Transizione 1985
un materialismo idealisticamente capovolto nel metodo e nel conte nuto»: «sarebbe molto pericoloso intendere questa affermazione engelsiana come se il raddrizzamento materialistico della filosofia hegeliana consistesse solo in un ’ inversione dei segni filosofici. Le nostre indagini hanno viceversa mostrato che il metodo idealistico viene a deformare completamente problemi decisivi, che nella trat tazione di singoli problemi intuizioni importanti e gonfiature idea listiche si alternano continuamente e a volte si incrociano e si mescolano addirittura nella stessa proposizione. Del pari sbagliato sarebbe [...pensare che...], in Hegel, tutto fosse a posto e la mistificazione idealistica cominciasse solo alla fine» 23 . Vediamo bene che da qui, come del resto da altri passi, special- mente quelli in cui Lukàcs si sofferma sulle deformazioni speculati ve e ipostatizzanti operate dall ’ idealismo e dal positivismo acritico di Hegel 24 , risulta chiaro che per Lukàcs non si tratta di separare (e di conservare) il metodo dal sistema hegeliano, perché nel metodo stesso, si annidano quei vizi che rendono possibili le costruzioni speculative e gli accomodamenti. Dobbiamo dire allora che quando egli si serve della distinzione tra metodo e sistema per esprimere l ’ altra distinzione, tra la tendenza reale e quella mistificante, si serve invero di una espressione contraddittoria con ciò che egli vuole effettivamente dire, in quanto, come lui stesso afferma più volte, gli elementi speculativi sono presenti nello stesso metodo hegeliano, e ciò è esattamente il contrario di quanto autorizza a concludere la distinzione e il recupero del metodo dal sistema. Occorre dunque non limitarsi alla semplice registrazione del fatto che nel testo lukacsiano è citata tale distinzione, respingerla perché rivelatasi scorretta e superata alla luce dei risultati di una ricerca (quella della scuola dellavolpiana) condotta, non dimentichiamolo, soltanto in seguito, per poi allargare frettolosamente tale critica ad una totale condanna di tutto il libro, ma occorre invece considerarla nel suo contesto (non in quello dei dibattiti svoltisi successivamen te) e vedere quindi che cosa Lukàcs intende effettivamente dire quando — certo, in modo contraddittorio, e con una scelta infelice — si riferisce ad essa. Come riteniamo non si possa parlare di presenza in questo Lukàcs dell ’ opposizione fra metodo (rivoluzionario) e sistema (con servatore) quale strumento interpretativo di Hegel, altrettanto rite niamo a proposito dell ’ opposizione tra dialettica e idealismo. Lukàcs qualifica molto spesso la dialettica hegeliana come dialettica idealistica, distinguendola da quella materialistica di Marx che o
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