Transizione 1985

INFORMAZIONE, NORMALIZZAZIONE

Enzo Forcella

La stampa (e con essa la radio, la televisione, tutti gli stru menti di informazione che concorrono a costituire il “ sistema dei media ” ) come specchio della società, luoghi di conoscenza e di critica, portavoce dei cittadini e presidio delle loro libertà contro le invadenze e le prevaricazioni del potere: questa concezione del giornalismo prima che un luogo comune costituisce il modello in formativo dello Stato di diritto elaborato nella grande stagione di fondazione della società liberal-borghese. Esso è stato a lungo criticato e contestato, specialmente da si nistra. Ancora pochi anni fa, durante quella sorta di “ rivoluzione culturale ” determinata dal movimento studentesco e dall ’ “ autunno caldo ” degli operai, esso fu presentato e sbeffeggiato come una delle tante truffe del pensiero “ borghese ” e “ capitalista ” . In effetti, la storia del giornalismo dimostra ampiamente che il modello non ha mai funzionato a pieno regime e che spesso (in particolare nelle fasi di più acuta conflittualità politico-sociale, quando più forte è la tendenza a trasgredire le “ regole del gioco ” ) è stato disinvoltamente e profondamente disatteso. La sua applica bilità, del resto, si è fatta ulteriormente problematica con lo svi luppo della industria culturale e, quindi, dei fattori industriali nel sistema dei mass media. Per quanto insolubili siano le aporie che il modello presenta sul piano teorico ed insoddisfacenti i tentativi di realizzarlo prati camente esso costituisce ancora un punto di riferimento insostitui bile, il miglior modello possibile tra i molti indicati. È molto im portante che la cultura di sinistra e il movimento politico che ad essa si ispira, abbiano finito per convenire che, dal punto di vista deir “ interesse generale ” sia appunto questo il punto di riferimen to!

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