Transizione 1986

nesso di causalità con la crescita occupazionale e, più in particolare, che lo spostamento della domanda di lavoro verso le donne ed i giovani abbia notevolmente favorito il massiccio allargamento della base occupazionale. Scopo di questo lavoro è quello di documentare con l ’ utilizzo di una metodologia basata non solo sull ’ analisi dei dati di stock, ma anche su quella dei dati di flusso, come si siano venuti realizzando i fenomeni appena descritti. 2. La metodologia 2.1. In questo studio utilizzeremo una metodologia introdotta ormai da parecchi anni 3 ed utilizzata in lavori relativi al mercato del lavoro italiano. Nel caso del nostro paese 4 , il problema centrale era quello di spiegare il fenomeno della disoccupazione giovanile, presente in maniera massiccia e crescente nel nostro sistema. Nei lavori dedicati a questo tema si è cercato di dimostrare in primo luogo che, in una situazione fortemente caratterizzata da pesanti vincoli istituzionali, la spiegazione della distribuzione della disoccu pazione fra le varie classi di età non poteva essere raggiunta utiliz zando le usuali metodologie di stock. Si avanzava inoltre l ’ ipotesi — a nostro avviso poi ampiamente verificata — che per capire la struttura dei dati di stock e le loro variazioni nel tempo si doveva fare ricorso ad analisi che si concentrassero sui fenomeni alla base della loro struttura e delle loro variazioni. Nel caso dell ’ occupazione e della forza lavoro tali fenomeni devono essere individuati nei flussi di entrata e di uscita «definitivi» relativi alle varie aree del mercato del lavoro. Pur ritenendo opportuno rimandare ai precedenti lavori per una spiegazione esauriente di tale metodologia, ci sembra tuttavia indi spensabile fornire una breve esposizione dei principali concetti propri di tale impostazione, e che verranno qui utilizzati. La quanti tà domandata di lavoro in termini di flusso è determinata dal numero totale di persone entrate nell ’ area dell ’ occupazione in un dato intervallo di tempo. Essa può essere definita come la somma di due componenti: la domanda sostitutiva e la domanda aggiuntiva. La prima corrisponde alle uscite dall ’ occupazione registrate nell ’ in tervallo preso in considerazione, mentre la seconda è determinata dalla variazione che lo stock degli occupati registra tra il momento iniziale e terminale dell ’ intervallo. Le determinanti principali della domanda sostitutiva vanno individuate nella struttura per classi di 134

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