Quindici 1968

Quind¡c¡/10/II

CONDIZIONE STUDENTESCA E LOGICA RIVOLUZIONARIA Uno dei temi propri del movimento studen tesco è il rifiuto programmatico di ogni forma di integrazione nel sistema. Nella critica a ogni istituzione che abbia il senso di mediazione col sistema stesso, l'attacco si è concentrato sui partiti tradizionali della sinistra operaia, nei quali si è ravvisata una connaturata tendenza a collaborare ai progetti di integrazione delle spinte rivoluzionarie, a svolgere un ruolo di mediazione tra le forze sociali e il sistema, ad incanalare ogni conte stazione del sistema in direzione di un sostan ziale equilibrio. I partiti — secondo una ana lisi diffusa nel movimento — sono una com ponente del sistema, un momento di mediazione burocratica, una istituzione posta all'interno del meccanismo, e dunque atta a conservare l'equilibrio, lo status quo, i rapporti fra le classi, i dati culturali depositati; e a conte nere, controllare, rettificare, assorbire le spinte tendenti a sovvertire tutto ciò. La radice di questo giudizio può essere i-vwisata in un rifiuto del uaadsootfertoagliocchi delleuhi mc generazioni dalla realtà mondiale contem poranea: il fallimmo delfa tesi kraccioviana delfa pacifica coesistenza, che ha significato in realtà — in questi anni — esportazione della controrivoluzione; fa relativa acquie scenza della Unione Sovietica e dei paesi del campo socialista nei confronti dell'iniziativa sempre più marcata, incisiva, tracotante e sfacciata dell'imperialismo; lo spettacolo di un mondo del quale è caratteristica oggettiva a parte le fantasiose interpretazioni marcusiane e le degenerazioni di un facile sociologismo « ad usum delphini ») l'allargamento a forbice del divario fra terzo mondo e paesi industria lizzati; il sospetto che la pratica delfa ooesi stenza pacifica fosse in qualche modo connessa con questa contraddizione, e fosse una sorta di complicità, di accettazione in qualche modo interessata dello « status quo » inteso come divisione del mondo in zone di influenza, come forma dì corresponsabilità, dì diarchia, dì oonduzione a mezzadria deta sorti deba politica mondiale; fa pratica del colloquio, del negoziato, della contrattazione, del « gentlemen agreemeni » praiicao nelle stanze binnche del palazzo di vetro, deba vllfatii di Camp Davidd di Glsssboro suba pelle vuoi dei vicicong vuoi degli arabi, vuoi di chicchessìa; le petizioni alla sicurezza europea, alla smobilitazione dei blocchi comrapppsti, in un mondo in cui l'im perirIismo continuava a difanfare il Viemam, a massacrare i comunisti dell'Indonesia, a mettere in piedi fantocci per la Union Minière, a inventarsi generali fascisti in Grecia, in Bo livia, in Brasile, nel Guatemala, a Santo Do mingo, in Argentina, a tenersi i suoi Franco, i suoi Stroessner, i suoi Salazar, a praticare il suo razzismo, i suoi « apartheid », le sue repressioni, a finanziarsi le sue vetrine provo catorie coniro le riooiuzion¡ povere degli arabi: inviti alla tolleranz, aldialogo,mantra gli altri ti prendono a calci in bocca, ia pù o meno iactia ocontessione delfa guerrighe; di CaissOi di Guevara, di BravOi Pada, Soza, Mooiee; la rottura on la viouizzinne desse in atto; ir distnnza polttica e psicologica dai campi delle brttrglfa di Glap; il sospetto di una degenerazione in senso macroscopico del pariamentarismOi deba ira efauorafa. dei ten taiivi di isaerimento: tatto questo ha diffsso uno saio di milesssre, di rivolir amara e via lenta contro tutta una linea politica. Il termine revisioniamo è uscito dalfa sedè teoriche ed è divnntato unicccusa, uni ivvettiva contro ir relativa aanquUlià di questi anni, oontro io sspttro delfa socialdemocraaia, contro a me

