Transizione 1985
IL CAMPO DEI SERVIZI EDUCATIVI DEGLI ENTI LOCALI
Egle Becchi
1. Le pedagogie delle amministrazioni periferiche I governi decentrati (regionali, provinciali, comunali) dello Sta to, specie nel caso di gestioni di « sinistra », sono stati sovente iniziatori di politiche formative che hanno integrato e anticipato quelle del governo centrale. L ’ educazione dell ’ età prescolare (asi li-nido e scuola dell ’ infanzia), l ’ integrazione della scuola dell ’ obbli- go nei servizi di doposcuola e di centri di vacanza, il sostegno agli handicappati durante e dopo la scuola, la formazione professionale, l ’ esperienze di educazione permanente sono stati i momenti più istituzionali di tali pratiche pedagogiche, che si sono intrecciate altrettanto spesso con progetti e esperienze più informali, destinati a un pubblico meno istituito a « allievo », ma non per questo e- sterno a una dimensione educativa. Dallo spettacolo al convegno, dalla mostra all ’ organizzazione e al patrocinio di seminari di studio, il governo dei territori della nostra società è stato sovente promo tore di una complessa e complessiva pedagogia, a tutt ’ oggi poco definita e analizzata, ma non per questo priva di un suo significato originale 1 . L ’ idea più ricorrente in queste iniziative è stata quella di una stimolazione e di un ’ organizzazione di potenzialità di crescita socia le altrimenti non sfruttate; di un anticipo di intervento formativo che evitasse privatizzazione, assistenzialità, spreco; di un ammo dernamento delle strutture e delle modalità educative, che superas se separatezze istituzionali, fissità e anacronismo di ruoli e di com petenze. Le difficoltà nel mettere in pratica questi progetti non sono state poche e non sono state solo di ordine materiale. Si è trattato 103
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