Transizione 1985

moderna dello spazio urbano entro la quale procedere all ’ identifica zione di un filone dell ’ urbanistica contemporanea che da Le Cor- busier ridiscende alla Città industriale di Garnier, ai progetti di Jaussely, di Hebrard e più indietro ancora, fino al piano di L ’ Enfant per Washington. Alla luce di queste considerazioni risulta più facile inserire al lora all ’ interno di un logico percorso intellettuale le scelte che Jean- neret farà in questi stessi mesi. I suoi interlocutori — quali pos sano essere stati i suggerimenti di L ’ Eplattenier — non possono essere individuati altro che tra i rappresentanti di una tendenza che vedeva il moderno inserito nella continuità di un evoluzionismo artistico che procede impassibile senza cesure e rifondazioni. Es si sono: Fisher, Tessenow (che lo inviterà ad impostare con lui un rapporto di lavoro attorno al progetto del conservatorio di Dresda per Jacques Dalcroze) Appia, i Perret e lo stesso Berhens. Anche la frequentazione di colui che sarà poi il compagno di viaggio sull ’ itinerario orientale, August Klipstein è motivata da interessi “ artistici ” e culturali che vanno nella stessa direzione. Klipstein è un grande conoscitore del Mediterraneo; la sua cor rispondenza e il suo diario, al proposito, sono probanti e i ragio namenti che i due amici fanno nelle pagine del manoscritto ve nendo a contatto con la diversità della cultura orientale rivelano una acuta volontà di capire e di indagare. L ’ interesse che Klipstein dimostra per un problema specifico e a quel tempo del tutto nuovo, quale la verifica del rapporto tra arte bizantina e l ’ iconografia di E1 Greco, è certamente da met tersi in relazione alla sua grande conoscenza dei cicli della pittura orientale alla cui comprensione — specie durante la visita al monte Athos — introdurrà lo stesso Jeanneret. Di questo accumulo di orientamenti, sparsi nei più diversi do cumenti, i testi organizzati nel Voyage (tra cui va ricordato con particolare attenzione l ’ episodio dell ’ incontro di Jeanneret col Par- tenone ad Atene) sono il riflesso principale. L ’ intera esperienza de L ’ Esprit Nouveau, più riflessiva e metodica di quanto non siano le prove critico-teoriche tentate con Ozenfant all ’ epoca della fondazione del “ purismo ” , costituisce il luogo intellettuale in cui più densi si fanno i riscontri e più facile è percepire lo spessore reale del ruolo che simili vicende hanno avuto sulla formazione culturale e sugli indirizzi che di lì a poco prenderà l ’ intera vicenda artistica ed umana di Le Corbusier. La complessità e la particola rità della sua formazione culturale, malgrado i risultati ancora par 60

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