IL DISSENSO DEI CATTOLICI dd CORRADO CORGHI

stico, quella fra capitale e lavoro. Questa con traddizione passa oggi oggettivamente sia fra imperialismo e terzo mondo, sia fra potere capitalistico e classe operaia ab'interno dei sin goli paesi. La natura dello scontro borghesia-proleta riato è identica; il potere economico è con centrato nelle medesime sedi; la mistificazione operata dal sistema, che nei paesi ad alta con centrazione industriale intende integrare la classe operaia coinvolgendola con i suoi inte ressi, va battuta. Questa rivolta integrale contro il sistema, questo rifiuto di ogni forma di integrazione della lotta entro schemi istituzionali precosti tuiti, di ogni mediazione con il potere costi tuito, questa affermazione di una logica com pletamente nuova, sono contribuiti metodolo gici importanti dei' quali il movimento si fa portatore. Ma non bastano da soli a significare un carattere rivoluzionario in senso globale. Le ambiguità permangono: i legami di estrazione, di cultura, di privilegio con fa classe borghese non sono totalmente recisi; gb obiettivi, Í me todi, fa tattiche non sono totalmente svincolati dalla ideologia borghese. Attenzione alfa rivo luzioni da rotocalco al sovversivismo do sen sazione, alfa parole d'ordine generiche ed equi vocabili. Fra fa ambiguità emerge la contrad dizfane vvidente rcc rcrtraone nodale dei militanti del movimento e la parte che si scel gono nebo scontro di cfasse. E' fa contraddi zione fra la condizione di studente — per lo più figHo di borcfassi — eracquisìrinnedi una logica rivoluzionaria. Quena oomraddizionr provoca malintesi e reazioni oonfuse. Che un gruppo pnvlfagtcoi — pecché rafa è malgrado tatto — si ribelli contro fa condizione di privilegio, e contesti il privilegio stesso, fa sue origini e la sua ma trice sociale, appare strano, a volte incom prensibile, a volte sconcertante e sospetto. 00!^ a rtazione a0O^lls^ione degli studenti passa per due equivoci fondamentali; la « com plicità » di una certa zona della borghesia, e la diddiecnsa dilorghi saatiecHc cIusropre ralal E in effetti, che uosa potrebbe pensare uno dei ragazzi di Barbiana — di quelli che nella « lettera a una professoressa » hanno fatto una serrata denuncia dell'Italia delle lau ree, e delfa funzione di autodifesa del privi faoio svoha daba cultura e da! risaia di solu zione — che cosa potrebbe fare di diverso che esprimere il sospptto che il mafasseee degli studenti derivi dalfa inefficienza del privilegio, e daba necessità di oetenenne di più? Evidentemente qualcosa non va, bisogna chiarire meglio, complicità e diffidenza hanno la nsssa origine, sealurisrono dal medesimo equivoco. Queeio aquìvoco va noto a lìeeio pob tico: i fagami con la propria cfasse si taolianOl e quelli coi proletariato si stbbiIisoonOi nel mcmantain cii si fannopropri strimenti di annasi e di ìnternemo riooluzomari nn eenso autentico! vale a dire, faninisiL Fatte uteeste precisazioni, si tratta di ana lizzare oon hhfarezsa ta matrice di cfauni « fatti » politic, che tanno spieoott. La prima questione è perché le aule delfa niversitàsianodiventate lasedeelttia di un dibattìo e di un tvooro poMcco che ¡veste unampiospetto diaroilemi e sipone i atteooiamentocritico econtestativo nei c o - fronti di questiona di sttateoa del movimento operaio,oiunoendo acontrapporsi allasua linea. Lar ispos è nell careni distrumnti propri di fatta pohtica, nel « vacuum » che si è venuto a creare. Il movímento stadentesco consta di due poh: unaiaseestesa,animatadaunmalssereper la difuunzionnUtá deh'Univrruità che pub tra sformarti n coscienza quat^^ìca^a dannautara diclassee indetermi