Transizione 1985

fenomeno duplice: (I) supplenza del sistema penale e del potere giudiziario rispetto ad altri settori istituzionali; (II) supplenza dello strumento processuale, rispetto a quelli del diritto penale sostanzia le. 6. Se i fenomeni da ultimo richiamati sono prodotti, non da velleitarismo individuale del singolo magistrato, ma da disfunzioni esterne all'apparato giudiziario, invece una ulteriore causa di ano malie risulta direttamente determinata da disfunzioni interne all'or ganizzazione giudiziaria. Al riguardo vorrei riprendere uno spunto già avanzato: la «macchina» funziona male, si ripete; e sappiamo che è vero. Di qui il corollario: quella macchina, ormai, non merita, in sé, troppi riguardi. L ’ osservanza delle regole legali sul procedere tende a essere considerata, quasi inevitabilmente, come un «lusso» che non ci si può concedere. L ’ inefficienza dell ’ apparato, così, accoppiandosi con reali esigenze di fronteggiare seri e insidiosi fenomeni di crimi nalità, partorisce prassi operative e atteggiamenti, anche psicologici, degli operatori, improntati alla ineluttabilità di una gestione straor dinaria (starei per dire: «commissariale») dell ’ intervento giudizia rio, dell ’ istruttoria e del processo in genere. Si perpetua e rafforza — come si diceva da principio — la filosofia dell ’ ineluttabile e dell ’ ingovernabile. Come se l ’ incapacità a costruire delle istituzioni e un ’ amministrazione giudiziaria corrette e adeguatamente funziona ti, fosse ormai caratteristica ineludibile della nostra società. Di conclusioni non mi sentirei proprio di parlare. Ma cercando di trarre le fila da varie digressioni: la legislazione dell ’ emergenza; la prassi dell ’ emergenza; l ’ ideologia dell ’ emergenza non sono state le sole cause dei fenomeni di patologia sin qui richiamati e peraltro ben noti. Esse sono piombate sulle spalle di un apparato in cui quelle inadeguatezze erano già presenti, neppure in forma troppo larvata o latente. Il decennio ultimo ha però portato sull ’ orlo di aggravamenti ulteriori simili vizi, fra cui quello inerente all ’ «abuso del processo» — come qualcuno ha detto — è l ’ anello ultimo e, forse, più appariscente. Dalla reazione al terrorismo è uscita incentivata una “ filosofia ” insidiosa e contagiosa che si sta estendendo alla lotta contro la criminalità organizzata, contro il fenomeno della droga, delle viola zioni tributarie, della mafia e via discorrendo: la filosofia di un apparato giudiziario che funziona inadeguatamente e — ciò nono stante — chiamato, spesso da solo, a sopperire ad altre carenze 117

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