Transizione 1986
essenziale del rapporto tra produttore ed utilizzatore, e da questo scaturiscono delle opportunità di tipo tecnologico che stimolano, per effetto delle aspettative di profitto, la domanda di beni di in vestimento. Questo stimolo a domandare nuovi mezzi di produ zione si manifesta per gli utilizzatori attraverso l ’ obsolescenza tec nico-economica dei vecchi impianti: diventa, di conseguenza, pro fittevole troncare la loro vita produttiva e sostituirli con i nuovi. Ancora, esso si manifesta rendendo i piani di investimento, a parità di tutte le altre condizioni, previsti o solo considerati, più profitte voli. Nel senso detto il progresso tecnico, che è frutto dello sforzo innovativo dei produttori di beni-capitale, ne stimola la domanda che perciò diventa, in parte, indotta dal rapporto utilizzatore-pro duttore che è stato esposto. Il legame in questione, nella misura in cui la domanda diventa effettiva e sollecita concretamente gli apparati produttivi degli in novatori ha conseguenze rilevanti sulla loro stessa capacità di inno vare. Si stabilisce, cioè, un legame — per così dire — in senso inverso che investe e sollecita i settori produttori di beni capitali attraverso l ’ aumento della domanda. Questa, infatti, si traduce in maggiori risorse finanziarie, in un aumento dei fondi disponibili ed in un ’ accresciuta esperienza produttiva. Vengono, cioè, rafforzate quelle traiettorie di apprendimento di cui si è detto ed accresciute le capacità di investire in Ricerca e Sviluppo. Il settore che produ ce beni capitali si espande e si rafforza. Il fattore in giuoco non è tanto l ’ aumento della grandezza assoluta delle imprese — non esi ste infatti una relazione diretta tra questa e l ’ intensità ed efficienza innovative (Kamien e Schwartz, 1975) — quanto piuttosto lo sfruttamento di funzioni di apprendimento, di diversificazione (Nelson, 1959), di integrazione con gli utilizzatori sia verticale che orizzontale (Pavitt, 1984) come conseguenza dell ’ aumento della domanda di beni capitali. Questa ha effetti accelerativi, ossia com porta un aumento della capacità, sia sull ’ apparato produttivo in senso stretto sia sull ’ investimento innovativo in senso lato; in par ticolare, sulla spesa in Ricerca e Sviluppo, la quale dipende in misura cospicua dal flusso dei fondi propri (Grabowski e Baxter, 1965). Il risultato del legame è, perciò, quello di rendere il settore dei beni-capitale meglio attrezzato e più capace di produrre innovazio ni. In questo modo il progresso tecnico diventa un fattore endoge no al processo di investimento e costituisce il luogo fondamentale di un «circolo virtuoso» che si esprime in forma cumulativa. All ’ in 103
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