Transizione 1985

con la loro immagine e la loro attività, esprimono le capacità di rappresentanza e la stessa rappresentatività dei partiti, e con le loro scelte danno corpo ai programmi dei partiti e lasciano il se gno delle loro competenze a decidere. Per queste ragioni, la selezione dei candidati è diventata un processo ancor più delicato. La lista dei candidati e, ovviamente, soprattutto quella degli eletti indica con precisione a quali gruppi, a quali esigenze, a quali problematiche il partito intende fornire rappresentanza e dare risposte positive. In qualche misura, quella lista suggerisce anche le competenze che dovranno essere utiliz zate e quindi le risorse tecniche disponibili al partito per effettuare quelle scelte. I problemi sono diversi e i rischi molteplici. Anzi tutto, quanto può essere utile al partito per risultare premiato nel la competizione elettorale può altrettanto spesso costituire una palla al piede nel momento decisionale-amministrativo. La DC ha per lo più scelto, con una certa consapevolezza, di perseguire una variegata rappresentanza di interessi, non tutti pie namente compatibili, pur di allargare l ’ arco dei suoi suffragi. La pratica della mediazione faceva il resto, nel momento decisionale e grazie al controllo di risorse nazionali e locali. Ma la rappresen tatività sociale e di gruppi può essere di ostacolo alla rappresen tanza di interessi, soprattutto quando questi interessi sono nuovi e i diritti sono diffusi e non attribuibili a nessun gruppo sociale specifico. Allora, il problema consiste nell ’ evitare la frammenta zione interna del partito affinché la carica di politicità non vada dispersa nell ’ ambizione di “ coprire ” tutto quanto si muove nella società senza selezionare. Se questa selezione fra interessi e diritti non viene effettuata dal partito, allora toccherà agli amministra tori procedere in questo senso. Ma tutto diventerà più difficile. I partiti possono dichiarare di avere a cuore gli interessi degli ecologi, dei commercianti, degli artigiani, i diritti dei malati e quelli delle donne, senza per questo dover diventare i partiti degli ecologi, dei commercianti, degli artigiani, dei malati e delle donne. Vale a dire che possono proporre la difesa e la promozione di in teressi e diritti in un quadro di ricomposizione programmatica. La realtà, invece, sembra muoversi in senso opposto, per l ’ appunto verso la frammentazione della rappresentanza politica in rappresen tanza di interessi. Nella misura in cui questo processo si afferma, gli amministratori locali saranno costretti a tentare una ricompo sizione di interessi nel loro operato quotidiano. Questa ricomposizione, pur molto difficile e problematica, è 77

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