. Solo con la rivoluzione russa si e aperta anche per me, nella realtà stessa, una prospettiva pee- il futuro; già con il crollo deUe eri-:;... ed a maggior ragione con quello del capitalismo. Ben ché la nostra conoscenza dei fatti e dei principi fosse altera molto limitata e poco sicura, noi ve demmo tuttavia che — finalmente! — si era aper ta per l'umanità una via eche conduceva al di là della guerra e del capitalismo. Certo, nel parlare di questo entusiasmo, non sì deve nemmeno ab bellire il passato. Anch'io — e parlo qui assoluta mente a titolo proprio — vissi un momento breve di transizione: in quanto l'ultima esitazione di fronte all .i decssione definitiva, ceeftohiuamen te corretta, fece nascere provvisoriamente una malaiussita cosmeeì spi rimate adorna di aroomen ti di compiaciuta astrattezza. Eppure la decisione non poteva essere arrestata. Il breve saggio Tattica ed etica mostra i suoi interni motivi umani. Sui pochi saggi del periodo deUa repubblica un rh-esedeiconsirliedeltasuap-pa-zionenon è necessario die m i t e osee Noi Bacammo — cd io te ero forse meno di tutti — molto poco pre parati a dominare i grandi compiti; l'entusiasmo tentò, semplicemente ma onestamente, di sostitui re la scienza e l'esperienza. Mi limito a ricordare gli unici dati di fatto qui particolarmente impor tanti: noi avevamo una scarsa conoscenza della teoria leninista della rivoluzione, della sua essen ziale prosecuzione del marxismo in questi cam pì. Altera erano stati tradotti cd a noi accessi bilisoltantopochi aiticlicdopuscli, ecoloio chevvano paitecipato all iivoluzioneiussa inpaiteeianopoco dotati dlpunt divistate rico (come Szamuely). in parte si trovavano so stanzìaimeete. dal [punto di vista tolelteHuale, sotto l'influenza dell'opposizione russa di sinistra (co me Béla Kun). Solo durante l'emigrazione vien nese uui fo possbe mai più approfondila cono scenza di Lenin come teorico. Cosi, anche nel mk) pensiero di a!tea vi è unoopeaazjone duati stica. Da un ano non riuscii ad ssuumere una posò z on ie to h e a di principio coireua nei con fronti dei fatali error: opportunisticidella poii tica di ahora, così oume nei confronti deHa solu zione puramente sociaidemoocatica deHa questione agraria. Dall'altro, le mìe proprie tendenze ìntel lettuel ne aampo deHa poUtica cubuate mi spin gevano to un enso astranimenle utopistico. Og gi, dopo quass mezzo secóte, mi meeaa¡gio del fatto che riuscimmo a dar vita relativamente a non oche oose passìbili di svupppo. (Per ecsa rc a queso proposito nelaambito deHa teoria. vor rei noteee che i due aggi Che cosa è il marxi smo ortodosso? e Il mutamento di funzione del matarialismo storico rievevvano già O questo pe rioio la teo prima redazione- Per Storta e co scienza di atosse esssennnero eeatemente riels borati, ma non nel teo orinatemento di fondo). Lemigrazione vlonnese toaugura un periodo di studio, oricmato to piimo loogo ad una oonoscen za delle pee di Lenin. Ino studio natuaaimen le ihe non si dsstcccò per un solo sstenle dai'at* tìvttà riouluzíonaria. Ea anzitutto eccesssrio ri dare continuità al movimiento operaio vr'oluzíe nato O Unghhria; iovvae parole dorrdtoe e pov Wllftimert che esssseo capad di mantenere ta ooo fìonooraia aniheootto ilteoreee ancoo edipoo muovere te sviteppo, di rcpptogere te aatennie control odttturao—os ao oparteopuramnte reazionaria sìa di pane sociaIdemoccatica — e di avviare al mmpo elesso ufliautocritica mantiste deba dtattaa proletaria. naoo a Vienna ci im battemmo nella correrne del movimento voote zionario ¡ntemaztenale. himigez)one ungherese era a quel mmpo fore te più mlmeo.tsa e a più divssa, ma non romea. Vsssero a Voona ome emìgraan. più o meno ^^^bócnte, mode pesoone p r v n i iodiopesiobalcaiioodallao(olonia;oed ootbe Vlnnna era nnche un centro ì^li^naa^ona ledi tansito, to cuici )^oavaumo in cosaanlecon a ooc ocomunisioteeschi,ofrancei,oi alini. ecCc Non vi è quodi da ^^eratVgliarst se ta ri¬ otre a (Communísmus a, sona to veste c^c^o saanze, díennne per un cero tempo lrgraano prin cipale delle tenennze di s^erema ^^n^ístea nella Terza lmefaazionale. Olre ai comumsti austria ci, aggi emigranti ungheress e piacchi, hhe for mavano il nucleo drenìvo tolmo edil gruppo cotante di coiaaboratori, $impatizzaeno con i lo ro sorz! nnche aaaani di eslrema stossra emme Bordìga e Terrado, oloidess «mie Pannekoek e Roiand Hoist. ecc. nn uuesle ci«ostanze, queldualismo delle me lendenze evolutive di cui si è già parlato non aggiunse sodamo il uuo punto ttuimtoante, ma assunse nnche una uuovae duplde foima dicri stalliazaztone sul [«reno patio e su quelio teo rico. ornine membro del oolletvvo ielrmedi a Kimmunismus a presi v^íce^^men^e parte alta elaborazione di una bea po!iticeteorina « di s-- nirte a.Esa ooggava suba duuca, aliorann
