Transizione 1985

già conquistate, il mancato superamento degli effetti negativi, so cialmente eliminabili, della industrializzazione moderna, o, infine, il carattere catastrofico e non razionale dello sviluppo sociale mo derno (p. 262). È evidente che l ’ instaurazione di un sistema politico dispotico non può essere in nessun modo considerato come una risposta ra zionale a questi problemi. Al contrario, il richiamo ai più genuini valori illuministici è assai più coerente rispetto alla tradizione del socialismo europeo di quanto non lo sia quella dottrina, il marxismo-leninismo, che si è sempre proclamata interprete fedele, e il solo autorizzato, dell ’ ideale socialista. A ragione gli autori sottolineano le respon sabilità teoriche del marxismo rispetto alle degenerazioni del ‘ so cialismo reale ’ . Prima fra tutte la mancanza di un ’ appropriata teo ria dello Stato capace di affrontare i problemi relativi alle condi zioni che rendono legittimo il potere e assicurano la sovranità della legge (p. 256). Se la dottrina socialista che nasce dall ’ analisi critica del ‘ socialismo reale ’ intende rispondere a questo tipo di problemi che il marxismo (e tantomeno il leninismo) non sono stati in grado di risolvere, sarà probabilmente necessario cercare entro la tradizione del pensiero politico democratico e liberale. Questo non significa che il marxismo non abbia più nulla da dire rispetto ad una rinnovata idea del socialismo. Al contrario gli autori sottolineano giustamente l ’ importanza delle componenti uma nistiche del marxismo (p. 324). Resta comunque vero, e questa è una conseguenza dell ’ analisi sviluppata nella Dittatura sui bisogni, che un ’ idea accettabile di socialismo (accettabile proprio perché alternativa ai principi del socialismo reale) non può che fondarsi sui principi democratici e liberali. Si dovrà in primo luogo cambiare radicalmente il punto di partenza: non spetta al partito o allo Stato di giudicare del valore o del disvalore delle istituzioni politiche. Questo giudizio spetta agli individui. Così un sistema politico è giusto soltanto se è giu stificabile dal punto di vista degli individui, con i loro valori e le loro preferenze. Se il dispotismo vive in quanto annulla gli indi vidui, un sistema politico alternativo deve restituire agli individui i loro diritti fondamentali. Questo significa riscoprire un ’ altra idea cara alla tradizione illuministica: l ’ idea di cittadino. Cittadino non è soltanto colui che gode dei diritti politici e partecipa alle decisioni pubbliche. Essere cittadini significa anche non essere sottoposti alla volontà arbitraria di altri individui. Si 98

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