Transizione 1985

potere di trattativa. In altri termini essi rinunciano volontariamen te ad ottenere il massimo aumento salariale possibile. Di conseguen za nasce un conflitto fra i leaders e gli iscritti; un conflitto fra i rap presentanti degli interessi del “ sistema ” da un lato e i membri del sindacato dall ’ altro (Panitch 1976, 1979; Bergmann et al., 1976). In ogni caso si deve affrontare una insoddisfazione della base (Streeck 1981). La soluzione istituzionale di questo problema è la centralizzazione del processo decisionale. Nel caso di un ’ organizza zione sindacale decentrata, che sia coinvolta in accordi neo-corpora tivi, si verificano le seguenti conseguenze: — gli iscritti minacciano di compromettere la trattativa avan zando richieste più alte e sarebbe quindi impossibile raggiungere un accordo equilibrato (Weithrecht 1969); — la base, insoddisfatta per la politica di moderazione salaria le dovuta agli accordi neo-corporatisti potrebbe stravolgere gli ef fetti degli accordi non rispettando le norme salariali; — i membri del sindacato aderirebbero ad altri sindacati non coinvolti nella politica di cooperazione neo-corporatista e quindi più capaci di ottenere salari più alti per i loro membri. Questo tipo di argomentazione si basa sull ’ assunzione di una divergenza necessaria e strutturale fra gli interessi della leadership e quelli degli iscritti. Non vi è però un ’ evidenza empirica convincen te per quest ’ assunzione di chiara origine michelsiana, perlomeno per quanto riguarda la politica dei redditi e la moderazione salaria le (cfr. Lehmbruch 1983). Questo conflitto si dissolverebbe non appena la base mostra di condividere le considerazioni della leader ship ovvero di dare precedenza al pieno impiego e alla stabilità dei prezzi rispetto al massimo incremento immediato dei salari 2 . B. Il problema del “ free-rider ” . Il secondo argomento si base sulla teoria dell ’ azione collettiva di Olson (cfr. Olson 1965). Secondo questa teoria, molti sindacati con un numero relativamente basso di iscritti non sono interessati alla moderazione salariale. Ciò è do vuto al fatto che le conseguenze inflazionistiche di politiche salaria li eccessive non possono essere imputate ad un singolo, piccolo, sin dacato. Al contrario, un sindacato altamente concentrato e centraliz zato (per esempio lo svedese LO, o, ad un livello più basso, un sin dacato industriale) non possono trascurare le conseguenze macro-e conomiche delle proprie politiche. Simili organizzazioni non posso no sperare che i propri membri possano godere un bene collettivo

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