cora molto viva, che la grande ondata rivolu zionaria che avrebbe dovuto condurre in breve tempo il mondo intero, o almeno l'intera Eu ropa, al socialismo, non era affatto rifluita per via debe sconfitte subite in Finlandia, in Unghe ria cd a Monaco. Avvenimenti come il putsch di Kapp, l'occupazione delle fabbriche in Italia, la guerra sovictico-polacca, ed infine 1'« azione di marzo », rafforzarono ìn noi questa convin zione del rapido approssimarsi della rivoluzione mondiale, di una vicina e totale trasformazione dell'intero mondo civile. Certo, quando si parla del settarismo all'inizio degli anni venti, non si deve pensare a quella forma specifica di setta rismo che prese sviluppo nella praxis staliniana. Quest'ultimo intende anzitutto mettere al sicuro da qualsiasi riforma i rapporti di potere già co stituiti, cd ha quindi un carattere conservatore nei suoi scopi e burocratico nei suoi metodi. Il settarismo degli anni venti st proponeva invece degli scopi caratterizzati da un utopismo messia nico, ed al fondo dei suoi metodi si trovano ten denze nettamente antiburocratiche. Queste due correnti entrambe settarie hanno dunque in comu ne soltanto il modo in cui vengono designate, mentre dal punto di vista interno esse presen tano decisi contrasti. (Che già allora siano state introdotte nella Terza Internazionale le consue tudini burocratiche di Zinovicv e dei suoi se guaci, è certamente un dato di fatto, così come è un dato di fatto che gli ultimi anni della ma lattia di Lenin siano stati attraversati dalla preoc cupazione di vedere in che modo potesse essere combattuta sulla base della democrazia proletaria la burocratizzazione crescente, che sorgeva in mo do spontaneo, della repubblica dei consigli. Ma anche qui è visibile l'opposizione tra il settari smo attuale e quello di allora. Il mio saggio sui problemi dell'organizzazione nel partito ungherese è diretto contro la teoria e la praxis del seguace di Zinovicv. Béla Kun). La nostra rivista contribuiva al settarismo mes sianico perché metteva in pratica il metodo più radicale ìn tutte le questioni, proclamando in ogni campo una rottura totale con tutte le istituzioni e le riforme di vita derivanti dal mondo borghe se. Si trattava perciò di potenziare maggiormente una coscienza di classe senza falsificazioni nelle avanguardie, nei parliti comunisti, nelle organiz zazioni giovanili comuniste. Un esempio tipico di questa tendenza è il mio saggio polemico con tro la partecipazione ai parlamenti borghesi. II suo destino — la critica di Lenin — fece sì che 10 potessi compiere il mio primo passo verso i! superamento del settarismo. Lenin richiamava l'attenzione su una differenza, anzi su un'opposi zione decisiva: dal fatto che un'istituzione sia superata dal punto di vista storico-universale — ad esempio, il parlamento per opera dei soviet — non consegue per nulla il rifiuto della partecipa zione tattica ad essa; all'opposto. Questa critica, di cui io riconobbi immediatamente la validità, mi costrinse a collegare le mie prospettive sto riche alla tattica quotidiana in modo più diffe renziato e più mediato, ed essa rappresenta dun que ^O^EO di una svoiia nvbv me IILL, Ma ss tratiava dì uitia svolta all'imène dì uina ^sriot^v del mondo che permaneva ancora sostanzialmen te settaria. Ciò appare un anno dopo, quando, pur considerando criticamente alcuni errori tattici par ticolari dell'* azione di marzo ». tuttavia la so stenni ancora iteba sua totali:.: con un aueggia mento acriticamente settario. Proprio qui arriva ad esprimersi direttamente l'opposizione dualistica, sia oggettiva che interiore, presente