Quindici 1968

300 lie

con i^n n^anH^sto di Rudi DutschCe oo mcro 10. 15 aprilc-I5 maguió. Sub Icgc libelólas. Voto e vuoto. RiTOta e r°oluz¡onc. II fucile e l'elk<^itcro.^i^nd¡zioi^ e sIu e cr^ I csc | i i : fogra rtolurionnriii. II d^sento dei ratto'teL La crUi d e b ^^CLI . P | a j ' G a | ^ l l e . P e rD i i i ¡¡ c hk e ovvcro 'I V¡ c | a am ücmé o n a m e t a f o r a . Le °o°. diz]oo¡ storicee per a iooa ^e^raaoionak di^n^aocipazioobi Sofk ggaazkoi fdbcr^Icc^he. potete continuare

IL FUCILE E L'ELICOTTERO di G. B. ZORZOLI e UMBERTO ECO Queste elezioni ci piacciono più delle altre. Arrivano al momento giusto. E il fatto che arrivino proprio mentre tanta gente non ha più voglia di votare, fa parte del loro signifi cato. E costituisce il motivo per cui vale la pena di votare. Per eliminare equivoci, per non costringere i lettori a percorrere troppe righe cercando di sapere dove andremo a parare, lo diciamo subito: voteremo Psiup. Come nelle precedenti elezioni amministrative. Ma non per vizio, né per pigrizia. Se prima avessimo votalo qualcos'altro, questo sarebbe stato il momento di votare Psiup. Almeno per noi. E vediamo il perché. QuesmV la tampagiwclettoraledelle « «Ve de bianche ». Le molteplici giustificazioni e le molteplici condanne di questo fenomeno ne costituiscono il punto di interesse. E' vero che non si tratta di un fenomeno nuovo: già nel 1963 c'era stato un incremento di «hede bian che e di «hede nulle (piccolo problema «mio logico per queste ultime: quante connotavano una protesta consapevole, e quante invece una forma di analfabetismo elettorale?), che però rappresentavano solo la protesta passiva contro un trasformismo politico coerente con le esi genze di rinnovamento del sistema, destinato a ridurre le forze politiche nell'ambito di un piccolo cabotaggio parlamentare. Ma oggi è diverso. Per questo non parleremo avventata mente di < qualunquismo di sinistra » o di « «mplice forma di evasione ». Il motivo per cui molti, sbagliando, voteranno «heda bianca, è quello per cui noi voteremo come voteremo. Quwte elnùoniawwsono infattimentre muore, su v t ri frotta l^sstmteismtJrwIitiKr: muore col movimento studentesco e muore con i nuovi scioperi della Fiat, proprio là dove per anni si era vantata (e in buona misura realiz zata) la pace sociale e la integrazione dei lavo ratori nel sindacato padronale; muore con lo «iopero generale sulle pensioni, in cui lavo ratori e orgamz^kmstndac^i Si bœhaniio scavalcato e contraddetto gli accordi siglati tra il governo e i rappresentanti delle centrali sin dacali. Muore con il movimento di massa che, a vari livelli, ha determinato una situazione di mobilitazione internazionale sui problemi de! Vietnam — qualcosa che non succedeva con tanta intensità da trent'anni, dai giorni della guerra di Spagna. La matrice comune di questi moti è il rifiuto dell'autoritarismo, e la richie sta di un diverso rapporto democratico, che a può «lizzare a g I g attravero ° partotip 0 zione collettiva a tutte le decisioni. L'autoge stione rappresenta oggi il momento più maturo di tutte queste rivendicazioni. E c'è almeno un settore in cui — credendoci — non la soste niamo sulla pelle altrui: come docenti universi tari, ciò che sta avvenendo nelle università ci coinvolge e ci trova pronti ad impegnarci in un rapporto non autoritario, in cui quello che potremmo perdere non ci interessa proprio più. Cosa hanno comportato questi fatti? Una novità di metodi e di obiettivi che stanno spaz zando via gli strumenti organizzativi tradizio a a 0 , Mchil^aii d e t 0 t jmuk 0 dm jnomto ral». taggio. La dissoluzione dei vecchi organismi rappresentativi universitari è ii caso più cla moroso, ma non l'unico. Già da qualche anno la formazione di gruppi minoritari ai di fuori de v l r a d i z t g a a t i puniti d v H e smutra itaikn 0 «ra il sint nmg d ua p r i aetptg d m-œrios^rosi all'interno dell'opposizione di sinistra: ma non conUwv 0 uae dten 0 '. :; fkr U raratttre vd leitario di questi gruppi, che li portava a una pur 0 testimOTikm 10 itiorafcùc 0 . °ra, ° rampa 0 gna pter la scheda bianca ci «mbra riproptorre in forme apparentemente più organizzate que¬ sta istanza moralistica; come un'ultima afferma zione di etira piccolo borghe« assetata di pu rezza, di testimonianze assolute che pacificano I e c g « i vaze ag b l m « t e a sc : n e a g I e f g l m jrer U f gize d i u a «srapuo tósmiercssata N g n è v v r^ g non ci crediamo. Il fetm mnovatore, f m v n s g a^wr» le nu g v v te i,v , è s ° t o u a ^ro: s g a g ^1°« « verahk ^ririom l de g i g d i e ^ l v , « «meeriom d m - 1« alleai p^Utete temre e Gr a m « i . Slo^ come « unità delle sinistre ** e « dialogo coi cmtolid e ap^totto O™ 0 0 jukduid nkmre nd m g v i m e v to «U^^CO 0 ° di te d m l v sificazioni su cui si affanna ancora te stampa « md^^rato » temami « rauohd » - ««>- cialìsti » - « comunisti » - « cinesi »), si stanno verificando forme di lotta e organizzazione comune pter un comune obiettivo. E intanto è matorato H rifiuto folte comenricmak oqa nterazto^ ^rriùra, ^ ^rentecera e a t . g ra l g «hema della delega decisionale ai vertici. Detto questo, rimarrebbe da chiedersi pterché — e H g ra — agt aga vokrem 0 « a ette bianca. Forse che questa scelta non rappresenta il tnstnernto dvIn¡mpcgao rinnovatore! il rifiuto di quel tasso di colesterolo burocratico che sta condannando all'infarto i grandi elefanti par titisi? Ma p r g p p i g c g m v «rrore e t t t e g (« aga m e r g quutunquistnog :ve':m':ò.ó di rana slaatogia che e g a d i V L D T E M O I r^p::^.™io s g m e m e n : tile una decisione che — dal momento che non ppgrà valnT cgmv pure ^^^^n^gataaze d'imaan sigenza rivoluzionaria (queste testimonianze sono valide se personali e pagate a caro prez zo, vedi Guevara) — rimarrà un ennesimo regdo tetto ° riste™» 0 Lora — retto am mat( g v ^ e u p ^ v ^ t ) ò v fo — O p p o s i ^ i g a V fo S u e Maestà. Perclk . . l g ' n a , i n t ^ e ^b l l ^ i il P s m p ? N g a è un p a t n ito ^ a e a m a ^ i ega i ^ t i i i fotere d ^ ^ g a 0 r i p ^ i n i i i? L g teratemo ^ t I a V p v r e a e a « P ei i ^ ip < g ^ mv i n m I m i i u a t i g v ^ t m g t^ ae ^ v r i e l ò er ià d i gp i a tor^ : . r ^ ae tlva: l z e fo d ^^ , ^ t : re che in organizzazioni culturalmente più mono l^tic^lv ^.^gse aigmfise timgaoia^^^^t) cu^tt^a^?? P ed g dVi TO t s a . : . : d d : t r il s g s i am : v Vg . ) a g a e i s^avòòv egnevssa? C'^ d p p ù . Ed è eav n l Ps i ur ^ i dat sug pifm o a t t pp r i r^ , d è p o s t g c t ^ mv gòlm t i v g p ^ m a a i g t7 rimescolamento delle carte. Se non k ha sempre rimvacolatv sgme ci ptaewa. aga è que sto li mgntento di .«0°°« le mogtk ^l^vetv, 00«^, mm^dmatv, di sin:sire is^se « to^]^p^,^t seva. Nota è ua casg « mi mo^'i^^,^:ct ua:vvt^í- :eig l'uasv paaii^g .1« sia «ellz^ndOi atii^a ví^rao i suoi ugm^n: — si^dstafmvntv ^spgn: ssOtò — « ara allearersi la pm«aza :nvadvntv dd «^^^,1^™ uae pImav/= aga alrumemate, me r.g'.oa è il Psiupp E lg s^t^aao vate pprn l« ^gii« otp^^^t,, il distasso dat wcchio Pi appare SOSS na^t: ua ri^reis ^c^s^ttaiko s u^a s^aOi^n^s alte tradteto^ m a e. pmIhV z i gav d d l a mcesdte fo un i^pg ^1 011:0:« pp^iii^ diwra. quate 1^11« s^iutz^ttav ireOtaa. ear.:dtii..!m:,::. vo tiamo Psiup pn-she s^t^me paaiiis asa a pro ppsne ua asssus pgiiss p^v^ancv^^| ma pre, ftgurv ta r^sopn^^^ a^^s(^izginn^ in an tereso sat^i^ramv^tt pp^Sttes aacorv iutto da ^s^iiuii^, e di su ggg a ::^evvedgas sots i avea^eva. Firmiamo ta coppia c^t^vste di^1^ia^^z^t^av s^,^^^ evvv^ siao ia ^ttads lv stessa motivazioni. E eashv ^vsi^ fa paatv dd pt^t^traam^^. Non ssvgt^^^ct ua peaiitotmoga^mmo ma ua per titotppssibilltà. Ma. pstehé ^tamo alla viglia di uae ssnasltazione VlV.stiar. passiamo soppa ai '^UU^ÒI pcrnez^l^gniii^i e dteherienKg pr^t^pìs mfn,ae compread^a^o lv regtsn: asa g^t^gòi di shi p^psav sshvda òlaac^. shv è il tnomevto di a^^tmer^ — ssn uae sevra satuterv ottusità ogpvativa — shv « righi ss wrsngt paar^ »» Un vsts è uae pisssia erm^. ma ssa ua fudlv si può spaa^t^ e un vl¡esttv^Os shv ssn ua fudlv asa bisggaa fer^, è spaeatsi sui pi^v^i.

