Transizione 1985
IL THATCHERISMO AL BIVIO
David Ellwood
“ Da quando la Thatcher è arrivata al potere nel maggio 1979, l ’ Inghilterra ha conosciuto un ’ esperienza di dibattito e di autoesame sul funzionamento dell ’ economia capitalistica oggi, più intensa che non in qualunque altra nazione industriale ” . Sono parole del corri spondente economico del «New York Times» a Londra, pronuncia te al momento della sua partenza dopo un soggiorno di tre anni nella capitale britannica. In realtà l ’ esperienza di dibattito e di “ esame di coscienza ” sui meccanismi economici di fondo del sistema attuale risale a molto tempo indietro, da quando gli inglesi hanno constatato all ’ inizio degli anni ’ 60 che il loro tasso di crescita economica era decisamente inferiore a quello delle altre nazioni industriali. Ma l ’ analisi compiuta dal neo-liberalismo thatcheriano all ’ interno di quella discussione e la sua trasformazione in azione diretta e radicale, dopo la vittoria del 1979, hanno senza dubbio intensificato il confronto: dentro la destra ma anche dentro la sinistra, fra mondo finanziario e mondo industriale, tra settore pubblico e quello privato, tra centro e periferia, tra i beneficiati da una parte e chi ha pagato le spese dall ’ altra del grande esperimento. Ora che alcuni dei risultati si possono vedere, con una chiarezza a volte brutale, si può passare dall ’ analisi del passato e delle ipotesi strategiche, all ’ esame dei fatti concreti prodotti da una di queste ipotesi dopo sei anni di applicazione più o meno coerente: il dibattito quindi è più acceso che mai. Un assaggio di questo massiccio confronto è quello che si vuole presentare nelle pagine che seguono. Partendo dall ’ esperienza di una giornata di studi del maggio 1984 all ’ istituto Gramsci bologne se dedicata al neo-liberalismo in Gran Bretagna e in Germania e ai suoi effetti, abbiamo invitato una serie di esperti inglesi a fornirci 5
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