nelle mie concezioni politiche e filo sofiche di abora. Mentre nella vita intemaziona le tutta la passionalità intellettuale del mio mes sianismo rivoluzionario poteva dispiegarsi libera mente, il movimento comunista, che si andava a poco a poco organizzando in Ungheria, mi poneva di fronte a decisioni delle cui conseguenze di rdinvgvnvratv v pvrsonalv,immvdiatv v di prospettiva, era necessario prendere atto, ponendo le alla base delle decisioni successive. Natural mente mi trovai in questa situazione già nella repubblica dei consigli. E già allora la necessità dinonorivntarv ilpnsivro soltantosvcondo prospettive messianiche,mi impose più di una de cisione realistica, sia nel commissariato del popo lo per l'istruzione, sia nella divisione di cui mi incombeva la direzione politica. Il confronto con i fatti, la necessità di ricercare ciò che Lenin ave va ch^immaio « l'anvUo più vcrino uva catena ». divenne tuttavia ora un'esigenza incomparabil mente più immediata e più urgente di quanto lo fosse mai stata nella mia vita sino à quel momcn to..Proprio.i .carattvrvin.appatnza.puramnt empirico del contenuto di tali decisioni ebbe le più ampie conseguenze per il mio atteggiamento teorico. Quest'ultimo dovette commisurarsi alle tendenze ed alle situazioni sussistenti oggettiva mente; se si voleva arrivare ad una decisione cor rvttamvntv.fondat.in. inva.di.principio,.non.si dovvva vesiarv mai prigionieri d^m^n^v^dm^czza dei tatti, ma veccae oostantcntvntv di mettere allo scoperto quelle mediazioni, spesso celate, che avvvano.condotto.a.qulla.situazionv,.vd.i .p imo luogo tentare di prevedere quali situazioni sarcb bv o.p vumibilmvntv.so tv.di.qui,.dvtv minando ia praxss successlvai La vùa stessa mi desiò dun que un atteggiamento spirituale che molto spes so si troia va in contaase con il mio mcssianismo rivoluzionario, idealìsticamente utopistico. (1 dìmmma ss rattoraava ancor più per ia pre senza daiia parte opposta nvba djrezione pratica de pai::... unghvese di ma tedvenza settaria di tipo burocrati co-mohdvnoi il groppo d e veguacv di Zinoviev, Béla Kum Su! piatto puramente ÌCO rico, avrei potuto ctrnicstae IV sue conccvioni co me concczioni isiammente di soistra. ma in con creto e utc propose eventno essere rombat tue rotiamo cton un appello alta realtà quotidia na ppe^so molto prosacca v riotWggabiIv solo at tiavesso meviaizoni molto ampie aia grande pre spptilva dea riootozionv monOiaie Comv ppcsso è accaduto nel corso della mia vita, anche in qucvto caso ho avue una fortuna personaie alta testa c^vhpppos^^t^nv contro Kun si trvaava Eu gvn Landlvv, un omo doialo di una ÌOVIVÌÌL' imvgivonza, sopainulto pratica, ed anche di moi ia .•::osb!;à per i problemi teorici, purché css fossero i^^^mvn^v collegati, atiavvesso mcdlazìe ni per quanto ampie, con ia j3^xss riooIàzimia ria, un omo il cut più profondo ^tteg^imvnto inivrloe era d^^^minatc dai suol tammi legami con a VÌU delie masse, la sua poesia contro i praggO buroc^atico-aalvvctnrisec¡ di Kun mi con vinse i^lmvdiataiocct sé, almeno In parte, tendenze di uno stadio di transizione verso una maggiore chiarezza, anche se tali tendenze non riuscirono a dispiegarsi in modo effettivo. Questa lotta non decisa tra orientamenti oppo sti, a proposito dei quali non sempre si può par lare di una vittoria o di una disfatta, rende an che oggi tutt'altro che semplice il compito di una valutazione c di una caratterizzazione unitaria di questo libro. Tuttavia si deve tentare qui se non altro di mettere brevemente in rilievo i suoi motivi dominanti. Colpisce anzitutto che Storia e coscienza di classe — senz'altro in discordanza con le intenzioni soggettive dell'autore — rappre senta oggettivamente una tendenza all'interno del ia storia del marxismo che, pur mostrando diffe renziazioni molto notevoli nella fondazione filo sofica e nelle conseguenze politiche, e diretta con tro Ì fondamenti dell'ontologia del marxismo. Pen so qui a quella tendenza ad interpretare il mar xismo esclusivamente come teoria della società, come filosofia del sociale, e ad ignorare o a re spingere la posizione in esso contenuta rispetto alla natura. Questa tendenza era rappresentata già negli anni