Transizione 1985
gno alla Thatcher. Ma per completare la nostra analisi del soste gno popolare alla signora Thatcher dobbiamo ancora prendere in considerazione le sue possibilità di avere un sostegno continuati vo da parte di tutti gli elementi che formano il blocco di potere britannico e le opportunità che ha di consolidarsi al seguito del progetto thatcheriano. In linea di massima, la City si è schierata — seppur condiziona tamente — dietro il thatcherismo. Ha gradito lo spostamento verso il laissez-faire nei mercati finanziari, ma ha resistito alle spinte ver so una ridefinizione degli obiettivi in politica monetaria, che avreb bero ridotto il ruolo di mediatrice e il potere economico della Banca di Inghilterra, quale rappresentante degli interessi della City 23 . Inol tre una corrente piuttosto forte si è lamentata della instabilità dei tassi di cambio e di interesse. Questa corrente era favorevole a una politica di stabilizzazione da parte del governo; il conflitto tra il governo e la City ha trovato riscontro nel licenziamento del Gover natore della Banca d ’ Inghilterra. La City gradirebbe sicuramente assistere ad ulteriori tagli della spesa pubblica per contenere il deficit dello stato e/o desidererebbe un aumento delle spese per la costruzione di infrastrutture. Ma non si deve mai dimenticare che la City può continuare a prosperare sulla base di un rovescia mento della economia globale — da qui il suo interesse agli alti tassi di interesse statunitensi — anche se il declino relativo dell ’ e conomia britannica continua rapidamente. L ’ industria in generale ha salutato favorevolmente l ’ abbassa mento dell ’ inflazione e l ’ opportunità di «reimporre l ’ autorità mana geriale». Ma nessuna di queste conquiste può venire garantita durante una ripresa prolungata. L ’ aumento della produttività sem bra sia stato dovuto, inizialmente, a un ’ eliminazione momentanea di una gran massa di lavoratori sotto-occupati e ad uno stato di bancarotta ormai epidemico nei settori pre-fordisti dell ’ economia; inoltre, più di recente, è apparsa collegata ad un ’ espansione di aziende dalla specializzazione flessibile (post-industriali). Nel frat tempo, però, il settore industriale resta insoddisfatto degli alti tassi di interesse, della sopravvalutazione dei tassi di scambio (mantenuti così dal governo Thatcher, come elemento fermo della strategia anti-inflattiva), del livello della sopratassa sugli oneri sociali, della mancata riduzione delle imposte, del livello delle imposte sulla proprietà e dello squilibrio sempre più evidente tra le spese correnti (in surplus} e quelle capitali (in deficit) dello stato. Inoltre, alcuni industriali lamentano l ’ assenza di una politica industriale. Nono 57
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