iionediscontrarsicon ii sistema; e una rona .quaUfCatOl rrnlniuu^ v politnameme definita. Inquestai a d i aavanouardia» sicollo cano n posizfane onamonr quanti n questi anm hanno conteiato a üma dee PCI e hanno ricercato un eerreno di ccontro divrrsOl Cosi, r umversità è e^nu^a a mstituirsi íámnbitc naturale di ltta, allospaiiospecificoper il lavoro p^i^tico: il partito. Perché alcuni gruppi di studenti fanno del- ^Un^ver^i^à, debe aule un¡vrrsitariel dei cent^^ diaoitaiicnepolitica? ^^e-ché è manncto io ^tfumntn e^et^^v^o, pro prio delfa iota poiitica: roaannisaazione del l'avanguardia rivoluzionaria del proletariato. Ogm e^ninteta sa t^enee che a cfasse operafal se non è ouìdata tla una avanouurdio ^ivoùs^o nari oroaniiiat,«tendespontaneamentealla socialdcmccraiia»,che la lotta diclass n n èunfattocarimatico,enecessriamentepor ta^ot^e di un^o sbocco rioi:uuzionarioi La macroscopica degenerazione della linea del partito in senso parlamentaristico, la sovrap posizione continua di una logica « elettorale » con tutte e implicazioni in essa contenute (la diffusionn di faise iuission; ii prezzo dd tenta tivo di cattura dei ceti medi; fa ooncnssioni aicattolici, ai laici, alleforiepoliticheo ne ricamente pooressive; la riuuncia aia prepa razione di quldd! riooiuzionari; r sssoùta obH teraiion diquellavoro di «preparaiion ^^niu^ut^re^^l^ne » he eeve s^^ere comunque unemome toe ardineedelelavoroepoliti o;el compr^sione debe ^and iote be^rare e a loro oostrioione nntt^o chh^mi faoali, mÚit ^SI^USÍOÜ^O^^^ÍIÍ si^tem di medias^on fao^a lttar^e) significa rtuelsa e eperimnntaeeeei fatti alternative in senso rivoluzionario, e al tempo stesso il rifiuto di spiegare, di preci sare con chiarezza alle masse con paroie d'or dine poiitiche, e non nn sede teorica e « cutttu raae », il ruolo « tattico » deUa partecipazione ale ^^^zhm e al Parhmento borghesSe E' saio forse detto — n questi anni — che la rruubblica lfamoi^atico-boI , ohese è « stru memo dee copaslimo per io sfumammo dee lavoro salarlato » (nnoe^i, « ii miolior in volucro polìiico per ii capitaIismo » (eenn)? « La sorte dee poetariaio — dice Lenin — anche neila più emmo^^ra rppubbi^i:c l^or ohese è a schiavuù ^c^crlc^c ». E mvece! ^e: cnnii si è aUmentaio lqu^iooco deba a repub bb^iic na^c dalla re^islens^o », deba « deesa debe istt^u^soni » faenndo con^nuo ^rf^^^meno a un connctto mistìffa^n^e oomei ^nnitònntiSascista, senza ^I^leoot^n hhe ii motivo di questa unità risfadevc n un^c ooi^tiog^nso ^^OI^^Ì^C per la quale e oontrcddisioni it^lr^nr aia botohesic divenav^ano momnicneommie pù ccu^e ed ^nsidel^ii deia ^ii^nt^^ddis^^r^ne bo^ghesic-prde tariato. Ma quaislcsi toc^s^^^ione oi 3 n utlcamente s^^u^^m^fa deU« unn^à dele fosze J^o^0l^essi ve » tnniie a rrearr ^ Í ^ C ^ Ü C O Í icunteOi e a caccondere la rae ^i^ntcac^di^^i^i^e e ii reale punto di sconiro Qttale (^isnz^'nne e sa^a aata tea attica e strategia come e saa ^rpet^c^c nei fatii quesic distinsionc, e oome è saa incoiata dai fatii abe masse? li n^^r^famo-^^ii^i^imo eeoa la possibbità di trarfol•mazione c^eia macchina dirlo saio borohesr nel rnnso del uuo m^r^Oorame0^^i li pteoearfao pub emannippcri a [ictto che disteuooc a mcccc^ínc delio saio t^orohes^l I-c difrí^r^n^c leolifaa di base ra Lenin e JCttuisky èproprio questa. Quale fforzo è saio ^^tio, pie diofondere la or>sclensc deba n^^^nfl^t^Hità ra e c;^assii chiarire i natura deii s t t borohese, per 1 in(Mc^ne a unn^ione di oog^no del i^orà niedieciasse,edieaestrumentoespeciaieedierepres sione al ^ervisfa della cfasse dominante », per diffondere la oonscpevofazza del raoio « con sioUo di mmnistra^^i^ne deoH i^l^ressi iiel capitaiismo»svoitodaiooverno?

