Transizione 1985
rincontro fra purismo architettonico e ricerca pittorica, ma anche come illusione o forse come dissoluzione intenzionale delle forme stesse; o il misticismo che viene a portare un contributo di valori assoluti, ma anche il loro possibile riflusso nel romanticismo; o infine, la prefigurazione come intuizione di certezze o di tendenze e lo slittamento nel messianico che trasforma il significato di ri cerca in atto fideistico. Attraverso la comprensione di messaggi che ci giungono ora massimamente idealizzati, ora dissacrati è tuttavia possibile — a mio giudizio — individuare alcune linee di riconoscibilità onde permetterci di riflettere sull ’ evoluzione che oggi vorremmo, e com prendere dove quella in corso sia diretta. Al riparo da forzature, il mio intervento assume pertanto l ’ oc casione del centenario per scrutare brevemente — sia pure in forma interrogativa e usando di una rivisitazione — lo stato del rapporto fra ricerca in architettura e nell ’ abitare con le contestua lità emergenti; in sostanza, vorrei mirare al rinvenimento e alla comprensione dei segni di un secolo che — nonostante tutto — è ancora il nostro, per scoprire noi stessi e meglio capire perché siamo come siamo. Reyner Banham, quando sintetizza le funzioni e il ruolo del Bauhaus, all ’ interno dello sviluppo del pensiero archi tettonico con temporaneo, li identifica soprattutto nell ’ influenza esercitata alla distanza. In primo luogo, vorrei sottolineare una proposta di fondo del Bauhaus circa Vunità del sapere, così efficacemente riassunta da Sibyl Moholy Nagy nel suo libro “ La sperimentazione totale ” . Una sperimentazione totale che Gropius stesso assume e presenta rile vando il bisogno “ di sincronizzare ogni singola osservazione con la totalità ” . Quando chiama Moholy “ uomo divenuto cittadino del mondo ” , egli ha davanti a sé quella che fu definita “ filosofia della visione ” e che è espressa da alcuni versi programmatici risalenti al 1917: “ Impara a conoscere il progetto-Luce della tua vita, lo tro verai diverso dalla misura del tempo; una misura diversa, chiamata Eternitas: lotta orgogliosa per un ordine nascosto ” . Il passaggio al momento d ’ incarnazione neH ’ immagine è scan dito dalle parole: “ Le emozioni di un ’ epoca si cristallizzano nel l ’ arte, l ’ arte è specchio e voce ” . Questo senso dell ’ unità ha riscon tri estesi nella temperie del tempo, per cui l ’ impegno che si volta al fare, attuandosi con tanta attenzione al dettaglio, non trascura mai l ’ idea dell ’ insieme. Lo si coglie nelle considerazioni di Schwit- 64
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