Transizione 1985
l ’ arena stessa su cui si svolge la discussione etica presenta con torni incerti. Inoltre il dibattito specificamente etico avviene as sieme a varie polemiche bioetiche per cui è facile che vengano confuse posizioni teoriche diverse. Ad esempio, in alcuni ambien ti religiosi-cristiani sembra che si affermi l ’ idea che la vita (fisica) in quanto tale sia valore intrinseco (a volte addirittura supremo). In proposito va ricordato subito che una simile idea affonda le ra dici in concezioni rinascimentali, romantiche ed evoluzioniste, ed è estranea alla tradizione cristiana. Nel cristianesimo si difende una idea diversa, e cioè il principio secondo cui l ’ uomo non può di sporre della vita (fisica) perché deve seguire la legge naturale che non gli conferisce tale diritto. Questa tesi è difesa con vigore dalla chiesa cattolica ma è condivisa anche in ambienti laici. Con “ po sizione anti-eutanasica ” indico qui quella posizione secondo cui l ’ uomo non ha il diritto morale di disporre della (propria) vita; e con “ posizione pro-eutanasica ” quella che invece afferma tale diritto. Proprio perché nega che l ’ uomo abbia questo diritto, la po sizione anti-eutanasica si oppone ad ogni forma di eutanasia. Va tuttavia ricordato che “ per eutanasia s ’ intende un ’ azione o un ’ omis sione che di natura sua, o nelle intenzioni, procura la morte allo scopo di eliminare ogni dolore. L ’ eutanasia si situa dunque al li vello delle intenzioni e dei metodi usati ” (Congregazione per la Fede, Dichiarazione sull ’ eutanasia). Da questa posizione, comun que, di per sé non segue affatto che si debba sempre tentare di prolungare la vita. Al riguardo si distingue infatti tra “ mezzi ordinari ” e “ mezzi straordinari ” e si osserva che l ’ intervento è obbligatorio nel primo caso ma non nel secondo. Pertanto, il pa ziente può rifiutare i mezzi straordinari (né il medico è tenuto a somministrarli) e può volere che la malattia segua il suo corso. Ancora: l ’ uso degli analgesici è permesso quando non è inteso solo ad anticipare la morte, anche se la anticipa come effetto collaterale previsto ma non inteso. Il principio dell ’ indisponibilità della vita, quindi, di per sé non implica l ’ obbligo di intervento a tutti i co sti: l ’ uomo ha diritto di morire con dignità quando la morte viene naturalmente, ma non è dignitoso anticipare intenzionalmen te la morte quando questa tarda a venire. Grazie all ’ uso oculato di varie distinzioni intermedie, la po sizione anti-eutanasica può anche essere molto duttile. Tuttavia, proprio tali distinzioni intermedie sono controverse. Ad esempio, quella tra mezzi “ ordinari ” e “ straordinari ” è problematica per 84
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