Fra tatti coloro — studenti, giovani operai, forze diverse — per i quali fa sbocco politico di una posizione di rifiuto della integrazione e di « contestazione globale del sistema » si è polarizzato sull'attacco alfa partecipazione alle istituzioni del sistema, si sono andate dif fondendo posizioni ideologiche deformate. Al laprponderanzadelmomentotatticosulla strategia, si è risposto con un rifiuto integrale, con una totale incomprensione e ripulsa del momentotatticostesso. 1l rfiutodelparlamentrismosi ètrasfor malo in rifimo generalizzato e incondizionato dell'* uso » del parlamento; fa denuncia del l'illusineelettoralistica, dell mistificazione piccoIo-borghese, della « via pacifica al socia lismo », deba diffusione anche solo strumen tale (non per questo meno erronea, perché idsea^duati^i^i di ionizzazioni tendenti a far credere alla poibilità disuperarel'inconci liabilitàdlleclssiel'inevitabilità dlloscon mo è dintinaa motivo di una « astensione » dalfa lotta politica in corso, tutta permeata di motivi mosaiii a niant'affatio mantissa, ma in cui motivazioni appaiono chiarissime. C'è — in queste posizioni — un rifiuto delle « regole del giuoco ». Una intenzione eversiva, una diffidenza per ogni prevedibi lità, istituzionalizzazione e riassorbimento del l'opposizione, una intenzione di uscir fuori da ogni logica di conciliazione, di contratta rione, di equilibrio, che è estremamente giu sta; ma c'è — al tempo stesso — il pericolo di uno sdegnoso isolamento, di una posizione aventiniana,diunrigorismo tutt morale e verbaleche i realtà— rifiutandoognicon tatto, ogni contaminazione — rinuncia anche rifuso di steomenti di intrwentos decide di caiirrre in proprie lossibÒità di abdecso di inserimento nelle contraddizioni, si lascia chiu dereinunasacca—magarifatta dicellophane cheavvolge iprodottida sporre invetrina, ottimi acommestibili» perl'industria cul¬ turale. L'aspetto positivo, è la rivendicazione rivo luzionariadellapartecipazione inprimaper sonaallaltt,quest odouovodiporre ilrapportoda ingolomilitante a collettivo, qestarsponsabilitàpoliticaprsoalizzata, pubesserel'avvioalladefinizione iun ami¬ litante d i tiponuovo», l'inizio diun tipo dilavoopolitico,tuttodastudiare,dasperi mentare, da verificare. E' questa ia qualità pù di rilivvo. La rile vanza sorici p^t^c^f^ua di questa esperienza di massa. Una specie di faticosa elaborazione di valori,l sceltadiunterren discontroreale nela trad difficiledellafomulazioe di iotesi e lacapacià diverificarl inuna prssipoliticaquotidian.Maquestonon esaurisce il ruolo dellaavanguardiaorga nizzata. Attraverso glianni,s questomollo di partito si sono incrostate una serie di degene razioni tali — burocratismo, sclerosi politica, entezzadianalisi—daavernequasicancel lato fa matrice, fa ragioni più interne, i signi fìcaiii li o^nee atesfod¡bartOo d vianniatonn termine ascoltato con sospetto e diffidenza. 