Transizione 1986

4.2. Due domande vengono naturali a questo punto: da un lato sarebbe importante sapere se la crescita delle uscite dal mercato del lavoro — e quindi l ’ aumento sia assoluto che relativo della doman da sostitutiva — sia da imputare a ragioni demografiche, vale a dire all ’ aumento della consistenza delle classi in uscita o a ragioni com portamentali (aumento delle frequenze di uscita e/o abbassamento dell ’ età media di uscita) o a qualche mix dei due motivi; dall ’ altro sapere come si sia venuta distribuendo fra le varie classi di età la domanda di flusso. Per quanto riguarda la prima domanda, possiamo osservare quanto segue. Per i maschi (cfr. tabelle 8, 9 e 10) si registra sia un aumento delle frequenze di uscita relative a tutte le classi con 45 anni e oltre, sia un abbassamento dello spartiacque tra le classi con saldi positivi e quelle con saldi negativi. Infatti se nei primi due quinquenni la prima classe a registrare saldi negativi è la 45-49, negli ultimi due lo spartiacque tra classi con saldi positivi e classi con saldi negativi si abbassa di dieci anni. L ’ elemento demografico non ha invece giuocato un ruolo rilevante: applicando infatti le frequenze di uscita registrate nel primo quinquennio ai dati del 1978, si otterrebbe una domanda sostitutiva superiore solo del 2,8% rispetto a quella del 1963-68. In pratica solo il 5,4% dell ’ in cremento della domanda sostitutiva risulta spiegato da modificazio ni di tipo demografico. Si osservi pertanto che. in assenza delle modifiche intervenute nella struttura e nelle modalità delle uscite, la domanda di flusso sarebbe rimasta sostanzialmente stazionaria. Per le femmine il discorso risulta abbastanza analogo. Si osservi tuttavia che nei primi due quinquenni considerati si registrano saldi negativi per la classe 25-29 anni, quella del matrimonio e della riproduzione. I saldi di questa classe diventano poi positivi, anche se le frequenze di ingresso continuano a rimanere piuttosto basse. Per quanto riguarda poi l ’ incremento della domanda sostitutiva, qui il ruolo della componente demografica è molto maggiore (52%), in quanto per le donne è ancora in corso il fenomeno di assestamento della struttura dell ’ occupazione per classe di età. Analizziamo ora la distribuzione della domanda fra le varie classi di età. Per i maschi il primo dato che emerge è che mentre nel primo quinquennio la domanda di flusso si ripartisce sulle prime sei classi, nell ’ ultimo i saldi positivi interessano solo le prime tre classi. Anche nel primo quinquennio, tuttavia, il ruolo di queste tre classi è predominante (92,2%). Si noti infine che l ’ incidenza delle prime due classi è tendenzialmente crescente (da 74,3% a 82,8%). Gli 154

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