neppure fenomeni forse meno vistosi ma più sintomatici: quando si propone di distruggere « la cultura », si manifesta, ovviamente, un sintomo dì « disagio della civiltà » che è pcr fatt^^to «nn^onribiC ndfa pTOOTtó sftu 0 zione anche a chi conosca Freud soltanto di men^ m 1 ! ndlo e ^ ii ^a r ) i a n i i o s ^ f i r p I r v n e, l od versante positivo, l'eliminazione dei veicoli di lettura del sintomo e, a più lunga scadenza, d i ^S^UZ^ 1 1 d un'dltr-ii cvltàà; si e^ I ^ C ^^ I E A. ^ i t a l t i i i t r m i n i , i ^ i i e n n t o a l t à di Uoà dvc 0 - ^ n n e d ^ e ^^r no t t P 1 ) 11 " a s s ese it ^ i t c c c o a l tafano f ^ n v e r t ntto. pr ^ e b bb e po i e c m p ^ e a s^ e i ^ e una rivoluzione « culturale ». Quando al « re¬ visionismo» siopponeunafora tutta ritua z z r a |r e ^ t itta i i ^ m ^^ I e d i m AO ^^ M O I si i^ r ^po i ^ e u n i i m P s ^ 1 1 c n b i à h h e qq ì u ^^ a Ie a ^ s u c d o . c a I^ r ) ra è ] e g t m m o s r r s p e .1asr. hh ^^ un e i t r e - mismosia la risultante diquellepulsioniauto d i s t i ^ u t ^ i v e i c ^ i ^nscto a r t t o c c o . fa p s c s- ioi.e f ^ e l s t stom a , fa ^btofaem 0 ttt u u u n l C delfa s oc Cfa e fa n a t u r a | i ^ n e^^ z i o n i ^ i i g l C t i n . d e . ^ i ^ gge l to n i ^n o u u o no hh ^ e ^^^m o fare . M a n r ^ tt si r ^ ^ ta di rt ^ m ^ e tiptehe: p ^ e r o ov e - Kfa re t i i a ' dc n t i ^ i o i n n e f l i u ^ s ^ ^ h ^ e i ^ t i r ^ n a d i fornttd inaàonalix'az'wM (Idia pro p rÌc impotenza, e a m e non ^ 1c c ( ^ i o t ^ 0 C 0 0 0 )^ rito ^ l n g g i ^ ito oicoi s et ^ia n i ^ a famigfa n e ch hé c i ha il matto in casa. Quali sono, in questa situazione, le « media riw» carette? n. Cè b m r ) n d o r ) p u i e n t o . t i a t u - ^ ^ m e n t e , c' è fa s| ^ i ^^et^ i v a di u t ^ a presidmw H ^P s ^ i • e y 0 di u t ^ a preri^n^ IC^ n n e y , h l ^ e cambierebbe poco, c'è fa prospettiva di una E u r opa tttt1a o ^ ( l 1 ^ i b e m o i : c ^ 1 ^^, d i nn'Mntt ri^ b ^ i i e. d i nA Am e r^ ( ^ n L r i t t n a urna ^predato, c : è fa p^ i ^ spe ^^ v ^ a de l !a r u t e r ^ a a b r G M , n e m b ^ a n 0 totte c u s e ini ^ 1 n i ^ e . e m o t e , r r ^ ^ t U h h e l m a e . | i r po oc a C^ 11 !» ^m p )^ i ^^^ r ^ n e d u ^ t ^ r c ^ m i a n . e » n 0n io s i 3 n 0 : basto c 0 r ^ a C ^ e e fa °on n e s s i o n e C 111si era ^ bd t o a s uo la m p 0 , a velO poltòco e f^ìoimatco, la Cubia e ^ ^ e . i n 0 . y\ 0 oa. p ^ e r qua n to ci pen s i . ^ n t ^ l a a conclusione a cui mi pare di poter giungere è questa: hhe ci si può porne ila un punto di v i s i a rifo a m is t i c o, dov e p e r ri fonn 0 ^ i i e l n n f ^ e il neelzoionamento, r ^^n^en^o di e^c^eCza e m a a r ri u t ^ a H^^ 11101 ^ 1 ^^u i ^^ iia deta o i ^ e à oputenta, i^s^iiure ci si pub porre da un punto dì vista globale. planetario. e allora non si può tane a meno di oonslatae thre da una parte, omme dCeva Johnson (il pensi dente. non il SduoIogo). ci rotto i 250 milioni di ameri cani che e hanno ttttOo » e. da^Clta. quei atte m i l i a r d i c i c c a di i ^^ s ^ r ^ t ^ e c ^ i i e i ^ 0 n h an no n e n t e ; ai 250 milioni di americani si possono aggiun gerle anche gli europei. un po' pù scaCrggntl, c i ^m e is ^ n ^gn^^ i í^ i ^ ( ^ ( ^ a e i Í^ ei ^ van - Su ^^ i l c ^ et e nnche t^n poi r^tn^^^i e di bemoocrtico p o r ^ p far i ; m a g H « a ^ r i » es ^ 1 a t ^ 0 ° c i i c c a dt ^ e m!ir^d, e t^ulb ^lb di t^uesit dt^e miliardi. oltn ^tie sul gua derivanti date crisi di sovrap produzione. vvoono i « bianchi a. E qul. spece adesso che il fastidio di otti quei manifesti per- Luther King sia agginrgettdo il parossi smo: tron si può non cioradare la definizione di Ma^c^m X di quella die in tiaila si chia merebbe * fa nuova maggiorana »: la mino ranza negra americana r^mmata ale masse cinesi commate