Transizione 1985

ATTUALITÀ ED EVOLUZIONE DELLA PROPOSTA DEL BAUHAUS

Giorgio Trebbi

Il taglio di lettura scelto per non rendere puramente celebra tivo il ricordo della nascita di Walter Gropius — fondatore della scuola del Bauhaus — presenta sicuramente aspetti di complessità. Infatti, attualizzare il senso di un ’ esperienza storicizzata, cogliendo gli echi che essa suscita in noi — posti in una realtà diversa e di stante — può rappresentare il tentativo d ’ impossessarsi di ciò che viene comodo esaltare di un ’ avventura culturale, divenuta presti giosa, per viverne arbitrariamente il riflesso; oppure — smontan dola — di salvare la eventuale inerzia o inconsistenza del pre sente. Siamo oggi in larga misura ben consapevoli, da un lato, della inseparabilità di un evento — vissuto dai neofiti di un movimento creativo e didattico — dal contesto storico in cui si forma (in que sto caso la Repubblica di Weimar); dall ’ altro dell ’ importanza della lezione della storia che — ove si riesca a riconoscerne tratti autentici ed essenziali — arricchisce la memoria e conferisce il messaggio dell ’ esperienza compiuta. C ’ è, tuttavia, una ambiguità inevitabile connessa al tentativo d ’ interpretare un caso di studio come Bauhaus, nel senso che, ad esempio, la razionalità può essere intesa quale assunzione di un ’ ere dità culturale germanica, ma anche come metodo di rigore logico presuntivamente in grado di meglio garantire dagli errori, una ra zionalità monolitica o una razionalità che si apre alla poetica. Allo stesso modo, l ’ esaltazione delle forme, intese come espressione di un linguaggio universale — il cui godimento è esteso per la ri producibilità dei prodotti — non è esente da una ambivalenza che tocchi la conoscenza del loro livellamento. Così l ’ astrattismo, visto come esplorazione che prolunga il vero nell ’ immaginario e facilita 63

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