Transizione 1985

Ovvio che per alcuni candidati-amministratori la carica eleb tiva possa fare aggio su altre considerazioni (e soprattutto nel pas sato lo abbia davvero fatto). Ma, nel complesso, le opportunità oggi offerte dalla politica e quelle esistenti sul mercato esibiscono un netto vantaggio a favore delle seconde. Solo un grande idealismo o una forte ambizione (o, più di frequente, una mistura delle due motivazioni) può spingere verso una carriera politica (talvolta ini ziata in età così giovane da avere precluso ogni altra alternativa occupazionale). Colmare del tutto lo svantaggio fra politica e mer cato può essere eccessivo poiché attrarrebbe nella sfera politica personale le cui ambizioni sarebbero sicuramente superiori all ’ idea lismo. Lasciare lo svantaggio intatto significa, però, accontentarsi di uno scadimento probabile delle qualità della classe politica lo cale (e poi, inevitabilmente, nazionale), dovendo prendersi atto del non ingresso di larghe fasce dei migliori e della fuga di coloro ai quali vengano offerte prospettive più gratificanti. La soluzione è in discussione: il nuovo status degli amministratori locali. Una legge approvata dal Senato, e bloccata alla Camera da falsi mora lismi e da deteriori calcoli politici, che, pur tutt ’ altro che perfetta, suggerisce almeno come evitare che gli amministratori locali siano esposti ad una vita difficile nelle mani del partito, dei gruppi ester ni cui debbono elezione e sostentamento, di eventuali tangenti e, infine, della disaffezione che li renderebbe pessimi amministratori. Naturalmente, l ’ essere o il diventare buoni o pessimi amministratori dipende anche dall ’ interpretare in maniera corretta e all ’ altezza dei tempi il proprio ruolo e le proprie funzioni. 2. Tra rappresentanza e decisione La crisi dei partiti si manifesta sia dal lato della rappresentanza di una società divenuta più differenziata sia dal lato della decisio- nalità in una società divenuta più complessa (e più esigente). Gli amministratori locali hanno sempre avuto problemi di rappresen tanza e di decisionalità. Ma, nell ’ attuale fase politica, quanto i partiti non sono in grado di fare si riversa automaticamente sulla sfera delle istituzioni e dei rappresentanti eletti. Se, una volta, i partiti potevano costituire una sorta di cuscinetto per i loro am ministratori eletti, garantendo la rappresentanza politica e for nendo le risorse necessarie alla decisionalità, la situazione si è attualmente capovolta. Infatti, sono gli amministratori eletti che, 76

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