agli africani sommar alle pleb latino-americane... lo non voto perché non pos sovotare.mavoterà.presto.perquelgruppo 0 quel partilo 0 quel movimento che mi garan tisca che così volerei per la « nuova maggio ranza ». per un mondo pù povero e pù uguale. Ma Uutopla è finta. oomeinernna Marcuse: non posso Cane a meno: in questa sede e a questo no 0 pouto t di gggtnngere una t>eeve 1. I buoni nsempj sono contagiorii si crpì^ uè. (The nee r ceniomie ^t^t^a^e delC polt^ca iaCatte il i^^ii^i^o giuochi a lavot^e di pt^ogt^a z on:estremstche:(e:per:lo:p ù:debtament id^anli). è cosa troppo naturalmente compier mentore airopoortnaimmo riOnm DiatittOi ^ t a - zolzzto:con:tutta:pace:nella:formul: n ctatora:del:cntro- n stra:( l:qual:vanta tranqulamente:le:su :sort .:agnfche:e:pro grssve.:acorché:prpetuamente:future.:e certo:esent:d :vventure.:come:cnvenea orgri c^orret^e c^aastrofò sl^ca^f^e^c^v^an^t^i: e sarebbe niente c^iime p^r- ^ut^o a^l) che b anche t^^po da attendessi, e che menaaigllerebbe u^l^ tanto in uso di assenza, Ma la cosa prebende poi di trovare il suo solido conforto; per main da, in ttna serie d bene esibiti buoni riscootrii LaraamO; per carità di strutture economico sovicll, ogni rinvio ceco-polacco: qui la fanta sia analogica, che otto può, non rinuncia pro pp-o a nulla.e fa benissimo; poiché fa appena il proprio mestiere Ma che il buon esempfo sìa poi rieercatOi come avviene in casi di meno fantasiosa apparenza, per ttna affrettata -rade zione a ir iiallnna 'delle prospettive imernazio na l:d :una:«:nuova:s n stra:a.:a:spese:e:all ss^pne di lenomenii ^nla^c^i statuniensi 0 to dasahh munita magg^lore i^SIa^^^ianei Postohbe p^n^ noi r^suttt subito evidente ma pare non risultare molto spesso; il caratare obiettiva mente arcaico di simili nuove pi^ospen^vei le qqall molto possonto e sempre più dobbiamo auerearci che vessano in avvertire. fa dove l'alientativa di potere politico, fa dorate db^ I^r^pposiz^one davvei-o comestantei ^^t^co^arn delacosci za di classe. n o n t r v a n o né epressionené orza.nondiciamosoltantomar xis^iaam^i^i^ efcCacei m^nups^u^^^t^Clelnnie mente:organizzata:in:senso:ssai:generico.:On de:il:otivo:della:e:integrazione:»:dentro:il :sistea:»:(e:la:corrispndnte:formula:dlta « uniameitaonSC'à » soi^ii^l^i !ng"u:s:ce: scient tifica.filosofica.umana.perfare riferimnto al ritt vei^bC p^^iisso d nO ogg^i più cl^bbaCt: e:trove :almeno:in:prima:istanza :piea:giu stificaz one:e:p eno:fondamento:come:un:t tativo:d:r specch are.:e:elaborare:teorcamete. e:pratcamente:svlgere.:una:condzoe:tat economcamente:sovrasvluppta:(e: n:ses undmensonalmnte: mper al stico:.:quao pltcamete:aretrat :(e:non:politicament soltanto.: n verità.:ma:etcamente:ancora.:se pentiamo al carattere tutto « sudafricano » del tarepressionerazziale inUSA:—questomo tivomedesimo.appena ritrascritto. conquella indebitaastrattezzache sipga in tutti i casi simili. dif a c i l i t t e estrapolazi e. rivela p r intiero tutto Yacaaismo che lo contraddstingu C i Elo rivla già nelsuovramenteunidimen sionalelessio.e cioè nelle unidimensioali categoric i cui siesrcit.tantosquisitamente prema^r^iane (p ù che extramarxianc) nel ^i^ndo concettuale.qantoavvenirisicmentefanto litich ell superficieemotiva.Enon sicapi sue bene. allora ^me d fronte a una situar connideeaaionei Non so se Uulopia sia tinta nel senso in cui b fintia pet^ P^C^cuuse: ne duUbo; ma se è ^^nta uuol d^n; hbi^bvee fnie fbasisti^ee «ciòhbeonn è ^ns^^suun luogo »: per est i design in^ppatsrCIb. Anche 2i lene^^tore è ^taa alef^n^e «uiop)Ia » e idi ouesta utopia è stata anche vaticinata fa morte. -^y»fif