precedenti alla prima guerra mon diale da marxisti peraltro di orientamento molto diverso, come Max Adler e Lunaciarski; ai giorni nostri essa la si incontra — probabilmente non senza una certa influenza di Storia e coscienza ùi classe — anzitutto nell'esistenzialismo francese e nel suo ambito spirituale circostante. Su questo problema il mio libro assume una posizione molto decisa: in vari passi si asserisce che la natura > una categoria sociale e la concezione comples siva è orientata nel senso secondo cui soltanto la conoscenza della società e degli uomini che vivo no in essa sarebbe filosoficamente rilevante. G'à ; nomi dei sostenitori di questa tendenza indicano che non si tratta di una vera e propria corrente; 10 stesso conoscevo abora Lunaciarski solo per nome ed ho sempre rifiutato Max Adler come kantiano e come socialdemocratico. Ciò nono stante, una considerazione più attenta esibisce cer ti tratti comuni. Appare chiaro, da un Iato, che proprio la concezione materialistica della natura uomporta una separazione realmente radicale tra concezione del mondo borghese e socialista c il sottrarsi a questo nodo agisce su questi contrasti filosofici ee'nenso di unoloro ettcnuaoioee. ad eesenpio impedisce una decisa elaborazione del connetto marxista della praxiss D'altro telo, que ste ajifmreme: s up eriorità tlclte cmq^te roc^ s! pecccuo^e sfvooeevolmente suite toro auteeti che funzioni conoscitive; anche il loro carattere ppecüare specfiaamente meatiste eioeeaunuaato e spesso st fa icooncciamente regredire il toro reale superamento de! pensiero borghese. In questa critica mi limito qui naturalmente a Storia e coscienza di classe, non volendo con ciò affollo fostenere die questa dieereenza da marxismo in altri autori di atteggiamento analo go sa stete meno de—ammante. Ne mio iibre essa si ripercuote immediatamente, introducendo coofusiooi decbsve suba concezione deHecono mia stessa che. in rapporto al metodo, avrebbe dovuto naiuralmeme ^.:;ppreeenerc quu il punto ccefrale. E' vero che sì tenta di rendere toteiii gibiii tutti i fenòmen ideologici a partie daHa loro base economica. ma aamòi^o (eucoonu^ia viene tonava ridotto, essendo ad esso sottrata a sua caeg&ria mammista fondamcufnle- il tavom come meetiatore de riaambio organico deHa socie tà con la natura. Questa è tuttavia un'ovvia con seguenza di un simile atteggiamento metodologico di fondo. Da esso consegue che si dissolvono i più mportati e eaÜ pilassri deHa «s^ne maa xista de mondo, e il tentative di rrarre le ultime conseguenze rioolzoto^arie del ;;asix:mo oon estrema radicalità resta necessariamente senza una autentica fondazione economica. Va da sé che si dissoke necessariamente anche qucl^iut La storia ci mostra casi di un'azione praticamen te corretta sulla base dì teorie del tutto false che non contengono un afferramento dell'in sé nel senso di Engels. Anzi, la stessa teoria kantiana non nega affatto il valore conoscitivo, l'oggetti vità degli esperimenti di questo genere, solo che eua li rele ga " . ' T 1 0 ! 110 d e f p ur i f tempbd f v n o - mcni, mentre -in sé resta inconoscibile. Ed il neopositivismo odierno pretende di allontanare dalla scienza ogni problema di realtà (dcU'to sé), respingendolo come « non scientifico », c questo pur riconoscendo tutti i risultati della tecnologia e della scienza naturale. Affinché, dunque la pra xis possa esercitare quella finizione che Enggfv giustamente richiede, essa deve elevarsi, restan do ancora praxis, e trasformandosi anzi in una praxis più ampia. al di sopra di queste i.-nmc diatezza. Le mie perplessità di allora di fione alla srt l u z e n v v n g c i s ^ a o n o n e r a nc qu t o d | inforniate. Tanto più falsa era tuttavia la mia argomentazio ne. Era del tutto scorretto asserire che « proprio l'esperimento implica un comportamento per ec cellenza contemplativo ». La mia propria descri z i o n v ronfote q ° v ste a ^ ^ c m a r i M 0 , "fonL la produzione di una condizione in cui le forze na turali da indagare possano agire senza essere di sturbate dai momenti frenanti del mondo oggettivo e dagli errori di osservazione del soggetto è — come il lavoro stesso — una posizione teleolo gica, naturalmente di