Transizione 1985

costituisce un metodo valido — e da prendere così com ’ è — per l ’ interpretazione della realtà; un metodo che sarebbe solo esterior mente rivestito dell ’ idealismo di Hegel, frutto dell ’ arretratezza te desca» 19 . Circa il primo punto, non c ’ è dubbio che nel testo in esame esistono affermazioni che spingono a sostenere la presenza in Lukàcs della distinzione fra metodo e sistema quale strumento in terpretativo di Hegel, tuttavia altre affermazioni, il contesto e il significato generale di ciò che egli dice non possono essere taciuti e la loro considerazione non consente di arrivare a tali affrettate e, ci si consenta, superficiali conclusioni. Vediamo, ad esempio, che Lukàcs non accoglie affatto, anzi rifiuta la distinzione fra esoterico ed essoterico in quanto mezzo del tutto inadeguato per una corretta interpretazione della filosofia hegeliana: «ogni critica della ambigui tà di Hegel nei problemi della religione, dello stato ecc. che muo vesse dal dualismo dello Hegel esoterico ed essoterico non poteva cogliere e superare le difficoltà centrali della filosofia hegeliana. A ciò non cambia nulla il fatto che nello stesso Hegel, come abbiamo visto, fossero presenti questi momenti di separazione delle afferma zioni esoteriche ed essoteriche; perché la contraddittorietà e pro blematicità della sua filosofia arriva fino al centro anche delle sue concezioni esoteriche» 20 . Lukàcs, a proposito del pensiero generale, ma anche del metodo o della dialettica di Hegel, parla continuamente di lati importanti e di lati deboli, di grandezza e di limiti, di tendenza reale o mistifica ta, di tendenze progressive e reazionarie, e vuol mostrare «come e perché Hegel abbia potuto dare, all ’ interno di queste mistificazioni idealistiche, determinazioni reali ed essenziali non solo sull ’ econo mia e la storia, ma anche sui nessi dialettici della realtà oggettiva in generale, e come la dialettica hegeliana abbia potuto diventare l ’ antecedente immediato della dialettica materialistica» 21 . In un altro punto Lukàcs così si esprime: «il suo [di Hegel] oggettivi smo presenta un ’ ambivalenza altrettanto peculiare. Da un lato que sto oggettivismo crea un ambito in cui può dispiegarsi e prendere coscienza di sé, a un livello mai raggiunto finora, una dialettica reale. D ’ altra parte lo stesso oggettivismo agisce ulteriormente nel senso della deformazione e mistificazione idealistica della dialettica stessa. [...] Engels ha definito questa contraddizione come quella fra metodo e sistema in Hegel» 22 . In un altro dei passi più signifi cativi al riguardo, Lukàcs commenta in questo modo l ’ affermazione engelsiana secondo la quale «il sistema hegeliano rappresenta solo

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