Transizione 1985

le ha particolare significato il distacco delle file repubblicane. In un caso recente e che ha fatto molta impressione, il capo della maggio ranza repubblicana al Senato, Robert Dole, ha preso posizione (e fatto ricorso alla Corte Suprema) contro la politica dell ’ amministra- zione in materia di diritti civili nel Sud. Lo stesso Consiglio Nazio nale Repubblicano si è espresso, sulla questione, in contrasto con le posizioni della presidenza. Un esponente di tale organismo ha di chiarato ai giornalisti che la politica dell ’ amministrazione è in con traddizione con le esigenze politiche (appoggio delle minoranze) del partito \ Eppure, la rielezione di Ronald Reagan alla Casa Bianca, nel novembre del 1984, era stata vista da molti studiosi e osservatori come la conferma dell ’ ipotesi — avanzata già dagli anni Settanta — di una profonda svolta, di una vera e propria ” rivoluzione ” , secon do alcuni in atto nella politica americana. La ricostituzione con ogni mezzo di un ’ immagine di grande potenza, un nuovo interventismo internazionale, programmi sociali ed economici che rettificavano alcuni degli assunti dello stato del welfare, allontanandosi da quello che per tanto tempo era stato considerato il ” terreno intermedio ” della politica americana, sembravano caratterizzare quella svolta. E queste cose Reagan prometteva ancora all ’ inizio del suo secondo mandato. Tuttavia, le divergenze profonde tra Congresso e presidenza cui ho accennato qui sopra, l ’ autonomia e l ’ efficacia politica esternata in modo crescente dal primo, se non è necessariamente in contrad dizione con quell ’ analisi, delineano perlomeno un quadro della politica americana più complesso in cui, soprattutto, sembra riflet tersi una trasformazione degli interessi del pubblico e il mutamento della funzione tradizionale degli stessi partiti principali. Del resto — vorrei anticipare sin da ora — nonostante un ’ indubbia, sostan ziale originalità dei programmi reaganiani, non si può parlare di una loro continua centralità politica neppure per la durata di tutto il primo mandato. Già le elezioni intermedie del 1982 costituirono una pesante sconfitta per l ’ amministrazione — soprattutto per la sua politica economica. Nelle stesse elezioni del 1984, la vittoria di Reagan, nonostante le sue dimensioni, non ebbe affatto l ’ «effetto di trascinamento» che molti pensavano avrebbe avuto sugli altri can didati del partito repubblicano. Ed è quest ’ ultimo, come si è visto, che guarda con maggior apprensione alle elezioni intermedie di quest ’ anno. Nonostante la netta prevalenza di presidenze re 129

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