Transizione 1986

rilevante solo quando l ’ economia è in fase espansiva: nella fase maggiormente espansiva del ciclo, dal secondo trimestre del 1983 al terzo trimestre del 1984, il DEAL crea 2.600.000 posti di lavoro contro i 2.200.000 creati dal MAKE. La conclusione è che non si può parlare di una capacità auto noma del settore DEAL di creare occupazione in modo indipenden te dall ’ andamento del ciclo, e quindi dall ’ andamento del MAKE. Gli indicatori che riguardano la crescita di peso del settore DEAL e l ’ andamento in fase dei due aggregati sembrano segnalare un pro cesso di integrazione crescente che è alla base della sensibilità del DEAL alle variazioni della domanda aggregata, a differenza degli altri subsettori terziari. Nell ’ ultimo biennio, inoltre, sembra accele rarsi il processo che Stanback chiama «cambiamento nel modo di produrre», cioè lo spostamento, all ’ interno del processo economico, verso attività esterne alla trasformazione in senso stretto (si lavora di più a trattare e meno a fare). Con la nostra analisi abbiamo voluto sottolineare che in questo cambiamento bisogna comunque distinguere l ’ aspetto della composizione dell ’ occupazione e quello delle determinanti globali del livello di attività. A nostro avviso resta cruciale il ruolo della domanda aggregata: se l ’ obbiettivo è la creazione di posti di lavoro in misura adeguata ad assorbire la disoccupazione esistente, e a non crearne di nuova, la condizione è una domanda sostenuta, in quanto, come abbiamo cercato di mostrare, risulta infondata la tesi che i settori di servizi possano creare occupazione in modo rilevante anche in condizioni di stagnazione 28 .

Note 1. Cfr. R. Dornbusch (1985). 2. Cfr. A.G.B. Fisher (1952), p. 821.

3. Scrive ad esempio M. Wegner in un rapporto della Cee: «È istruttivo confrontare l ’ esperienza degli Stati Uniti e quella europea a partire dal 1973. Le differenze nelle tendenze dell ’ occupazione mostrano che anche una crescita economica relativamente bassa come quella degli Stati Uniti, che era solo leggermente più alta di quella europea, non rallenta necessariamente il ritmo di creazione di posti di lavoro. La spiegazione del miracolo occupazionale americano, va ricercata nel settore dei servi zi... Ciò che è successo negli Stati Uniti mostra quanto potenziale futuro di occupa zione esista anche in Europa» (sott. mia). Cfr. M. Wegner (1983) nonché O. Blan- chard, R. Dornbusch, J. Dreze, H. Giersch, R. Layard e M. Monti (1985). 4. Cfr. C. Clark (1940). 5. Cfr. W. Baumol (1967) e N. Kaldor (1966). Per l ’ origine della teoria dei differen ziali di produttività tra industria e servizi si può leggere la divertente rievocazione 186

Made with FlippingBook Online newsletter creator