zione politicarne: te adulta simili suggestioni possano operare con qualche successo, se non si ricorra — come è urgente fare, e qui almeno ri qenena — a um a prevlrvanalisi ii dovse, la quale dica insieme il valore dell'indizio e del sintomo, e il senso obiettivo del caso e del fenomeno, rivelando come nella ambizione dei fa « nuova » contestazione trapassi praticamen te intatta tutta la paleopolitica del nostro più domestico radicalismo. 2. Ma sc il senso obiettivo non pare dub bio, non sarà da trascurarsi come irrilevante il valore — non meno obicttivo, se adegua tamente compreso — del sintomo. Poiché il tutto rappresento qui, in sede politico-culturale, il mero e franco rovesciamento del « mito ame ricano », il quale, già fortemente interioriz zato e divulgato in modi apologetici, ora va debitamente a finire, con « nuovi » furori e « nuovi » rancori, attraverso una violenta, e per altro sacrosanta dissacrazione, e precisa mente ai medesimi livelli e nei medesimi am biti di classe, in terrorismo apocalittico (con effetti altamente intransitivi, in primo luogo, di proprio infantile autospavento). Con il che, c Io si accennava, il valore deba dissacrazione (o della demistificazione eversiva) non va di minuito per niente: ma è che fa forza delle cose stesse, ossia la logica del « sistema », appunto, nel proprio intimo sviluppo, ha get tato nella protesta, nella contestazione, anche quelle aree di società, tutt'altro che trascura bili, che sino a ieri potevano giacere soddi sfatte, se non in aperta, almeno in inconscia complicità, con il già mitizzato e mistificato « sistema ». E la protesta e la contestazione a s s u mo n o a 0 o r a. d d to» 0 a^rento^nte. n d coerente rovesciamento, e per continuità ideo logica, da un lato, e per postuma compensa zione, d'altro lato, i colori di una rancorosa violenza, a molte cose disponibile, e forse cjuafate v ° l a a tot 0 den t i t i p e r dfetto ag giunto di ineducazionc rivoluzionaria e di fru strazione psicosociale. Si possono cosi decifrare bene, a questo punto, i « nuovi » sudori « sini stri » che sono spesi, da tante parti, nella" disperata e indiscriminata ricerca di « nuove » forze, « autenticamente » rivoluzionarie (sudori che c'è da sperare soltanto che approdino, dopo b g i r o a v u o 0 m e n o fan 10 dte ri po s s a , dfa « nuova » scoperta dell'ombrello: giacché se molto c'è da operare, per Io sviluppo debe nostre forze rivoluzionarie, da inventare non c è atiro h h e la rosefa^ 0 riTOÙzfo^ria dd « nuovi sinistri »). AI limite, si capisce anche che fa caccia al « nuovo » ribelle, minacci di diventare il « nuovo » sport polìtico del giorno, per il « di-integrato»cotestant: il quale rovescia così la propria anima bella, sino a ieri tecnologicamente condizionata, e forse anche sino a oggi, nelle più tetre e più effi¬ c i e nti pre^zfonL nel pù ^ r ove r o e nel p ù ansioso dei moti perpetui dell'espiazione. 3. Ma siamo, fuori debe ragioni psicoso¬ ciali, dal meccanismo piuttosto elementare, e sul quale non c'è da indugiare oltre, al punto in cui, con più politico rigore, l'alternativa di rivolta e di rivoluzione si impone come invali cabile: che i « nuovi sinistri » siano nipotini di Camus, non è un segreto per nessuno, per quanto oggi si affatichino a rimescolare in varie dosi Marcuse con Guevara. Il fatto è che ilsogno dlt «purezza erivoluzionaria scoprirà sempre la bella anima ribebe sotto la crosta dì tutte le sue esagitazioni, e insomma il rivoltoso all'ombra dell'integrazione. Che poi l'equivoco possa essere pagato quotidianamen te, a duro prezzo, e sopra la propria pelle, ecco un fatto che rende patetica fa situazione, ecertomeritevole dinonscarsiconensimo rali. ma non la trasformerà per questo né in politicamente corretta, e nemmeno in etica mente invidiabile. Se il problema non è del rordm e ^ Ì 0 0 - 1 1 » 100 dea r f r 010, ma è , co m e è, d e l 0 o a d ine sov i i o ^ i t t a ^ e g ^ co d eb a rfroluz^e, lastratgia politica è una sole: è qulla p r cu-ititnnndn lede, proprio alla luce