1lpartito èdivntato ilsimbolo, ilsegno diunaiterazione, iunacanalizzazionedelle lotte,u organismodiafrmmaticochesiacca parrainmodoautoritario lagestionedelle spinte,delletensioni,delleltt. Queeia funzione è santità come issoorbmemOs mediazione rielaborazione interminimisti ficati, moderati, integrabili; è sentita come una evirazione elle lotte,tendente adecantarle, depurarle divirulenza, diaggressività, d i p o - tenzialeevrsivo. Un delleclpepiùgrossedelrevisio ismo èstataproprio qesta:averdistrutto inmolti la coscienza del ruolo del partito, perché par titoavrebbedovutosignifir strum ntodi Dossiblità diqualificarelelotte,arma ter'aa-cuicolpir. Lanovitàdellasperimetazionepolitica el movimentostudentescoeancorpiùesaltatada queeia prosppttiva, che rifiuia lo ponninnsismo esiriconoscesostanzialment nelloschm leninistadilavor politico:questaesperienza autocociente,autogestitadaunaforzasocial (sia nel eenso della sperihaeniazione della ge stionedelpotere inuna «zon liberta », in unosp ziononintegrato, partodallestrut ture, dalla istiiuzloni del sistema e conquistato dd vola in ola diri vinili della lotta; sa nelsensodiunacapcità d programmazione attuazionediscontriavari livelli:colsistema e a sua istitazioni) è portatrice di fina novità rivoluzionaria talc, daessere ingrad d i f a r compfaee un saio di qualtià al apporto massai avanguardi-masa. Che dre adesso del volo? Quello che avevo intenzion idire,sièdecantatoedelucidato: quelochedve dipiùinteressarci, è — in ordine aquestoproblema —'leducazione politica. Quelachedobbiamoevitareconognimezzo, è far opera di diaeducazionia Educazione poli¬ tic significaspiegare,chiarire lanaturadel parlamento,lasu funzionalitàper ilsistema, ilsuoruoloorganico allosfruttamento. St tratt didemistificarelecontraffazion, l mi stificazionielettralitiche, f a r s c t u r i r e d a i fttiq estalezione,sstituire unalogicaleg litariaunalogicarivoluzionaria, checspri a inordine aquestiproblemiunantagonismo metoologic cherendaimpossibilel'integra bilitàdelle ltte. Questolavoropoliticopubiniziarec l ' in dicazione«schedabianca»?Unstensinimo politicoqualifictopubgiutificarsisol se associato aunadiffusacoscienzarivoluzio nari ellemasse. Ladistruionedellalogicaclettoralisticapub essererealizzatasolodaunacontemporanea sostiti e diunacorrettalogicaleninista, rivoluzionaria. Lanniara ig-g: Ir parola dioddina deli'ssain sionismosignific —amio vviso—non tnercant delfattochesiva cadereinun terrenoprofondamentediseducat dall'abitudi ne alparlametrismo,talepropostedelevi sionism,daunadisabitudine allavororivo luzionrio; e significa sttovalutare il peri colareale diunrecupero didestra »,qua lunquista.comunquesqualificato,diquesta parolad'ordine. Mipare diaverefondatimotiviper rite¬ nerecheinquetasituaie dareindic zioniper leprossimeeleii sia anifesta mantaunerrore divalutazionedlmomenta elettorale,dovuto aunsostanziale condizio namento, aunasorta dicomplessodi infe¬ riorità. Lapropostadellaschedabianc èancora interni di un ppo di logica, ancora « nei ven tredellabalena»;pubessere—almassimo ilriflesso,ladenuncia d i u n a ondizione d i frustrazione, di isolamento! di carenza di. slru ment.iTuttoqui: èun specie disoluzione autodistruttiva, disceltavolutamentesubal terna. Quelo heamioavviovaricerct,èun reale vvincolo dalla os^strfaoni delia lgia pprfamentarisiica. Questo vvincolo oon può ottnersiconunasoluzione«intera» alfato elettorale; « W Mao » si ccrive nella lotta, nonsullascheda lettorae.Nonbisognacon fondere lebombecolciclostile. Il prossimo numero uscirà i primi di giugno TEORIA DEL ROMANZO con scritti di BuMtoeoiis, BARILLI, J. P. AA Y E ,

IL MANIFESTO DI KENNEDY

