Transizione 1985

possa rendere possibile l ’ accesso a banche dati e, in una fase suc cessiva, svolga un ’ attività di analisi e di ricerca sulle innovazioni tecnologiche. Uno strumento di servizio per i centri di servizi esi stenti ma anche per tutti coloro che ne facciano richiesta: enti pubblici, camere di commercio, gruppi di imprese, singoli impren ditori. Naturalmente non ci nascondiamo che il problema delle erogazioni di servizi nel campo delle banche dati non è semplice, però è necessario muoversi lungo questa strada. Un altro problema è quello del finanziamento all ’ innovazione; in Emilia-Romagna probabilmente ci troviamo di fronte ad una situazione che presenta caratteristiche peculiari rispetto ad altre zone e regioni d ’ Italia, perché il nostro sistema industriale, pur essendo profondamente innovatore, non sempre riesce ad avvalersi di strumenti finanziari sufficientemente sofisticati. Non intendo parlare di forme di capital-venture , rispetto alle quali ho molte perplessità, non tanto per la bontà dello strumento ma perché in un contesto come quello italiano, con un sistema finanziario come il nostro, parlare di capital-venture mi sembra che sia come cercare la ciliegina su un gelato che non c ’ è. Ben altri quindi devono es sere gli obiettivi che vanno perseguiti, per modernizzare un si stema finanziario che ha difficoltà a monte rispetto a forme di finanziamento adeguate per iniziative innovative. Per questo ci proponiamo di facilitare il finanziamento di programmi di inno vazione e non semplicemente di programmi di ristrutturazione o di rinnovo del parco macchine, giungendo alla costituzione di una finanziaria, che dovrebbe gestire un fondo di garanzia capace di agevolare l ’ intervento di istituti nazionali di credito a medio o a lungo termine, specializzati in queste operazioni, quali TIMI e il Mediocredito centrale. L ’ osservatorio tecnologico, in quest ’ ottica, potrebbe funzionare come griglia di lettura dei programmi di investimento e quindi potrebbe fornire alla finanziaria degli strumenti di conoscenza ri spetto alla prestazione di garanzie. Non so se ciò che già esiste, insieme a ciò che intendiamo realizzare, possa costituire un sistema, mi sembra però che da questi esempi venga confermata l ’ opinione che alcuni economisti industriali sostengono (ad esempio Franco Momigliano la ripro pone in termini molto chiari) che oggi la politica industriale sul tema dei servizi reali e dell ’ innovazione, in Italia, come in altri paesi d ’ Europa, si caratterizzi per la multiformità delle esperienze e degli strumenti, per l ’ espandersi di una rete di iniziative diffe 23

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