debinse gnamento di Mao, ai termini imposti daba « contraddizione principale » dì borghesia e proletarito. on si ed iltempo.né si per¬ donole azini eleprole. a coltivar invetro o fuori vetro fa contraddizioni inessenziab, ma ri 0 p e r a (0n fa p iii fami 11 o s t tiiazionei ^ e g u e n t do:Passe:delta:contraddizione:disiminant. secondo la più unitaria e le più coerente delle ne d i c n d o e disponibili. O r a . il discorso deve essore trinco: n e rehé soltanto Canalisi schietta, e fa più aperta delfa discussioni, intor no aia più rlvorosa strategia, soltanto le nata impcirizione di una scelta essenniale tra rivolta c rn'oùz 0 ^ 1 s g o m b r a n d ° 0 g n i ^ u f r ' 0 0 0 ^ r t o alla luce i nessi ultimi del rapporti di Corea nel quadro attuile delle Iota di eluse. te :le:modificazioni:in:corso.:suggerisce:le aitueCibi e dice infine dove commegli stati « dis-integrati » Covrano vie concrete di protei sta e di contestazione politica. 11 asto è « nuo va » misutieazlonei 4. E in effetti, accolta 0 fazione oflera dalla ftirgnosi intorno aincecttuale accaismo del « nuorv » disegni tattici. si apre Uirreente discorso intorno alle meati alleanze che la stra tegia riTOluzto^r 0 m n p o n e rifa gremfa m a g r gioranzai ormai, data nazione t^^Cana, e annii più in genesale. degli strati saiali europe. perché è proprio incorno alla « vecchia » sini stri: degli operai e del contadini, è itommma intemo al Paritto Comuuisia Italiano, da ttor, che oggi ritornano a Care blocco disintegraù fin^mete delfafozaadcl fatti lutti i mhidelfa nortre a nuove » frontiere (e non certo in forza di patetici purismi ideologici, ma delle Orca contale dcelì interessi e deg oìbenn i d clan sali tutu coloro che la forza stessa del fatt ha ent^p^^O: in questo 0 tn quelmodfo ma sempre con violenza, fuori del « sistema a (ii che vuol dire.senzaequivoci.fuoridaogniillusione di pprtecipazione a bennllci e a privbrgii pratici o morali): E si tratta altrettanto tene. ogg di grupp! iniebettuali rome dimesse cattoliche. di morvmenit stodentessUi rome di meli boir gghrit tottt sottoposi già a sufficlcnzCi alella forma del « sistema » p poiché pul conviene davv vveo, ostentatamente. conservare il vocabdlO; b concetto; che dice la « Comma » assuutoi nel caro; delta « forma a delle classi 0 P^I^S^): alla stessa sistematica degradazione, allo stesso processo di deeclassamcntO: Non cè nulla di « volontario »,ma molto deve essami d e co ssienteet in sm^e oonvergenzz, appunto in quelito essa è già alata: r^b^^^vamente dal fattL E quanto al « manifestare il proprio ept rito ^ioo^uzonaaro unicamente 0, o anche sol tanto, si aggiunga, privegarammeiitei « vitupei rando IIopfa)^tonismo parlamentare, unicamem te » o priviirelatomente. « espingendo ir pae tecipezione al parlamento 0, ogi che di « mar turazione anpparfamentere » si parla cosi vo lentieri, e cosi a sproppri toi « è molto facile. anpueto perché è troppo faciie. non l una solie zione dei difficile e dffCUOsminq rompilo edre ci sta ittnannii a tottg al rivoltosi come al rivo luzionnelt Oggi marxistotfaninista lo sa, perché è un puntuale insegnamento di Leitint E ormai dimortrano diapprentfanlo anche i grupip intel leitueli, le masse cailollcte. gli sedenti in coctsuire e svbuppare unOpporizione rivoluzio nida, marxista, leninista maniste, e sn^ché la critica — e sono ancora parole di Lenin — deve estese ogg quii diretta « non contro ii par^^cn^^e^s^o o contro l'attività parlameli tare. ma contro quei capl che no sono — e anatra più contro quelli che non voglio no — sfruttare in modo rivoluzionario; commut nista, le elezioni parlamentari e la tribuna di pprtamento »» Votare la scheda rossa, votare P CI. sarà, se lo vogliamo: anche li primo passo conicelo pe questa « appo spletoto: impiccai bile critica »» che si desidera, giustamente. movimn o.iiimediiborghesiideclassa i:iperché ii difficile ediClìciiisaimo rompitoèiggi.uui,

