Transizione 1985

e non viceversa l ’ uomo al servizio del progresso tecnologico, come si è verificato nella città industriale.

Cultura della donna e cultura della trasformazione È importante sottolineare come già le donne hanno dimostrato di sapersi inserire nel moviménto e nella partecipazione, come soggetti protagonisti, su tematiche generali e fondamentali quali la pace e l ’ ambiente. Ma ancor più significativo è riflettere su questo dato emergente: le donne si sono dimostrate più disponibili e pronte a scendere in campo, a impegnare la loro soggettività indivi duale e collettiva, su temi che sono strettamente collegati a ruoli e contenuti di sopraffazione e di non violenza nel sistema sociale, economico, ambientale. È il caso appunto della pace, della questio ne morale, della lotta contro l ’ inquinamento, contro la distruzione dei parchi e delle risorse naturali. Sempre più numerosi sono i casi a livello di quartiere, di città, di territorio che vedono le donne promuovere movimenti di rivendicazione e di salvaguardia contro la sopraffazione fisica, morale o ambientale, sia individuale che collet tiva. Questa considerazione può costituire una chiave di lettura — a livello di analisi e di proposta — che meglio ci aiuta a collegare la specificità della problematica femminile con la più generale tematica della trasformazione della società. Se infatti la maggiore motivazione della donna a impegnarsi su questi temi trova riscontro nella stessa condizione di sopraffazione che storicamente essa ha vissuto e vive, e più in generale, nella cultura « tipicamente » femminile, da qui si possono far discendere due ipotesi di elaborazione politica. Innanzitutto che su queste tematiche è possibile e necessario far crescere più facilmente un processo di maturazione e impegno politico e culturale delle donne. Ma ancor più è significativa l ’ ipotesi che la città futura, la città della qualità urbana, su cui già si stanno misurando i nostri proget ti, istituzionali e politici, la città della valorizzazione ambientale e culturale, del massimo utilizzo delle risorse esistenti, del non spre co, è di fatto un progetto di città più femminile, perché vi si affermano valori più tipicamente femminili, trascurati e spesso ignorati nella fase di espansione, dove la logica efficientistica-pro- duttivistica ha sopraffatto la logica ambientalistica e compromesso

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