Transizione 1985
«CULTURA DELL ’ EMERGENZA», POTERE GIUDIZIARIO E PROCESSO PENALE *
Massimo Nobili
1. Per finalità di chiarezza anticiperei sinteticamente due osser vazioni principali attorno alle quali verrà a ruotare il mio interven to. Primo: la legislazione, la prassi, l ’ ideologia dell ’ emergenza han no evidenziato e aggravato difetti e storture già presenti nella nostra amministrazione giudiziaria e nel rapporto che corre attual mente fra diritto e processo penale. Secondo: se anche potessimo considerare superato il periodo più acuto del terrorismo e dell ’ eversione, quella dell ’ emergenza sta diventando una «filosofia» che — pur incentivata da tali gravi fenomeni di criminalità — li trascende, quasi si trattasse dell ’ unica maniera oggi disponibile per affrontare i problemi del sistema penale, dell ’ organizzazione giudiziaria, delle carceri e via discorren do. In altri termini: la fase attuale sembra caratterizzata, ancor più che dall ’ assenza, da un sostanziale e dichiarato accantonamento di progetti globali sulla giustizia, mentre si teorizza, per l ’ appunto, l ’ ineluttabilità di dover sopperire con provvedimenti «tampone» o con rimedi settoriali. Per toccare una prospettiva diversa da quelle or ora anticipate possiamo segnalare come ci vengano innegabili avvisaglie, nel senso che si diano anche spazi per riprendere discorsi nuovi rispetto al periodo 1974-1984. Ad esempio: è significativo il reiterarsi di convegni sul come uscire dai cosiddetti «anni di piombo», per ripetere una terminologia diffusa. Ad esempio: sembrano sintoma tiche le insofferenze manifestate, a diversi livelli, verso l ’ ultima delle leggi eccezionali in materia di ordine pubblico e verso le * Il testo riproduce, con emendamenti di forma, l ’ intervento svolto dall ’ autore il giorno 8 giugno 1984, al seminario su «Legislazione penale, cultura e politica dell ’ emergenza», organizzato dall ’ istituto Gramsci di Bologna. 109
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