Transizione 1985
STATO E DEMOCRAZIA IN HERMANN HELLER (1891-1933) *
Pasquale Pasquino
« “ La domanda che ci eravamo posti era se nella società senza classi avremo ancora bisogno dello Stato oppure no; e, in fin dei conti, se lo Stato è un problema che ci riguarda ” . Si sedettero e attesero che Konrad introducesse la discussione. “ ‘ Lo Stato si estingue ’ , dice Engels, come tutti sapete. Ricollegandosi a queste parole Bebel aggiunge: ‘ Insieme allo Stato scompaiono tutti i suoi rappresentanti: ministri, parlamenti, esercito permanente, polizia e gendarmi, tribunali, avvocati e procuratori dello Stato, funzio nari delle carceri, amministrazione fiscale e doganale, in una pa rola, l ’ intero apparato politico [...]. Pure, — così Konrad pro seguì il corso dei suoi pensieri contro Bebel e contro l ’ opposizione malcelata dei suoi interlocutori — in qualche modo dobbiamo ve nire a capo di questo problema: che cos ’ è veramente il politico [...] che cos ’ è lo Stato? [...]. Lo Stato — questa la sua risposta — è un ’ unità di azioni umane, esso garantisce la convivenza or dinata degli uomini su un determinato territorio [...]. A quanto abbiamo stabilito poc ’ anzi — aggiunse Konrad — manca in realtà un elemento importante: il diritto all ’ uso della forza, o il diritto a costringere fisicamente una persona. Potrei dire anche: la realtà del comando e dell ’ obbedienza. Che cosa ne pensate? ” ’ [...]. “ Co mando ed obbedienza, caro mio??! — replicò Adolf — Macché!!! * Questo articolo riproduce per l ’ essenziale il testo di una conferenza tenuta nel febbraio 1984 presso le Università di Friburgo in Brisgovia e di Francoforte sul Meno. Esso può essere considerato come integrazione necessaria alle poche osser vazioni dedicate ad H. Heller nell ’ introduzione alla traduzione italiana del suo articolo « Democrazia politica ed omogeneità sociale », Quaderni Piacentini, 10, 1983, pp. 125-137. 123
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