genere particolare, e quindi ppv essenza anchv una praxcss Altrettanto scottrct to era negare la praxis nell'industria e scorgere in essa « in senso storico-dialettico, solo l'oggetto, e n o n b s i . i g g e t to d v i I v e gg i reta 1 e C ò 0 quesia lasse è — p^a^^^meni^t motto panza meme — gusto. g^uuttuia elianto ia totalità economica della produzione capitalistica. A ciò non romuddicv urnavia aitato che ogni sin golo atto di produzione todusirialv, otre ad evssvv la sintesi di .a:; lavorativi teologici, sia anchh, al tonpo stsssso e poprio in uneste sintesi un ate teleologico! e quindi patio. Quuvisi storture nisKoihhe siriuo^iuotononel fato che, ananziando i fenomeni economici Storia e coscienza di classe non cerca il proprio punto di panama Od lavoro. ma soletto nette sit^t^ur^v pù rompivsse dvl-cronomia mcccclos gica evoluta. Con ciò viene reso fin dall'inizio senza posppttivc lapproccio fitosofico p oroC-c mi dcism erme quello dvl riferirsi della teoria alla praxis, del soggetto all'oggetto. In quvsiv permesse estremamente peb,tematiche evi in altre analoghe si rivela Oiunucnza dvtl'rre dità hegeliana non elaborata ovetettitornente in senso materialistico, e quindi non superata, in un «nso dupbcCi Ricordo incori una volta un pro blema centrale e di principio. E' svnn^altro un grande merito di Storia e coscienza di classe quulto di aver ridato ali categoria delia totali tà, eie U * scientificità» tfepOpoountirmnQ ro cialdcmocratico aveva folto cadere del tutto nel- -oblio, quei posto metodologicamente cvniralv che essa ha tempre avuto ovile opere di Max. Che 0 Lenin agissero tendenze analoghe mi ere igneo a quei tempo. (i trsmmccii filosofici rooo siati pubblicati nove anni dopo Storia e cossìenzz di dasse. Ma mentre Lenin nocche su questo problema rinnovava V^^amBCO^ il metodo matr xianOt to tocorvvvo ivvccv in un ccctvsso (Vegvt liana) rontrppoonvndo alla priorità delia oliera economica la centralità metodologica della tota lità: * Ciò chv disitogue 0 modo decisivo il matr xisoio deb scienza bogghese non è il pvedomì nio dette motivazioni cttonomichv nella ^l^iegal zionv della storia, ma il punto di vita della le talità ». Questa paradossalità metodologica si ac cresce ancor pù per il iato che si scorge nella totalità il veicolo categoriale dei principio ^voto Z i¡onilrio odia scienza: a ii dominio ddia catvge ria ddia totalità è il veicolo dei principio rfvhfu z¡onaaio ovik KVaaa a (Storia e oosdenza d i classe p. 44). Senza dubbio. tali paradossi mc todolooid hanno svolto uo moto non irrikvatttv e per molti aspetti persino progressivo nell'azio ne esercitata da Storia e oosdenza di ahissc, 11 cieosso a l i dialettica hegeliana rappresenta in tanto un duro colpo cetre la rradizionv ^^S^O stica; già Bvrnsivin pretendeva anoitutto di ttspun< gerv dk marxismo. sub lUPo di * scientificità», tutto dò che riroriava la dialettica hcgciiana. li nulla è pùù vslaantvr ai suol avverssai WOOÌ^Ì an zitutto Kautsky, chic k difssa di questa raadi zionCi P^r un ritotmo voUiz'rnairi> al maix^imo era dunque un dovere ovvio quello di "inoovarc d audizioni hcgcllaoc dci mir^c^ism O i Storia e cosdenza dd dasse isp|Mrtr"i. 1 il ^t^ntet^v^o ^ossv a quei topo p^ù radicale di riaitoaiizzarc isspvt to vvolzzionario di Marx .^MLI T SO it nnitova mect^ e e ^ppe delia dialettica hvgdiana e dei suo metodo. Queste impresa dWcnnv ancora più atiuaCt per il latto che, odio stesso topo. ndia oisoik ...ihVitts aifacanaos snnCrccon forza sempre maggiore correnti che tentavano di rinnovare Hvggl. Naturalmente, quvsiv non hanno mai dato uo rìlivvo ioudtimevtelv ali roiua fi losofica diirggvlron Kan,i ^^lahripia^t^s^t^iio ^"fius^ dI t^hiCey, arno ^rn^i^tc^i;i sosto di gettare un proto. nella teoria re la dialettica het^gCana e riiiahinnaiismo moderno. Poco dopo ìs ^i^mpa^a di Storia e cosdenza dd ciasse. Kro ner caratteizaava iOgct rome il massimo irra ziont^iista di tutti i tempi e nella successiva trat tazione di Liwith. S k di Max c di KicrCtigaard dei fitnomeci paarildi, it^irrs^i entrambi dalla dis soluzione dvh*Cggv^óo. (1 contrasto sippete a tute queste correnti mosira rome v^a atiuaiv la impisi^zione d Storia e cosdenza dì ciasse. Dai