Transizione 1986

sottolineato nel precedente paragrafo, non è volontario, ma ha la propria origine nelle decisioni degli imprenditori. In pratica i lavo ratori delle classi centrali sarebbero stati soggetti ad una crescente espulsione dall ’ occupazione, espulsione che ha consentito, insieme all ’ incremento dei posti di lavoro, un massiccio assorbimento di giovani e di donne. Per quanto riguarda le entrate nella forza lavoro, la cosa più importante da osservare è che nell ’ ultimo periodo esse superano quelle nell ’ occupazione per tutte le classi di età. Storicamente que sto fenomeno è stato sempre vero solo per la prima classe e rara mente per le altre. Quanto appena detto vale anche per le femmine, per le quali vi è però una maggiore corrispondenza tra struttura delle entrate nell ’ occupazione e nella forza lavoro, il che suggerisce un ’ ipotesi di maggiore flessibilità dell ’ offerta di lavoro femminile rispetto a quella maschile. L ’ andamento differenziato dei saldi rela tivi all ’ occupazione e alla forza lavoro è alla base dell ’ attuale strut tura della disoccupazione americana per classi di età. Come è noto in Italia la scarsità della domanda ha generato una crescita vertigi nosa della posizione in cerca di occupazione. Questo fenomeno si è tuttavia evidenziato sostanzialmente in una crescita molto accentua ta della disoccupazione giovanile (14-29 anni). Negli USA invece, come abbiamo già visto, la disoccupazione ha colpito sì i giovani, ma anche, sia pure in maniera meno accentuata, le classi centrali di età che non sembrano pertanto godere delle forti differenze istitu zionali presenti nel nostro sistema. 5.2. La maggiore elasticità dell ’ offerta di lavoro femminile ha trovato numerose conferme di tipo econometrico nell ’ abbondante letteratura che ebbe origine all ’ inizio degli anni ’ 60 sul tema del lavoratore addizionale e scoraggiato e che ha come proprio presup posto la dipendenza funzionale di breve periodo tra offerta e do manda di lavoro 19 . È nostra opinione che tale dipendenza esista anche a livello strutturale. A supporto di questa tesi si può ad esempio osservare come i differenziali territoriali dei tassi di occu pazione non trovino adeguata corrispondenza nei differenziali dei corrispondenti tassi di partecipazione, ma buona parte di tale diffe renza sia assorbita dai tassi di disoccupazione. A livello di serie temporali, i grafici relativi agli Stati Uniti ci sembrano notevolmen te suggestivi (cfr. grafici 9, 10 e 11). Ci sembra pertanto opportuno riproporre tale modellistica utilizzando dati di flusso. In effetti riteniamo che questa impostazione sia più corretta di quella fino ad ora utilizzata: se infatti l ’ ipotesi di base di tale modellistica è che la 160

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