Transizione 1985
altro che biasimare noi stessi. Ammettere la nostra impotenza nel- l ’ esercitare tale controllo significa negare la razionalità umana ed avvilire lo spirito umano. Questa terribile responsabilità di garan tire la sopravvivenza dell ’ uomo non è assegnata in astratto a tutta l ’ umanità; è ristretta ad un piccolo gruppo di individui — i leaders politici dell ’ Unione Sovietica e degli Stati Uniti — i soli che prendono le decisioni nucleari significative. E poiché noi ameri cani scegliamo i nostri leaders, abbiamo la responsabilità di far sì che il nostro nuovo presidente sia padrone e non schiavo del l ’ attuale competizione nucleare. Molto concretamente, noi elettori agiamo come fiduciari di tutta l ’ umanità. Questo rende ancor più impellente per noi conoscere la risposta alla domanda essenziale: come prevede il presidente di fermare la spirale nucleare? La do manda va al di là di un ozioso esercizio di speculazione escatologica. Nel ’ 53, quando c ’ era meno di un migliaio di armi nucleari da en trambe le parti, il presidente Eisenhower disse che aveva “ una chiara convinzione che il mondo stesse cercando il disastro nella corsa agli armamenti, e che si dovesse fare qualcosa, per porre un freno allo slancio ” . Ora, trent ’ anni dopo, quando ci sono più di cinquantamila armi nucleari, il presidente Reagan mostra poco in teresse a porre il freno. Al contrario, sta mettendo il piede sul l ’ acceleratore e, col suo progetto di guerre stellari, sta innescando una supermarcia. Ma dov ’ è la sua carta stradale, qual è la sua destinazione? Sebbene Reagan abbia parlato in modo sciolto di maggiori riduzioni di armi, egli limita tali affermazioni con l ’ am monimento che gli Stati Uniti devono negoziare da una “ posizione di forza ” che è una frase in gergo per il concetto fantomatico di “ superiorità nucleare ” . Per negoziare effettivamente con i sovie tici, dobbiamo — dice — essere più forti di loro. Ma loro la pen sano allo stesso modo; debbono anch ’ essi negoziare “ da una posi zione di forza ” ed essere più forti di noi. Poiché costruendo ancor più armi letali superflue acceleriamo di fatto la spirale nucleare, in che modo il piano del presidente si propone di fermare la spirale verso il cataclisma finale? Posso analizzare almeno tre ipotesi che circolano oggi tra gli organi competenti del governo. Consideriamo ciascuna di esse. La prima è che il presidente degli Stati Uniti dovrebbe, come i suoi predecessori, cercare di raggiungere accordi con i sovietici sull ’ obbligo reciproco delle due potenze di evitare la distruzione. Ma il presidente Reagan crede realmente nel controllo degli arma menti? Si è opposto — dopo tutto — ad ogni accordo di controllo 110
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