Transizione 1986

conducono ad aspettative di costi insensibili all ’ andamento della domanda. Michele Salvati descrive la situazione come uno stato di eccesso di «offerta di vincoli» laddove Piore ne sottolinea solo la «domanda». Vi è ancora un punto di grande importanza. Quanta parte dell ’ industria sarà investita, nel futuro più o meno prevedibile, da sistemi tecnologicamente flessibili? Se è certamente vero che i set tori in cui questi sono presenti sono cresciuti rapidamente, lo è pure che i settori dediti alle produzioni di massa rimarranno quantitati vamente importanti per molto tempo a venire. In realtà il futuro prevedibile è quello di economie e mercati del lavoro assai segmen tati. Sia il saggio di Paolo Pettenati che quello di Bruni e Franciosi insistono sulla maggiore elasticità dell ’ occupazione americana per un incremento dato dalla domanda aggregata. In particolare, questi due ultimi autori indicano che essa è ancora più elevata per l ’ occu pazione femminile e giovanile. I risultati esposti nei due saggi mostrano, perciò, che il più alto assorbimento di forza di lavoro non è dovuto solo alla maggiore crescita della economia in quest ’ ultimo frangente congiunturale ma a fattori strutturali dell ’ economia ame ricana in rapporto a quelle europee. Specialmente su queste ultime, utili indicazioni sono date dal saggio di Biasco. Un altro aspetto cruciale di questa disparità strutturale è sottolineato nel contributo di Massimo Ricottilli: la minore crescita della produttività negli Stati Uniti sia nel complesso dell ’ economia che nel settore manifat turiero. La spiegazione è fondata sulla diversa sensibilità degli in vestimenti — specialmente di quelli in macchinari ed impianti — al comportamento ciclico della domanda aggregata. Mentre negli Stati Uniti la domanda di investimento assume un profilo accelerativo, nei due paesi europei considerati, Francia e Germania Federale, un numero considerevole di indizi indica che essa è alimentata o è stata alimentata per una parte rilevante da un processo cumulativo stimo lato dalle innovazioni tecnologiche. Essa è perciò parzialmente indi pendente dalle oscillazioni della domanda aggregata. Lo stato delle conoscenze attuali è lontano dall ’ essere conclusi vo rispetto al complesso fenomeno del diverso comportamento delle economie americane ed europee. Nella spiegazione si sovrappongo no aspetti congiunturali e strutturali. Una parte decisiva di questa è, tuttavia, nel diverso modo di essere delle rispettive società civili e politiche. Il seminario dell ’ istituto Gramsci ha contribuito, quan to meno, a mantenere vivo il problema. 16

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