Transizione 1985
Come in questo caso, così più recentemente anche in quello delle sanzioni economiche contro il Sud Africa o dell ’ imposizione di barriere protezionistiche contro le crescenti importazioni — sanzio ni e barriere protezionistiche sono richieste dai legislatori — il presidente Reagan s ’ è trovato contro non soltanto le fila del partito democratico in Congresso, ma anche buona parte di quelle repub blicane preoccupate per le elezioni intermedie di quest ’ anno (due terzi dei seggi del Senato per i quali si vota quest ’ anno è attualmente dei repubblicani) e, nel caso di qualche singolo perso naggio (il capogruppo del Senato Robert Dole, per esempio), anche per le presidenziali del 1988. Sembra più facile, in questo momento, che il Congresso trovi un accordo al suo interno che non con la Casa Bianca. Così, resi stendo alle richieste della presidenza, all ’ inizio dell ’ estate scorsa i legislatori avevano deciso di negare gli aiuti militari agli oppositori del governo nicaraguense, permettendo lo stanziamento di fondi soltanto per aiuti non militari. Inoltre, con una strana inversione di posizioni, avevano abrogato l ’ Emendamento Clark (del 1976) che vietava di fornire aiuti agli oppositori del regime al potere in Ango la, in un momento in cui la Casa Bianca, in una fase delicata della trattativa per la Namibia, si preoccupava soprattutto di non turbare in alcun modo i fragili rapporti con il governo angolano. Assieme a un ridimensionamento imposto alla spesa militare voluta dall ’ am ministrazione, il Congresso ha assunto un ruolo progressivamente maggiore nella definizione degli stessi programmi del Pentagono. Gli interventi relativi ai programmi per il missile MX, a quelli del bombardiere B-l e per la difesa strategica sono gli esempi più noti di questa tendenza. In molti casi la presidenza ha finito con Faccettare le posizioni dei legislatori. Quello che è importante comunque sottolineare, per capire in che direzione si muove la politica statunitense, è che, tradizionalmente, è la presidenza che ha l ’ iniziativa nella definizione dei programmi federali — e, prima di tutto, della politica estera — e che un tale grado di intervento da parte del Congresso, la sua attuale tendenza a prevalere, spesso, sull ’ esecutivo, indica quanto meno che si è in una fase di evoluzione e di assestamento della politica del paese. Dicevo che sembra oggi di esser ben lontani dallo stato di cose di circa quattro anni fa, quando senatori e membri della Camera dei Rappresentanti, anche Democratici, si preoccupavano soprattutto di associarsi alla politica del presidente Reagan. Nella situazione attua 128
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