Transizione 1985
gestione Heath nel ’ 70- ’ 74 e, più in generale, all ’ impatto sfavorevo le che la ricerca della stabilizzazione post-bellica aveva avuto sui tradizionali attivisti conservatori e sugli elettori più intransigenti; soprattutto c ’ era spazio per la ripresa dei risentimenti piccolo-bor ghesi e per una loro crescente influenza all ’ interno del partito conservatore 9 . Nel contempo la crisi di rappresentanza all ’ interno del partito laburista e il processo più generale di sganciamento tra la collaborazione sociale e la scelta politica indicò la presenza di una crescente massa instabile di elettori. È in questo spazio che è intervenuto il thatcherismo, nel tentativo di riallineare forze eletto rali e politiche, e mobilitare il sostegno al suo nuovo progetto egemonico. Il vero significato del thatcherismo va trovato nel suo progetto teso ad unire lo scontento popolare a una nuova strategia economica e politica. Così facendo esso fornì un senso di direzione, la sensa zione che una via di uscita dalla crisi esisteva e richiedeva (sembra va) pochi sacrifici da parte dei suoi sostenitori. Perciò, sebbene il thatcherismo abbia un importante aspetto «populista-autorita rio» 10 , soprattutto nei suoi appelli alla sua base Tory e, più in generale, all ’ elettorato, il thatcherismo ha anche un programma di riorganizzazione politica ed economica, riassunto nei concetti di economia del mercato sociale e di stato forte 11 . Questo significa respingere le tendenze espansionistiche dello stato, per renderlo in grado di meglio esplicare quelle funzioni minimali che deve svolgere anche in una economia di mercato sociale. Nella fase di «movimento» 12 il thatcherismo aveva espresso solo una vaga strategia economica e politica. Il principale obiettivo economico era solo combattere l ’ inflazione, soprattutto tramite po litiche monetariste; l ’ economia, una volta rinsaldata la fiducia nel mondo degli affari e tra i lavoratori, si sarebbe autosviluppata e auto-stabilizzata. Nel restringere le frontiere dell ’ intervento statale si sarebbe avuto un effetto liberatorio per la popolazione. Questa strategia economica alternativa di fatto implicava un rifiuto da parte dello stato del suo ruolo di gestione dell ’ economia (sviluppa tosi nel dopoguerra), favorendo invece un (mitico) ritorno a uno stato non-interventista. Tutto ciò, poi, va inserito nel contesto di una serie di concessioni materiali calcolate e di incentivi agli eletto ri, nonché a vari interessi organizzati o potenziali (quali il ritorno alla libera contrattazione collettiva, alla riduzione delle imposte, alla vendita ai privati delle case del Comune...) che potevano agire da supporto agli appelli del populismo autoritario e/o alla 45
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