Transizione 1985
a Lipsia e difensore del Reich era il professor Cari Schmitt. Vale la pena di riferire la testimonianza di un collega di Heller e di Schmitt, il giurista W. Jellinek, che in un articolo sul processo di Lipsia, apparso nel novembre 1932 32 , scriveva: “ Anche il modo concitato di esprimersi di Heller, che mal si adattava alla dignità del luogo, venne giustificato come misura non inadeguata alla di fesa dell ’ SPD prussiana particolarmente attaccata ” . A causa della sua appassionata difesa e delle interruzioni da lui provocate, Hel ler ricevette nel corso dei dibattimenti una serie di richiami al l ’ ordine e di ammonizioni da parte del presidente della Corte Su prema. Jellinek aggiunge nel resoconto questa osservazione: “ Cari Schmitt, che in tutti i suoi interventi sviluppava con abilità in comparabile e portava fino a conclusione il filo del discorso inco minciato, e la cui dote rara di illustrare prospettive sorprendenti si confermò ancora una volta in modo stupefacente, apparve al Tribunale come una figura inquietante; dal momento che nell ’ addi- venimento ad una sentenza un tribunale ha il comprensibile desi derio di avere un solido terreno sotto i piedi, ed esso non avrebbe potuto trovarlo, secondo l ’ opinione dei giudici con cui ho parlato, se si fosse affidato alla guida di quest ’ uomo non comune ” 33 . La sentenza della Corte Suprema, nella sostanza sfavorevole al gover no Braun, appartiene agli immediati e diretti precedenti della fine della Repubblica di Weimar. W. Jellinek così ne riassumeva con tagliente ironia il contenuto: “ la Corte non ha diviso il bambino in due, ma piuttosto gli ha tagliato un ciuffo di capelli, ed ha con segnato il bambino al Commissario del Reich — von Papen — mentre ha offerto soltanto il ciuffo al governo prussiano ” 34 . Per quanto riguarda Heller, si può essere quasi certi che dopo l ’ esito del processo di Lipsia egli non dovette più nutrire concrete speranze sulla possibilità che in Germania venissero salvate le ombre ancora viventi di un assetto democratico. Questo, insieme forse al presentimento della morte, spiega il fatto che durante l ’ ul timo anno di vita egli si concentrasse, prima in Germania, poi a Madrid, dove aveva dovuto riparare, alla redazione della sua Dot trina dello Stato. Pure, già nel 1927, nell ’ articolo su ‘ Democrazia politica ed omogeneità sociale ’ , quando la situazione del paese non sembrava ancora del tutto compromessa, si era espresso con molta inquietudine a proposito dello stato di salute della democra zia weimariana. Nel 1929 chiudeva con queste parole una confe renza tenuta in occasione della celebrazione dell ’ entrata in vigore della costituzione, dinanzi all ’ associazione degli studenti tedeschi:
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