Transizione 1986
occidentali sta nella previsione che queste siano convergenti. La più sviluppata cresce meno rapidamente poiché il livello di reddito medio raggiunto sposta la domanda verso settori in cui la produtti vità sale più lentamente, ossia verso settori produttori di servizi, mentre le economie «in ritardo» pur crescendo più rapidamente per effetto della propulsione data dal settore manifatturiero decele rano con il crescere del reddito pro-capite. Le difficoltà che questi modelli presentano sono molte. La principale è quella di determi nare una relazione forte e causale tra progresso tecnico ed investi menti, tra opportunità tecnologiche già sperimentate e gli investi menti che le sfruttano. Assai spesso, le stesse opportunità, disponi bilità di tecnologie, conoscenza acquisite danno luogo a forti dispa rità nel livello e crescita degli investimenti. Manca, cioè, un vero e proprio meccanismo generativo. Qualora pure si accantonasse que sto problema, vi è un ’ ulteriore difficoltà nello spiegare il passo del progresso tecnico che in questi modelli appare, nella sostanza, eso geno. Esso si presenta come una possibilità data da sfruttare grazie alle capacità imprenditoriali o di governo con l ’ investimento. Può valere anche la relazione opposta. Si può argomentare con fonda mento (Schmookler, 1966) che è l ’ intensità della domanda e, per ciò, l ’ espansione dei mercati che stimolano l ’ attività innovativa e, dunque, il progresso tecnico applicato all ’ industria. 4. Il «circolo virtuoso» deirinnovazione In realtà, non esiste necessariamente contraddizione tra il pun to di vista che ritiene il progresso tecnico responsabile, assieme ad altri fattori, dell ’ aumento della domanda, e dunque uno dei motori della crescita, e quello che affida alla domanda il ruolo di variabile esplicativa del progresso tecnico. I due punti di vista possono essere conciliati proprio studiando il nesso che intercorre tra pro gresso tecnico ed investimenti. In due recenti lavori, l ’ autore del presente saggio ha presentato un modello (Ricottilli, 1982; 1984) che, per alcuni versi, può con siderarsi una sintesi tra le due posizioni. Il punto fondamentale del ragionamento sta nel ruolo generativo di domanda di investimento che è esercitato dal settore dei beni capitali. Nei modelli di «ritar do tecnologico» esso è esplicitamente riconosciuto (Cornwall, 1977) poiché è proprio grazie all ’ attività di questo settore che vengono sfruttate le opportunità offerte da innovazioni già esisten 101
Made with FlippingBook Online newsletter creator