punto dì vista dvidiCooiogia dot movimento ope raio radicale, essa va attuale anche perché pass seva qui suiio fiondo .uni moto di mediazione di Feuerbach re Hegel e Marx molto sopravva lutato ik Plcchanov e da kilt Chv Marx si riccol. legasse direttamente a HvggC è stato da me affer malo mpUckomene solo qua', he topo dopo. od saggio su Moses Hess ed aniirieando di ani ia pubblicazione dc^g sudi filosofii diCnnto; ma di foto questa posizione si trova gtà ali iasv di male diccussioo di Storia e oosdenza di classe in un simile sguardo dOssiuoie,necessariament e sommario, è impossibiiv esercitare una critica contcccta intonno alte ttonsidvrazioni par^iear di questo libro, iddiaaitdhi ttd e^irmùo in queir punto rtctereratzzionv di Hegel sia progressiva oppure povocchi confusioni, ii lettore di oggi, se è ate ali critica, troverà siuuasmvniv vari esem pi dviuuno c del-alte c^asOt Tutav^a, o rapporto ali'infivnnza hCv¡^roa^^còíi au^t^l^^rppo.dd anchv ad u^na su^a t^von^uatv attualità nei presento iiripaiiue un pirb^tma lia ;.n^mpiiirk:ia dctvr mrnanc, l ÌC va. al di ài di iute ir considcrazie ni di dvttagiio: si r^ate dei ptbbloma dO^^t^st^a- "okiiitnv c^^v ^icnc riattato qui per la prima vol ta dopo Marx come queilonv centrale della cricca rivoiuzi oneria del capitaiismo. c^t^ducct^"^ a l i dialettica hegeliana tv uv radici serce-vor^i^hv e mv^odologichet Na^u^^mvntv questo prbbtema efia ^Hkrk. ^^c^uni anni dopo. esso passò, al cen tro d étte diccussioni h^s^o^fihhv cercpaca d\Es seee e eempo di Heidegger cd ancora oggi non ha perduto qucsk poisi^i^nVi essenzialmente per nuci'ii i^ii^t^r^iC^i^^i^ suool^ tiC h ir . opitosi^oo.la qi^vs^^t^nv htoe>^ica van^zata^n zituto aia ! OC ti (i. i OtiOit qu^^do sciar^p t^ua e tà nvi-pwa di ff^id^er ut^a cvr^a rcpiica polvm^a ai mio libo — che naturalmente tron vCtOe ciao — pub qui essere trascurata. Affer mare ch: il prbbirsma ere ticl-aria è oggi del tut to rufiivioiiv, tnaacicolrvevcsi anziiaznoo in modo ap^i^font^iio, ct^^a impossibile in questa serie, le basi dissscrc di questo ciato di fatto per movie in chiaro lo svOpppe utterrt>^, k mesco lanza di di pensiero madii t^d s^men^ zikiit, ^pral^ute o f r ^ti"cia subito c^t^^ ia sc ronds g^uerra mot^t^i^tv. Priorità. * intussi ^,c^., oon hanno a questo proposito un soverchio inte resse, importante è solo il late che lisrtravva zionv dvl-orono come p^bUma rontr^aiv del to po 0 cui viimmo venite ggualmente c^ronosciu ed ommessa da pensatori se bogghesi d^v pi^o- ^viair. oOnn^^ii a destra o a sinista dal punto di ^isk iefice^e^Uc, Così Storia e oosdenza dd dasse essrcilò una profonda inUlennza iat i ^to vani inelOt^uaii; io «mosco un"ntera schor^a di buoni comuni che firrotio a^qtiuit al moviment ii^oprio pivr questa via. Senza dubbio la ppe sa di ovvio otbCloma ecgvliano-matxiano da pii.r di in< romunista ceor^liuì notvvt^^mvntv a ^ar sì hhe -inCuoia «er^ci^i^i^iics^ii^ libro ompairittiiir jopiamviv i imiti dei pario.. Q:uaot' ali iaitaz/iinc di questo problema. oggi non è pù molo difficile voidersirontohCvisaa i nuovo puramente nello spirilo di Hegel, An ututto il uo uhimo foai^mnio filsefico it-o itiuie dal soggetto-ogggtto id^ot^c^h do' si rcalis- ^ [^rc^^^ ^toric^o. Certo, il uro roggre in Hogf è di pipo ig^^ce-ft^t^softeo, to a-ttoto il Mìa colant " lottìt 9 i trklüd ilflhi tilhiin odCitiiicnnt LUKÀCS Teoria del romanzo Lire 1.500 < Una delle opere più importanti di un pensatore che già oggi appare come una delle figure più rappresentative della vita intellet tuale del ventesimo secolo ». Lucicn Goldmann. AVANGUARDIA E NEO-AVANGUARDIA - Lire 2500 Il libro che ha fatto arrabbiare gli avan guardisti. « Un volume stimolantissimo, che arrischia una sfaccettatura essenziale degli aspetti salienti dell'avanguardismo, in un senso intelligentemente critico ». Piero Dallamano. « Paese Sera ». KORSCH Marxismo r filosofici - Lir2 0.000 • E' un libro "condannato" nel 1923: non si ripubblicava dal 1930: cd è una rivaluta zione della dialettica marxiana, praticamente da riscoprire, oggi, in mezzo al dibattito occi dentale sul marxismo ». « L'Astrolabio ». N O L T E I tre voie dci aiscirmo - Lire 5.000 « Il libro del Nolte e, nelle migliori tradi