Transizione 1985
SU ALCUNI PROBLEMI CONCERNENTI L ’ EUTANASIA*
Maurizio Mori
To be happy or not to be at all Bentham
Letteralmente “ eutanasia ” significa “ morte dolce ” . È dubbio che la morte possa mai esser dolce, ma forse può esserlo rispetto a più penose agonie. Fino a poco tempo fa, quando i mezzi di intervento clinico erano scarsi, l ’ eutanasia era praticata per lo più con un intervento attivo teso ad anticipare la morte: in questa prospettiva può esser visto il cosiddetto “ colpo di grazia ” . Oggi le possibilità di tenere in vita gli individui sono enormemente au mentate e vari problemi si pongono con urgenza: che cosa si deve fare di fronte ad un individuo con pochissime speranze di vita normale? È lecito abbreviare la vita per diminuire le sofferenze? Queste domande diventano particolarmente pressanti nel caso di infanti deformi e degli anziani incurabili. Qui considero solo l ’ ul timo caso, cercando di chiarire le principali posizioni etiche e al cuni problemi che esse comportano. Tale chiarimento è opportuno data la notevole confusione in materia, confusione che dipende da vari fattori, tra cui va ricor data la profonda crisi interna alla medicina stessa: crisi della re lazione medico-paziente; crisi dello stesso modello medico prevalen te che accentua lo specialismo a scapito dell ’ aspetto umano, psicolo gico e sociale; crisi degli stessi concetti basilari di “ salute ” , “ cura ” , ecc.; crisi del cosiddetto “ pro-longevismo ” , cioè di quella conce zione secondo cui la vita sarebbe prolungabile indefinitamente se potessimo vincere le malattie che causano la morte; ecc. Pertanto * La presente nota costituisce una versione migliorata e ampliata di un breve saggio pubblicato su « Notizie di Politeia » (voi. I, n. 1, 1985, pp. 21-24). Alcune delle modifiche qui introdotte, anche se non mutano sostanzialmente la mia posizione, sono importanti per una più adeguata formulazione. 83
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