Transizione 1986
ti e diffuse nel paese «guida». Attraverso l ’ incorporazione di tecno logie più avanzate nei mezzi di produzione si permette all ’ economia di aumentare la produttività complessiva. In questi modelli viene assunto un corpo di conoscenza e uno stock di innovazioni già sperimentate, da cui il settore dei beni capitali trae nuove tecniche e dunque nuovi strumenti. In realtà, il ruolo che viene svolto è assai più generale e complesso. Esso si esercita non solo nel senso dell ’ acquisizione e diffusione di progresso tecnico ma anche della sua stessa produzione. Il modo in cui ciò avviene è stato posto in luce da diversi autori. Lo stesso rapporto che lega i produttori agli utilizzatori e dunque la conoscenza delle esigenze tecnico-economiche di questi ultimi consente strategie innovative che si evolvono con l ’ evolversi del rapporto (Utterbach; Klein, 1979). Il rapporto tra utilizzatore e produttore è, comunque, sempre cruciale. Con questo si rendono possibili diverse traiettorie di miglioramento tecnico. Ad esempio, di grande importanza sono quelle poste in essere dal processo di apprendimento (learning-by-doing) dovuto al ripetersi dei processi produttivi ma pure all ’ uso degli stessi strumenti di produzione, all ’ eliminazione delle strozzature provocate da altre innovazioni (Rosenberg, 1976; 1982). La letteratura economica si è occupata principalmente dello strumento innovativo più immediato, la spesa in «Ricerca e Sviluppo». Anche in questo caso vari contributi hanno posto in luce l ’ efficacia delle innovazioni di prodotto, ed il ruolo che esse hanno avuto nel promuovere la crescita, nell ’ aumenta- re la produttività dei settori utilizzatori (Scherer, 1982). In un sen so molto generale, l ’ intera struttura del capitale produttivo di una economia, poiché cristallizza l ’ insieme delle capacità produttive e delle relative conoscenze tecnologiche, è il materiale inerte su cui si esercita lo sforzo innovativo, almeno, ma non solo, quello di tipo incrementale. Per i produttori di mezzi di produzione innovare è necessario. Esso è parte della stessa strategia competitiva e da questo dipende la capacità di mantenere ed espandere la quota di mercato (Klein, 1979). Ciò avviene in ogni tipo di organizzazione di mercato anche quando prevalga l ’ oligopolio; solo nei casi di maggiore collusione e di completo monopolio la spinta ad innovare viene meno. Questa esigenza si manifesta come la necessità di prospettare agli utilizza tori potenziali un aumento del saggio di profitto atteso da realizza re attraverso le riduzioni dei costi e l ’ aumento delle prestazioni che i nuovi mezzi di produzione permettono. Questo è un aspetto 102
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