Transizione 1985

NUOVA CULTURA DELLA CITTA ’ E CULTURA DELLA TRASFORMAZIONE (una lettura al femminile) Felicia Bottino

Dall'espansione alla trasformazione: il modello emiliano Lo scenario che caratterizza il corso di questi anni ’ 80 anticame ra della città del 2000, è molto diverso e molto più complesso an che soltanto di qualche anno fa. Si sono cioè pienamente espressi e con molta rapidità, quei segni di cambiamento — di crisi e trasfor mazione — che cominciavano già a manifestarsi alla fine del decen nio scorso e che hanno indotto a modificare e innovare, proprio in Emilia Romagna, l ’ analisi, l ’ elaborazione politica e la stessa azione di governo. È perciò che se l ’ obiettivo è quello di conoscere e capire una realtà complessa in movimento, è indispensabile partire da un ’ anali si dei processi e dei mutamenti in atto che approfondisca per temati che specifiche i segni e le condizioni del mutamento, affrontandole però anche con ottiche nuove: dalla parte cioè dei nuovi soggetti, dei portatori di nuovi bisogni e di nuove esigenze, e — nello specifi co caso delle donne — dal punto di vista di chi rappresenta una par te grande e sostanziale della società, come da sempre è, ma rinnova ta oggi nella sua espressione individuale e collettiva. Se infatti è vero, come vedremo, che il comune denominatore di questa nuova fase è la qualità in contrapposizione alla quantità, la trasformazione e non più l ’ espansione, la specificità invece della generalizzazione, in una parola la riqualificazione della città e della società esistente, allora mi sembra indispensabile assumere una metodologia che privilegi, sia nell ’ analisi che nel progetto, l ’ espres sione diretta e non mediata, delle domande sociali e culturali di tipo nuovo. Le donne, così come i giovani, come i movimenti per l ’ ambien 123

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