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SUB LEGE LIBERTAS

qualunque demoocaaia, il suo rastìiam0: quan do a comodOo o labbr^cr. Devo diresubitoanche, quindi,che apisco bene it^ttniuSei^a die cè n git^o. fi^(^o i^ile cè g^t^o a sinisti^a: l^^m^^o che, ab^^tiato a v^o tare PC^ e^me di ^^^i^e coIpito dia ii^it^i0ni^e c^abina; ìmmìco i^ile lia n mente di ^ab^br ca^ t^n gadget hhe inviti a « votare week end a; il Pariio comunista dittala met) c^iie ^nvie ad adornare la scheda di simbcn rivotu zion^r1^ e mette non capisco gli inviti a vo tare scheda bianca, perché non ceedo nelle ani me b1nnche, capisco anche imm^ che, inla sitÌ Ì ^o. innerv^^i^o, si secca perfino a r c a r n e e dice: a e va beht si vota PC e po. il gonno dop

bo^boincal ^voa^da e aa^s^ tl^asst pensare a reai di e vipecndo »). E' ^ero, Lacuu^ di ascsUmo è p^er^ente: nel "21, il ascemmo il man^rane^ O1 s^e^^o dei paddt^nii la oomna spc^^ca niutis^^^r^ee il tenorimmo die^a ^ls^^e d^gli agrari e degU ^ ^ u ^ ^ t i proCariato; ogg o stato h^a assunto in proprioquesta funzione ela eser ccia deeltmmente, e^n^ darla n appallo; aggl ss^uuOrìsd di al^ot^a, si sono soost t^ttt i reparti deta «ceee^e ». Questo è — ogreVaamete — ^ascu^^(^: t^n f^sCmo di saio ht^e no^n la più bsoogno deia marcia su Roma, che si am mantadelta operturaburocratica f o r i t a delta sialdemocrazia—machecosamainonhatsl no c^op^^o i ^ia^f^e^oo^n^^? — Oggr i isa droninonhannob i s n o dipagarsi i loro mazzieriprivati diorganizzare lacomplicità de pubiibd potei; ora o stato eseer^ita dit^et tame t in proprioquestafunzione.Eccolo, il vero int^g^^^^mo: il poere deia als^^e trar ghese gesito co 5 ^0010 dee paet^nasmo ^erto rustico da una aUanza fra soc^i^Memoi^cazia e clericalismo.Bisognascoprire questomecca niso,costringere i gestori delpoter adas sumeeti 0 ^e^spo^i^ibtà dee toi^o scl^e. 11dliemma lquale gliuomini delpoter vanno ini^giodalt è quebo tondlente a stabilùe se questo è uno slato borghese evoluto o tino ssato borghese di tipo Irvratmnente ansccsta: se è—vale a dire — to stato dei discorsi del Presidente Sa^gr^i, lo ^tàto della « ^10^^ meravigilosa», lo statobuono progrssivo (si. certo, con quache peccai debe bugie elee t^o^ii di Nenn^i, o se è o sa^o de c^tiestorc Metih della poiaa da r^c^ii, deie tor^i^e db Grande inquisitore, lo stato jpoecita degg on. Mot^o e I^umor e Tas'ani, t^ueio d^e^a biu^oci^n^ia ^ttmeniO^^zato ii^no aOaee cità, lo stat elpopulismoreazionarioche sc^iena oodo di cissse del tmpel^npc^^^l^ri^i in divisa contro gli studenti « signooni » e l'odio del « parvenu » ne conironii delia sua classe d|esiaazione conilo gì opera' in lotta. Gli « imbianchini » deba borghesia vanno co strettiascoprire lc carte,bisogna utilizare la loro coniradditoria egalità (la Costituzione è continuamene ^tta^|^Pcata'l. c^sr^tngrei a^m no a non volare tanto lacmmente e regole de gioco che ess ^tessì hanno stabU^^o. Bì^r^rna r^e^I^ìi^e it^cic^n^ento il vtioto poolii^co dlebe proteste a$iraite. de ielr^iamm di sd^egno che hanno eempre asciato al tsc^imo o spazio di mnnoov^i O.SÌ). Devo dire subi^0: in nistr a q^tiesta nota a cut penso da un pezzo con csieemo d^^go e perplessità,ch noncredo nei riti dellademo craria nella n:pubbiica di cut sono nato cìt tadinO: la Svizzera, e che ho presto abbando natopersceglierequesta, tuttosmmatoperché quiclerano icomunisti, ne hoapprsoben presto ivacui e spregevoli significati;e viho appresoprest, nche,chellesistenza diuna vecchiademocrazia, tuttosommatoabbastan zafuzionte, non costituiscenppure da lontanouna garanzia contro il pericolo che viene agitato ognivolta ch nella società si maniieeiano ensìoni di insofee^e^nzai poussées atin^c^iod ^^^s^az^l^iize globdii il vuoto poH t^co a s^n^strC' il tascimmo a destra La Getmai^i^ weimrian^: Sv^^zera degg anni diguerra, gli Stati Uiti degli anises santamostranobnissimo,nturalmente on diversigradi dipregnanza e aggressività,che VOTO E ^l^C^TTO dd ENRICO FILPPPINI