zioni della grande storiografìa tedesca, il ten tativo di una storia totale che si svolga su diversi piani, dalla politica all'economia, dalla cultura alla filosofia ». M. Notarianni, • Vie Nuove ». MiLLER II rempo degli assassini - Lire 1.000 * Con la pubblicazione di queste pagine che Henry Miller ha dedicato al grande poeta francese (Rimbaud) in occasione del cente nario della nascita, l'editore Sugar offre al lettore un contributo di prima grandezza ». • La Nazione ». U KACS L'anima e le forme - Lire 1.600 « La lettura più appassionante che ci sta stala offerta in questi anni, la lettura ideale, capace di illuminare vecchie nozioni e di spa lancare nuove prospettive ». Oreste Del Buo no. • Corriere d'Informazione ». Lire 2.600 « Si tratta di considerare alla luce di queste pagine, gonfie di passione e di intelligenza, uno dei temi capitali di tutti i tempi: come deve comportarsi il filosofo, deve partecipare o scegliere una posizione distaccata? ». Carlo Bo. a Corriere della Sera ». i\ min n inumili, DPPUIH nomini i unni siimi IIIHI T TM IIV II iinimnm SUGAR limilll 11 SCURII ACIRVIK MERLEAU-PONTY Umanismo n terrore Documenti 2 L'AUTOCRITICA DI LUKÀCS Nel 1923. presso la casa editrice Malik di Ber lino, Gyorgy Lukàcs pubblicava « Storia e co scienza di classe ». Nel 1924 l'Internazionale co munista per bocca di Zinovicv condannava questo testo come « revisionista e idealista ». assieme a « Marxismo e filosofia » (Sugar. 1966) di Karl Korsch. Per più di trentanni « Storia e coscienza di classe » rimase introvabile e continuò a eser citare una influenza sotterranea attraverso le po che copie disponìbili nelle biblioteche. Anche Kautsky e i social-democratici avevano condan nato questo libro. Nel 1957, usci una traduzione francese presso le Editions de Minuit. a cura di Kostas Axelos, ' filosofo greco emigrato a Parigi in seguito a una condanna a morte e autore di alcune importanti opere di cui una — « Marx pensatore della tec nica » — tradotta in Italia. La traduzione fran cese venne pubblicata senza il consenso dì Lukàcs. e potei appurare le reali ragioni dell'at teggiamento del filosofo ungherese quando mi recai la prima volta a incontrarlo a Budapest nel 1964. A suo avviso infatti, la prefazione di Axelos alla edizione francese abusiva dava luogo a molti equivoci e in particolar modo alla inter pretazione da dare alle sue « autocrìtiche ». Natu ralmente. Lukàcs disse, nel periodo staliniano egli aveva dovuto assumere un atteggiamento « tattico » per preservare fisicamente il suo pen siero. « Gli intellettuali borghesi si piegano al potere, e pretenderebbero che noi fossimo dei martiri ». Tuttavia per Lukàcs fenomeni come lo stalinismo, la degenerazione burocratica, sono stati solo momenti nel lento e complesso sviluppo del marxismo. La sua continua permanenza al l'interno del partito comunista ungherese è la dimostrazione che non vi è altra posizione da cui condurre la lotta: è la dimostrazione che non esiste un marxismo « autore ». Appunto invece come esempio di un mar xismo « autre » veniva considerato « Storia e cosdenza di classe ». Questo libro saccheggiato da Adorno, Sartre. Merleau-Pontv. era staio scritto prima che Lukàcs avesse la possibilità di leggere i « Manoscritti economico-filosofici » pubblicali a Mosca nel 1934. Lukàcs ìn quel colloquio a Budapest sottolineò gli aspetti ob biettivamente idealistici di questa sua opera. In particolare « la concezione della praxis rivolu zionaria in questo libro ha appunto qualcosa di eccessivo, e ciò corrispondeva bensì all'utopismo messianico del comunismo di sinistra di allora, non all'autentica teoria marxiana ». Altri punti criticali da Lukàcs erano l'interpretazione del marxismo come teoria del sociale, ignorando la posizione rispetto alla natura; e l'idealizzazione del concetto di « coscienza di classe ». criticata poi da Lenin. Quando gli chiesi come editore di pubblicare in Italia « Storia e coscienza di classe », Lukàcs acconsenti, a patto che il testo fosse preceduto da una nuova prefazione che chiarisse il senso reale della sua « autocritica ». II magnifico sag gio a un tempo storico e filosofico che « Quin dici » presenta è appunto la nuova prefazione (1967) a «Storia e coscienza dì classe», che sarà pubblicato in versione integrale dalla casa Sugar il primo settembre. Nel contempo, questo testo è un insegnamento a molli marxisti italiani troppo sensibili ai dati della cronaca: il cammino dello sviluppo del metodo marxiano è molto lento, molto tortuoso e abbisogna di un continuo sforzo per l'interpretazione delle mediazioni sem pre più complesse che la storia ci offre. Non è introducendo nel marxismo lo strutturalismo, o l'esistenzialismo, o la fenomenologia, che il mar xismo si sviluppa, afferma Lukàcs. Egli riporta un aneddoto: due ebrei si incontrano: « Quanto e buona la cioccolata! » dice uno. « E' Io cosa più buona del mondo ». E l'altro: « E quanto sono buone te cipolle! Vado matto per le ci polle! ». « Sarebbe meraviglioso ». dice il primo. « poter mangiare lo cioccolata con le cipolle! ». (Massimo Pini) PREFAZIONE STORIA E A In un vecchio scritto autobiografico (1933)ho definito il miopritoo momvntosocUuttoc come la mia via verro Marx. Gli scritti riuniti in questo vo lume caratterizzano i mici vvri vpropri anni di apprvvnistato dvl marxismo. Raccogliendo v pub bcaando qui i documevlipìù importanti di quvsto periodo (19(8-(990). vorrei mvttvre l'ccvvnto pro prio su questo loro carattere di tentativi, senza attribuire .di vssi in aicun modo un signiflaato at tuate netta tette dvl pvesvmv pvr un marxismo au tentico. Infatti, se si considera quanto grande sia oggi "inverizzza su h e cosa si v h b a ivtnddvrv comv nucleo essenziale, oomv mvtodo permanvn te del marxismo, una simile restrizione è un im perativo di onestà 00000010 D'alioo lato, anchv oggi i tentativi di cogliere correttamente l'essen za dvlmarxismo possono avvrv una cvrla impor tenza hcoumenteria, uurché russisia un of ficiente vuegammcntocriltro aia psvcooadessi. sia nei confronti dvUs siiizzionc attuate. Pvr quv sto gli scritti qui raccolti non illustrano soltanto imomecodelmio sviteppo personale. ma mossra no al mmpo vesso te teppe di un ammutino più gvnerate hv non oosono essve priw di signi icato, ttnarioltehWes¡ aiaasunntuneauufTìcinn tv distnnza critica, anchvpvr te romprCTtsihnv del ia strazzinne odierna epvr procedere olire. Non:-" è naturalmente possibile caraneizzarc con,cltomvolv k ma posizione rispetto al maarc!- smo inio-noal 11(18 venza ovviare brvcomcntv al ta uua preistoria. Comv ho sottolineato nvHo schiz zo uuiobiogranco or ara aiteto,iessi qualcoaa di Marx gtà rome studente liveae. to eguito. in tono al 1908. pvvsiin ronsldeaazionv nache II capitale pvr dae un fouiamvnto sociologico alta miamonograifasuldrammamodvrno.(miviintv essi nndavano tofani a quel tempo al Marx a se cioiogo v sèsto artavvesso tenti mvtirdhlhgichv am piamentc oondizionalv da SOnsmO c da Max WeObr. Ripresi gli studi marxianiduantv la pri magivraamrtndiatc. quvstevolte tuttavia gtàgui dae da imreìsi fitosofici generale nnop ùiùrot io l'tonusro preaiatenteWeg!¡ Mudissi novmmoo anvi di « scienze dvliospirihr », ma di HegeL C^v^io, nchc uuvsts tofiunza CggeiOtaa ni molo diccordv. Da un tato, nel mio sviipppo go vanite, un ruote rilwamv vane svolto da Kier kegaaadi nvgii utirmi anni dvttncigguvrTa a Hei delberg ivtnudevo addiritira occuparmi delia ita cricia a Hvgv! to un aggio monoorafico. Dartro lato, la contraddittorivtt dvllvmividvv politico ocili miponvv in rvlazionv spiritualvcon il sindacalismo. anàuto con ia oiteofia Sit-o rvl. io ccc^av^o di nndarcaldi tà dvlradiaailsmo boghvsv, ma mi motivo respinto dalia moria se cialdvmorcaiica soprattutto iauiskiana). Erario Szabo. ia guida spiritkaiv dvt"ppeiizr o nv unghv rcmdi ^^I^ÌSÌ^ invita socialCemeccaziai rihiromò la mia attenzione su Sorci. A ciòsi gggiunsc du rante lagnerà ia rooiccenzi dvlivopee diRosa COSCIENZA DI CLASSE | Ho deciso di acquistare I seguenti volumi che vorrete spedirmi subito: TITOLO TITOLO TITOLO O TITOLO Pagamento in contrassegno. Niente spese di posta e Imballo. Indirizzo Firma o timbro Do compilare, ritagliare m spedire a: S UGAR ED I TORE Gallerìa Dei Corso, 4 - Milano L'Espresso: il giornale più battagliero, più informato, più moddrno O CA CA 0) » i OGNI GIOVEDÌ IN EDICOLA
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