Transizione 1986

sto aspetto risulta superficiale una misura della centralità di un settore basata solamente sulla sua dimensione in termini di occupa zione. Se è vero che il peso del MAKE va riducendosi — in termini occupazionali — in tutte le economie industrializzate, è anche vero che le sue dimensioni, assolute e relative, sono state la conseguenza e non la causa della sua posizione dominante. La novità che emerge — e che ci preme sottolineare — nell ’ a nalisi di Hobson rispetto ai classici è la connessione tra settore trasformativo e attività di dealing, non più considerate semplice- mente come improduttive 17 . È nostro parere che tale connessione si sia ulteriormente sviluppata, e abbia conosciuto negli ultimi tempi un grande sviluppo; di conseguenza il ruolo di centralità tradizio nalmente attribuito solo al settore trasformativo deve essere oggi esteso al complesso MAKE e DEAL presi congiuntamente. Le attività considerate dalla contabilità nazionale americana so no state quindi riaggregate in quattro categorie: MAKE, DEAL, servizi personali (PERS), e settore governativo (GOV). Nel MAKE sono compresi: l ’ agricoltura, le attività estrettive, le costruzioni, la manifattura, i trasporti, le comunicazioni e le public utilities (elettricità, acqua e gas). Trasporti, public utilities e co municazioni sono state inserite nel MAKE in quanto tali attività sono materialmente necessarie al funzionamento delle attività di trasformazione. Infatti, le public utilities sono fisicamente necessa rie al funzionamento degli impianti, i trasporti — che, com ’ è noto, K. Marx definiva «processo di produzione dentro al processo di circolazione» 18 — sono necessari alla dislocazione fisica dei beni, mentre le comunicazioni sono necessarie a mettere fisicamente in contatto gli agenti economici. Nel DEAL sono stati aggregati: il commercio all ’ ingrosso, il commercio al minuto, i servizi alla produzione, e il complesso di finanza, assicurazioni e attività immobiliari. In questo aggregato abbiamo raggruppato tutte quelle attività che consistono in presta zioni alle imprese, in attività di connessione e collegamento econo mico tra i vari agenti dei diversi mercati. L ’ inserimento in questo gruppo del commercio all ’ ingrosso non richiede particolari giustifi cazioni: è comunemente accettato, infatti, che l ’ utilizzo del com mercio all ’ ingrosso sia intermedio e non finale. Qualche perplessità può invece suscitare l ’ inserimento del commercio al minuto, che è ugualmente considerato servizio di utilizzo finale 19 ; ma, come face va già notare A.G.B. Fisher 20 , i servizi distributivi non sono il vero oggetto dell ’ acquisto del consumatore finale, ma sono acquistati 178

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