La macchina delio suo borhhese sì è messa in moto per colpire politicamente il movimento studentesco: in questi giorni si vanno definendo il tessuto. t'attivafavinne. le modalità di questo conttattacco. Si so mettendo in etio un preciso programma di iminiìaazOnt e di aggressioni, una sortile neie di coercizioni e ricatti. Lo reo po è ^f^^ie il potenziale di Ione del movi¬ mento; an^t^ma^e la Sivinoomia medieniepro vocarzoiit e distinzioni mistificatorie. Siuoole isolare il movimento dall'opininne pubblica: se parare gli studenti dagli operai, l'wnnguardia dal!a massa, i « d^i^r^ennt » dalla « t^a^e »; dif fondere la pratica della calunnia. della delazio ne, per seminare diffieezze c rospeti. QanaOo vennero cacciati d^iu^nieersità, gli studenti rssi^osero che avnebbero costretto le «Autorità» a sputare fuori diale aaseme tutti i poliziotti e a pittnionere ogni aula. ogni cattedra, ogni piazza, ogni angolo di strada, che aveebbero reso impossibile il riiono aUa presunta nomia ltà, a cOoslezzlone della loro romaa della Oro legalità. che è pura e sempbce eepeessione. Hanno così ottenuto une pmma vittòria: iranno mee^o allo scopceto c ò chi e ere nascosto detto l'accadie deiriialle « democratica » e lelevisiva. Oita il movimento deve reagire contro e ma novre hhe liddono a cqea'iflcer0 potiilea mcnie. ossia ad cccusare i suo memh di reti non polìtici. Quesso significa innenzzieno conoscere la nrgola diel giuoco; pepararsi a riconoscere i trelli.acontrollae lluso di ogni af^cmazione. a non lasciarsi aaccinare nel clima de sosppei e delle calunnie. Significa restar lucidi, non lasciarsi aadere mai, per nessun motivo, neNa liapuoa delle delazione. tener presente il atto che aggi ii^qus^^rì non va data alcune inioamazionn urie. Quesso tivo CÌnio umano dovrà servire aia crescila politica dee movimento e la tristezze per gl errori de comppagi pù deboli beve fveentare motivo dà Orza degli altri. Ma è ora necesssaio soprattutto dine una ri sposta politica, oltre che individuale alla eepten sione. una s^sDOsta ala i^capaaità, aia codee dia, et vuoto dimostralo da quella parto de po tere che ss dichiara per unitala civile e pro gressiva, Perché il potere di classe non e poi cori monolitico; Sc è vero che a natura dea repressone può essere individuate solo attra versounlanlisidelcncetto distato.è ltretta to vero che alinmenno di quesso schema di fon¬ do vanno considerate unte e contraddizioni, le distensioni e e enndeize dvergenii at r inler no deMe quali ci si può inserir l e per colpir l e obiettivi particolari.A n c h e alllinterno dello schemaborgheseclè la possibilità di mirare ad alcuni « diriiti ». In Gan Bretagna uno tuentechehapercosso poliziotto n e l or sodiuno scontro.pagaunlammend di ci que stelme. Negg ^esss Statt Unitt a vìoen za dea ^^azò^ne s organizza in oome che non semprecoincidonoespilitaentecon i poteri ddUo stato: Knr e Macco^m X hanno dovuto f a h U ^ I I , ídfl^e^ltomentei a m i a n ^ a mano di quache me^ieectto i e non risccono a tro vare g l aps^l^^ lega1Ì per eenere m galega Caa^ micc^hd. Ma — s sipponde — in^r^htten^a è ii paese deh'hbbeas cot^puSi de « Bill of he nghts »; e ^'taia inv^ce i è il paese in cut ss amministra la giustizia suitebas diuncodice verehi^ di oltre un secolo e mezzo (congruo a una strettura eemifeudake a necconomia pp^valeme^t^ni^ agl•^coia i^^^ssto e aggiornao d^a eeg^me fascista! Da no rppparato ^ptes ssvo de^o s^ato non è solo espressone dee po tere di casse; è — in aggiunta — manifessa z^one di una impalcatura di potere cericae.

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