Transizione 1986

tivi, osservabili in un momento dato, non sono più parametri affi dabili: contano assai di più le aspettative, necessariamente di breve periodo, rivolte ad un futuro assai incerto. Le imprese non cono scono o hanno una percezione assai limitata della propria curva di domanda. Ne segue che è assai difficile distinguere le opportunità di profitto transitorie da quelle permanenti. Questo implica che, laddove aspettative di ristagno si siano consolidate, un aumento della domanda anche prolungato può non essere accolto come se gnale sufficiente ad espandere la produzione. In alternativa, le imprese cercheranno di sfruttare l ’ opportunità tramite aumenti dei prezzi; dove manchino o siano insufficienti i corrispondenti settori produttivi, l ’ aumento si tramuterà in maggiori importazioni. In questa situazione, aggravata dalla rigidità di cui discute Dornbusch, la prospettiva per gli investimenti e l ’ occupazione è pessima. La chiave analitica che Salvatore Biasco offre permette di in terpretare l ’ andamento di alcune economie europee durante l ’ arco degli anni ’ 70 e la loro successiva stagnazione. I processi dinamici in cui esse sono collocate, date le politiche economiche generalmen te restrittive, le costringe ad una prolungata stagnazione. Conviene notare che le politiche restrittive, rafforzando aspettative di rista gno, trasmettono la depressione dal breve al lungo periodo. La stessa ripresa americana, con un dollaro fortemente al rialzo, si trasmette in maniera debole alle economie europee per via della difficoltà di attribuire all ’ aumento della domanda di esportazioni una caratteristica di permanenza. Il pregio di questa analisi sta nell ’ avere fornito un quadro interpretativo che poggia sul funziona mento dinamico delle economie industrializzate visto prevalente mente in termini di rapporti economici internazionali. In ogni singo la economia ciò che conta non è tanto il rapporto tra costi e prezzi in un dato momento ma il processo dinamico in cui essa è coinvolta. Sul determinarsi di processi cumulativi della produttività e del pro gresso tecnico applicato all ’ industria si soffermerà il saggio di Massi mo Ricottilli. Sia nella relazione di Dornbusch che, in parte, nel commento di Biasco, la rigidità del mercato del lavoro, la percezione che i costi dell ’ occupazione siano un investimento di lungo periodo, occupano un posto rilevante nella struttura analitica delle rispettive argomen tazioni. Una parte considerevole della professione economica e dell ’ opinione pubblica ritiene che i pessimi risultati in termini di occupazione delle economie europee, se paragonate a quella ameri cana, siano ad esse imputabili. Il mercato del lavoro americano è, 13

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