Transizione 1985
e chiudono gli occhi davanti ai danni che le loro scelte inevitabil mente producono. Dato che una simile sintesi di credibilità oggettiva e soggettiva è un compito formidabile e snervante, le leadership dei partiti socialisti nel ’ 900 si sono tutte dimostrate più che mai ansiose di eluderlo. Il grande vantaggio di una democrazia capitalistica fun zionante consiste nel fatto che essa costringe qualsiasi socialista che aspiri al potere politico e che speri di mantenerlo per un certo tempo, a tentare, perlomeno, di realizzare questa sintesi come una precondizione per la conquista del potere. Poiché la democrazia capitalistica assicura questa funzione, la libertà di lamentarsi e la facoltà di compiere scelte politiche conseguenti — che sono i due principali requisiti per un governo responsabile — essa garantisce che il movimento verso il socialismo avrà luogo (dove esso avrà luogo) soltanto a condizione che la leadership socialista si renda, e si sforzi di restare, credibile. Questa è una limitazione alla quale nessun socialista può con ragione opporsi. Le conclusioni non sono molto incoraggianti. Non vi è alcuna garanzia che in maggior parte, o tutte, le società umane diventeran no mai vere società socialiste o comuniste. E almeno altrettanto ridotta è la garanzia che le società che hanno introdotto la proprietà collettiva dei mezzi di produzione realizzeranno qualcuna delle più attraenti speranze dei teorici socialisti. Vi sono però tutte le ragioni per considerare la tendenza verso il socialismo come un dato insepa rabile dalla produzione capitalistica ed è quindi lecito attendersi che essa avrà perlomeno la stessa durata della società capitalistica. Fino ad oggi non è stato ancora definita un ’ alternativa politicamente preferibile alla lotta paziente, condotta per tentativi e contro osta coli di ogni sorta per migliorare le democrazie capitalistiche nel rispetto delle istituzioni politiche costituzionalmente legittime. È ancora una questione aperta, e ancora poco chiara dal punto di vista intellettuale, fino a che punto questa trasformazione possa andare positivamente in direzione del socialismo. Fino a che punto ci andrà in pratica dipenderà molto dalle risposte a questo proble ma. (Ma dipenderà anche, come ogni altro risultato politico, dalla forza, dall ’ astuzia, e dagli imprevedibili interventi della Fortuna). Al momento attuale la politica socialista è paralizzata molto più dai propri massicci fallimenti teorici e dalla propria dubbia onestà piuttosto che da una diminuzione della repulsione morale provocata dal capitalismo. (Ed è anche, ovviamente, un po ’ inficiata dalla
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