Transizione 1985

lavoratori organizzati sui problemi della politica economica e socia le, con l ’ obiettivo prioritario di ridurre la disoccupazione e miglio rare il livello di vita dei ceti più bisognosi. Esso mira allo sviluppo di un ’ economia caratterizzata da «alti tassi di investimenti, alta produttività ed alti salari» e questo richiede un ampio programma di iniziative in cooperazione con il TUC. Fra le molte proposte, il documento afferma la necessità di un «vertice economico naziona le» tra le parti industriali, per raggiungere un accordo sull ’ obietti vo di aumentare la produttività e di creare occupazione: «un pro gramma immediato e consistente di investimento pubblico» e di rinnovo delle infrastrutture, ivi comprese le strade, il sistema delle fognature e l ’ edilizia in generale; controllo dei cambi e «incen tivi fiscali alle compagnie che gestiscono fondi pensionistici e assicurazioni affinché mantengano i capitali inglesi in Inghilterra e facciano rientrare i capitali inviati all ’ estero»; l ’ istituzione di una Banca Nazionale per gli Investimenti che sarebbe finanziata da istituzioni private e dal governo al fine di concedere prestiti di medio termine all ’ industria; l ’ estensione dei diritti dei lavoratori per quanto concerne la consultazione e la rappresentanza nella struttura decisionale delle aziende; un incremento del protezioni smo per tenere a freno la penetrazione di prodotti stranieri, mentre l ’ industria cerca di reggersi da sola. Si spera tuttora che la Gran Bretagna possa partecipare ad un ’ espansione economica coordinata a livello europeo e mondiale. Nel documento manca però, e si tratta di una lacuna grave, qualsiasi esplicito riferimento ad una politica dei redditi. Il testo dichiara che i nuovi posti di lavoro sono più importanti dell ’ aumen to dei salari dei lavoratori occupati. Inoltre, nel progetto di una verifica economica a livello nazionale è implicita l ’ idea che gli aumenti del salario devono essere compatibili con gli obiettivi prioritari dello sviluppo economico e dell ’ occupazione. Si teme che senza un accordo sui salari la rapida espansione economica necessa ria per ridurre la disoccupazione genererebbe un aumento inflazio nistico dei salari. Neil Kinnock, leader del partito laburista, e Norman Willis , segretario generale del TUC, hanno tuttavia escluso la definizione di una norma fissa che regoli per legge gli aumenti dei salari come parte del programma di un futuro governo laburista. Le politiche dei redditi regolate per legge non hanno lasciato dietro di loro un buon ricordo, soprattutto dopo l ’ inverno 1978-79, l ’ inver no dello scontento, quando l ’ ultima politica dei redditi attuata dal partito laburista crollò di fronte alla dura opposizione sindacale, e i 68

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