Transizione 1985
al loro interno, i centri di servizi sorti finora si sono costituiti in corrispondenza di questi. Il centro tessile a Carpi, il centro per le macchine agricole a Reggio Emilia, quello per le calzature a San Mauro Pascoli, il centro ceramico a Bologna, il centro per le mac chine movimento terra a Ferrara, fanno tutti riferimento ad una area avente caratteristiche precise. Questi centri, nella maggioranza dei casi, rispondono ad una metodologia di costituzione, di funzionamento, di intervento che è nota: sono strutture di carattere consortile, che vedono l ’ asso ciazione fra la finanziaria regionale e le associazioni imprendito riali, con un meccanismo che, dopo la fase costitutiva, associa di rettamente gli imprenditori. I servizi che i centri forniscono non vengono erogati gratuitamente, bensì attraverso un corrispettivo che viene pagato dagli utilizzatori che sono, al tempo stesso, i cogestori del servizio; si utilizza cioè un metodo contrattuale la cui validità noi intendiamo confermare in pieno. Riteniamo infatti che questi servizi debbano nascere in presenza di una domanda in dividuata e che i fruitori dei servizi debbano essere gestori degli stessi. Il rapporto pubblico-privato si caratterizza per una coge stione dei servizi e lo sviluppo di questi centri come imprese consortili, perché altro non sono, nasce sulla base delle decisioni che il pubblico e gli imprenditori intraprendono circa lo sviluppo dell ’ azienda consortile. Questa esperienza naturalmente potrà an cora essere sviluppata, ma evidentemente non esaurisce il tema dei servizi reali alle imprese: ad esempio l ’ area della innovazione e i problemi connessi al suo finanziamento non coincidono con l ’ area dei servizi; si tratta di realtà non sempre omogenee che si intrecciano, che si collegano ma che non coincidono esattamente. 2. L'osservatorio tecnologico Un primo problema che si pone rispetto al sistema al quale l ’ ERVET sta lavorando è dato dalla esigenza di avere servizi co siddetti di secondo grado, o servizi ai servizi in determinate aree. In quest ’ ottica in Emilia-Romagna si intende individuare la possibilità della costituzione di un osservatorio tecnologico, le cui funzioni sarebbero: individuazione dello stato delle tecnologie e diffusione delle informazioni relative in un contesto imprendito riale dato. Si tratta quindi di costruire uno strumento che inizialmente 22
Made with FlippingBook flipbook maker