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Mentre la campagna elettorale dei partiti politici non trova punti di riferimento per coagulare l'interesse popolare, l'opinione pub blica va polarizzando la sua attenzione — buon g r rdo o mirato — attono ^ te 11 ^vhà : fa lenta ma progressiva purificazione nel Paese dalI'americanesimo; nntereise par fa lotta di fondo delle nuove generazioni; fa liberazione deicattolicidalmitodell'unitàpolitica. Cominciamo dall'ultima: la «liberazione» èin attonontantooarpisdisingoli,quanta per il diffondersi all'interno stesso deba DC deba consapevolezza che l'unità politica dei cattolici contesta con la formazione dello Stato laico, contesta con gli interessi di evangelizza zione delfa Chiesa. Mi diceva qualche giorno fa un esponente della DC: « il nostro movi mento giovanile è già fuori della DC per i temi che propone e soprattutto per fa sua scelta sempre più evidenziata delle grandi lotte rivo¬ luzionarie ch unisconopure— indifferenti concezioni deba vita — fa nuove generazioni ». Unltrodirigentedemocristianomih sotto lineato il fenomeno della scheda bianca parti colarmenteavvertit daigiovaniiscritti alpar tito.Ma c'èqualcos di più.Nelclerogio vane non si portano avanti fa pur caute di rettive deba CEI in merito al voto per il partito eicattolici.Aparte ledichiarazionigiànte ivescovin ninarmoniacon il «principio» dell'unitàpoliticadeicattolici.Questamatura zionediscelta siaccentuaanchenellergioni tradizionalmente attolicheco e ilVnet. 10 non credo che questa campagna cletto ralep rmettaunaqualificazionetangibiledel cosidetto dissenso politico dei cattolici: ci sa ranno singoli o gruppi che riverseranno i loro voti fra i partiti della tradizionale opposi zione di sinistra altri su c^andi^dti della sini sira della DC e da PSU par b Cameea a ppar il Senato, altri ancora — e sarà il maggior umero—votr schedabiancaed alti non si presenteranno alfa urne. Ci sarà per tanto una manifestazione di dissenso a ven taglio non favorevole ad alcun tipo di movi mento politico in particolare. Qualcuno sarà interessato ad avvertire un sintomo di qua lunquismo di sinistra. Non sarà un « qualun quismo»,maunmodo didissetiresenza avere ancora maturato un modo nuovo di firn politica nel nostro Paese, Sarà un tnno mcnocheaccentuerà ilnegativo,machenon desiste dalla ricerca di un positivo. 11 tentativo di Parri di unire il dissenso c la protesta sostanzialmente è falbo non per il motivo foeale per cui è nata fa proposta dee « gruppo scnatoriaIe di inPipendeeti di siitrau,quantaperavertentato difrzare una situazione — non solo in campo catto¬ lico—che er lasuacrescitadeverispet tara dei tempp La pcofssista Parri è nata antro un contesto vecchio anche per quanto riguarda lasinistaitaliana.Cmunquelafunzioedel nuovo grappo sennioofale gpidIO da Pani non saràinutilenellamiura incuinonricalcherà esperienz forzateesaràcapacediveraauto nomia, nella contestazione e nella proposta. Durante e dopo fa campagna elettorale si andrà accentuando fa responsabilità dei « grup pi di lavoro » ed è prevedibile un susseguirsi diiniziativecheaccentuerannoun'azion comune con i « centri politici » delle nuove gnerazioni.Ladisarticolazionede « ntri» deldissensoedellaprotestaèinfattineessari inquestaprimafase diesperie zelocali,ma giàs'intrvvednolineeprun'rticolazine unitaria.Ocorreràmoltatenacia edialogo fra tutte lecom entidellaprotesta perfarci raggiungere un tipo nuovo di struttura di Iota. L'meì"esse