Transizione 1986
il sistema internazionale piuttosto che da un ’ analisi di statica com parata. Il contrasto strutturale in cui è posta questa analisi è determi nato, (z) da una profonda rivoluzione tecnologica che ha notevol mente abbassato il prezzo relativo delle macchine, (zz) dalla sostitu zione dinamica degli inputs, (iii) dalla minore importanza delle economie di scala e (iv) dall ’ occupazione come fattore fisso del processo produttivo. Dato questo contesto, i rapporti economici internazionali, in particolare il movimento dei saggi di cambio tra le monete, assumono un ’ importanza cruciale. Per capire come essi svolgano un ruolo così rilevante nel determinare la struttura attua le, è necessario volgere l ’ attenzione al momento in cui viene abban donato il sistema dei cambi fissi: gli anni ’ 70. In questa fase il mondo economico è quanto meno un mondo dualistico. Nelle eco nomie e nei settori dove la produttività cresce più rapidamente dei salari reali si determinano tendenze rivalutative che vengono esa sperate dal movimento dei capitali orientati dalle aspettative. Il risultato è, dunque, la rivalutazione ed un sistema di costi, in primo luogo un salario reale, alti rispetto al sistema dei prezzi internazio nali. Ciò è motivo ed impulso sia di ristrutturazione e decadimento dei settori in cui la produttività cresce meno sia, e ciò è assai importante, di una ulteriore crescita della produttività. Ciò rafforza l ’ iniziale relazione tra crescita della produttività e dei salari di modo che le tendenze alla rivalutazione si manifestano nuovamente con conseguente spostamento dei capitali e nuova rivalutazione del saggio di cambio. Si tratta, dunque, di un processo cumulativo. La rivalutazione di alcune monete presuppone la svalutazione di altre. Queste appartengono ad economie in cui il differenziale di crescita tra produttività e salari è più debole o addirittura a favore dei secondi piuttosto che della prima. Si determinano, allora, tendenze svalutative amplificate dal movimento in uscita dei capitali e perciò un riequilibrio tra costi interni e prezzi esteri ottenuto provviso riamente per via della svalutazione. Si tratta di un processo cumula tivo inverso al precedente. È del tutto chiaro come, in tali processi, sia privo di senso parlare di economie dove i salari siano bassi o alti. La grandezza relativa di questi rispetto ai prezzi del mercato internazionale di pende dal punto esatto del processo cumulativo che viene osservato. Salvatore Biasco descrive un mondo assai instabile in cui i cambi ed i prezzi oscillano frequentemente, per di più in un generale contesto inflazionistico. Le conseguenze sono importantissime. I prezzi rela 12
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