Transizione 1986

nel tempo ed è molto diverso per i maschi e per le femmine. In particolare il ruolo della domanda sostitutiva è venuto progressiva mente aumentando nel tempo: essa costituiva il 34,6% nel quin quennio 1963-68, rappresenta il 60,3% nell ’ ultimo quinquennio considerato. Per i maschi la domanda sostitutiva rappresenta la cau sa prevalente d ’ ingresso (63,5% nel ventennio) ed il suo peso è pas sato dal 53,2% all ’ 84,6% 14 . Per le femmine, invece, a conferma della dinamicità del loro mercato, il ruolo prevalente è stato svolto dalla domanda aggiuntiva (62,2% nel ventennio); anche nel caso delle donne, tuttavia, si assiste ad una tendenziale crescita di importanza della domanda sostitutiva, la cui incidenza passa dal 19,8% al 37,2%. I fenomeni appena illustrati possono essere visti anche da u- n ’ altra prospettiva, quella del tasso di femminilizzazione. Emerge così che il 50,5% degli entrati nell ’ area dell ’ occupazione nel periodo 1963-83 (con una punta del 52% nell ’ ultimo quinquennio) sono donne 15 . Si osservi che il tasso di femminilizzazione della domanda di flusso può essere pensato come un dato marginale rispetto al tasso di femminilizzazione della domanda di stock, dato che se il primo è più elevato del secondo, il secondo aumenta ed il suo valore converge al valore del primo. Sono pertanto i valori del tasso di femminilizzazione della domanda di flusso, ed in particolare la circostanza che essi siano più elevati di quelli della domanda di stock, a spiegare il tendenziale aumento di questi ultimi. A livello delle singole componenti della domanda di flusso, troviamo poi — come d ’ altra parte ci dovevamo aspettare da quanto già detto in precedenza — che il tasso di femminilizzazione è estremamente più elevato per la domanda aggiuntiva (66% nell ’ arco dell ’ intero ven tennio, con una punta dell ’ 8 1,4% nell ’ ultimo quinquennio) che non per quella sostitutiva, il cui valore rimane stazionario intorno al 32-33% 16 . Come abbiamo già osservato, la quota della domanda sostitutiva presenta un trend crescente, particolarmente accentuato per i ma schi. Ciò è dovuto alla compresenza di due fenomeni: l ’ incremento tendenziale delle uscite e la progressiva riduzione della domanda aggiuntiva. Per quanto riguarda i maschi, le uscite passano da 4.110.000 del primo periodo a 6.231.000 dell ’ ultimo, mentre la domanda aggiuntiva scende da 3.618.000 a 1.131.000 con varia zioni rispettivamente di +2.121.000 ( + 51,6%) e — 2.487.000 ( — 68,7%). I corrispondenti valori per le femmine sono + 1.098.000 (pari al 57,5%) e -2.804.000 (-36,1%). 153

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