suscitato dabe grandi fatte uni v^es^^^re per un modo nuovo di operare nebe univeesttà e per un modo nuovo di faee cul turaa è enormee Tutti i partiti politici ono costeetti dai temiapertidalle lotte universitarie,mane parlanocomespettatorichenonconoscono fa fine del dramma. Centi discorsi di eesponseaiò uomini politici suitemideltarivolteuniversitari dim strano 'incapacità llaclassedirigente cogliere 'lessenzialedelfenomeno,anchequandocer cano di integrati' nel loo sistema partitico. Penso che il movimento studentesco tlaiinno cheh manifestto inquestimesiperrom pere ir subordinazione delle università al po tere neoazpi^IIit^c^o d'fagante; e per drmoteare didarerisposte vere ad un mondo in coi rrnnde a rppjfaa trasfrmazionedovràtrovare imodiperuna unione oomune con le nuove generazioni di ancraiedicontadini.Quando it blemi difondodellarealtàitliana, le lott umvvesitarie pertanto non potranno non fare eeplodeee ne prossimo fatano tate e contrad dizioni di cu è ics ricca l'Itaba. Su questo pfano niirontro Sa i centri uni vvesitari, i eentri operai, i centri contadmi eigrupispontaneidiventràunfattodeter minanteperlacrescitacivil delPaese.Questo incontro etterà allecorde tutti imovimenti politici eimporràsceltequalitative. Sipotrà così prevedere uno spostamento naie debisse pliticoitliano a siistra, nonconun «par titoguida» oconunaintegrazione d i uove enrgie inunvecchio sistema,maconun seriedi atti chedovrnnoprodurremodifica z i n i n l l struttureattraverso le l t e e le prpostee ilmodonuovodifarepoliticapor tato avanti da centri di potere politico al d'i fuoridei partiti. Se oggi i giornali benpenismi baliini ten tanoanalisid i ritodellarivoltauniversitaria con ildsidei diunrietronell'ordinedopo unbeneficioriformistico,nonsan oche la esplosione ellenuovegenrazionino èun fattoepisodico e tantomenogiovanilistico, erchéè ilsgnodelmutarsidiciviltà, i l s g n o piùvivodellaribellione a t u t t o c i i c h h iviso gliuomini oattraverso la aviolena delden ro» oattravers la «violenzarazzi st » o ttrverso la «violenzatecnocratica». Dacii'lantiamericanesimodiventaache el nostroPaseunsimbolodilotta.Nonunani rmeeicanesimo solamente per ben precisi fatti storici— ilVietnam,l'Americaltina,l'espa dersidelpredominiocapitalista m ricanoin Europa—,maper il rifiutoalsistma di vita politico,culturale,sociale,econo mico — deggi Stati Uniti d'America, uNonvogliamofarciintegre inunsistma chehal'apparenzademocraticamache di strugenellasostanza gniespression diverità edigiustizia»dicono igiovaniamericanidel dissenso. La « violenza del denaro » negH Stati Uniti nonèpiùcopertadalleesaltazionipost-belliche diPaesid'Europa.Laaviolnzadeldenaro» vien scrnificatadall nu vegenerazioniche sipreparanoanuove«violenzeper l giusti zia », neAAmerica latini — depredata e ruu strata—,ineggiani al aChe» e aCamillo Torres;vienesonfittadauttpiccolo epove rissim p locm quellodelVietnam— il piùroic popolodelmodo—;vieesvelat ddlle rivolte dei giovani m ttalii e in Europa. La nuova isse de! mondo è iniziata. Occorreràno perdere lcun energia. 1critianis nnoche la l t t a «rivoluzio naria»s'iquadra ellaprospettiva lla cosiruzissne dei Regno di Dio. eenza ^(eitt ficarsiin Lui. E'pertantodirittodeicristiani dipartecipare aquestoprocessostoricoche èrivoluzionario.

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