Transizione 1986

mostrano al più una probabile convergenza delle strutture di costo e di prezzo ma non il rovesciamento delle posizioni competitive. Occorrono, cioè, argomenti addizionali che sembrano fare difetto agli autori. c) Una interessante spiegazione dell ’ andamento della produtti vità è dovuta a Bowles, Gordon e Weisskopf (1983a; 1983b). Gli autori propongono una stima della produttività del lavoro in cui le variabili esplicative non sono solo la crescita dell ’ intensità di capi tale (il rapporto capitale per addetto) ed il grado di capacità u- tilizzata ma anche variabili sociali. Queste sono di due tipi. Le variabili «marxiane» esprimono l ’ intensità del lavoro determinata dal controllo effettivo sui lavoratori, cioè (i) dalla perdita attesa di reddito dovuta a licenziamento; (ii) dalla supervisione esercitata sui lavoratori direttamente produttivi; (iii) dalla probabilità di essere licenziati in caso di rendimento inferiore ai canoni stabiliti dalla direzione, e dalla motivazione dei lavoratori, cioè dalla qualità delle condizioni di lavoro; (iv) dagli elementi di motivazione che entrano nelle retribuzioni etc. Le variabili «schumpeteriane» esprimono l ’ intensità del conflitto tra imprese esercitato attraverso l ’ attività innovativa. Questo gruppo di variabili agisce sulla produttività attraverso sia la normale incorporazione di progresso tecnico eso geno nei processi produttivi, sia, ed è questo il punto importante, attraverso il maggior sforzo che le imprese compiono quando sono sottoposte a più elevata pressione competitiva. Questa si verifica essenzialmente nelle fasi del ciclo intorno ai massimi relativi, cioè nei punti in cui le imprese sono disposte ad assumere maggiori rischi. Ambedue i gruppi di variabili sono di notevole interesse teorico ed interpretativo. L ’ intero esercizio, che mostra avere un riscontro econometrico soddisfacente, non è privo, però, di ambiguità. È difficile sulla base dei dati presentati giungere a conclusioni precise poiché non è chiaro ciò che essi misurano. Gli autori utilizzano serie storiche relative all ’ intero settore non-agricolo che mostrano una decelera zione, oltre che uno spiccato andamento ciclico, per la produttività per ora lavorata. Eppure lo stesso cambiamento nel peso dei vari settori ha effetti determinanti sull ’ aggregato studiato dagli autori (Lawrence, 1983). Le variabili che misurano l ’ intensità del lavoro e dello sforzo innovativo subiscono variazioni sostanziali con il cambiamento che subisce la produzione misurata per effetto della diversa struttura della domanda. Nei servizi, ad esempio, sia l ’ in tensità del primo che del secondo gruppo di variabili può essere 98

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