Transizione 1985
zionali — la famiglia e la scuola — nelle loro forme più obsolete, di privatizzazione e chiusura sembrano aver avuto la meglio, e quello che ne è risultato è una perdita di dinamica del pubblico, un incanalamento di nuove professionalità e di « riconversioni creati ve » verso il privato. Ne sono esempi lo psicologo che si fa tera peuta da singolo a singoli, adulti e bambini; l ’ educatore che diven ta consulente di orientamento, di animazione, di didassi presso enti privati; lo psicopedagogista-insegnante che lavora dentro la scuola e solo per essa. Figure professionali e sociali nuove, che hanno dato e potevano dare il loro contributo nel pubblico, usando il loro capitale culturale a fini collettivi, in un « campo dei consu mi » oltre che della produzione non individualistico e di più facile accesso economico, sono ora ritirati nel privato, in spazi sociali dove vige la logica del profitto e di cui pochi possono fruire, dove il registro è quello della speculazione finanziaria e della concorren za alle agenzie della comunità. Non basta: molte delle « offerte » delle amministrazioni locali sono ora riformulate — e sfruttate — in registro assistenziale, hanno perduto quella valenza pedagogica che una decina di anni fa ambivano avere. Si tratta di problemi di non poco momento, inquadrabili in un panorama generale di carenza di slancio civile e di mancanza di progettualità di buona parte dei governi periferici, ma specifici per quanto riguarda l ’ ente locale come propulsore di nuove professio nalità e gestore di istanze di legittimazione di « campi » pubblici di produzione culturale. Una riflessione più chiara e coraggiosa di questo aspetto della politica dei servizi potrebbe giovare per rive dere decisioni globali, iniziative che si vogliono culturali e avanza te, una pratica complessiva di gestione di quella comunità, che sembra oggi più che mai parcellizzata e incapace di realizzarsi nelle sue dimensioni pubbliche. Note 1. Manca una riflessione complessiva su questi aspetti. L ’ unico testo che abbia affrontato tali tematiche, quello di E. Cerquetti Amministrazione locale e interven to educativo, Milano, Franco Angeli Editore, 1976 (che però raccoglie e ripubblica saggi anteriori anche di più lustri), pur utile per una serie di spunti critici ancora attuali, è molto datato. 2. Si pensi al testo di J. Bowlby, L ’ attaccamento alla madre tradotto e edito in Italia nel 1972 (Torino, Boringhieri), nel periodo in cui veniva approvata la legge sulla gestione comunale degli asili-nido. 114
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