Transizione 1986

tassi di cambio sarebbero immediatamente crollati con conseguenti effetti inflazionistici, non è più accettabile, perché il tasso di cambio sale, invece di scendere e, pertanto, tutto è a favore dell ’ abbassa mento dei tassi d ’ interesse, senza alcun rischio inflazionistico e a vantaggio di tutti i settori dell ’ economia. La questione principale adesso è come reagirà la banca centrale, che può scegliere se utiliz zare la rivalutazione del tasso di cambio per ridurre ulteriormente l ’ inflazione o approfittare di questa possibilità per abbassare i tassi di interesse, se stimolare la crescita o promuovere la stabilizzazione. Sarebbe grave se si desse la priorità alla riduzione dell ’ inflazione invece che alla crescita e alla diminuzione del deficit attraverso il taglio dei tassi d ’ interesse. Si tratta di una questione che dev ’ essere ripetuta con grande chiarezza, altrimenti i governi finiranno per rimanere bloccati sulla retorica convinzione che comunque stiano le cose l ’ espansione non è possibile. Il tasso di cambio del dollaro è fondamentale, poiché significa che c ’ è spazio adesso per una politica di questo tipo e se questa non verrà adottata allora si commetterà un grosso errore politico per cui non esisterà alcuna giustificazione se non che non volete l ’ espansione. Passiamo ora al problema del gradualismo. Naturalmente potete dire «abbiamo un ’ inflazione dell ’ 8%, in questo emblematico Belgio, ed è troppo presto per espandersi»; ma si dirà la stessa cosa quando essa sarà al 4%, perché se ci si espande l ’ inflazione comunque aumenta. E lo si dirà ancora allo 0%, perché, anche a livello zero, se ci si espande l ’ inflazione aumenta. Pertanto, ci dev ’ essere, a un certo punto, un esplicito trade-off tra inflazione e disoccupazione. Se l ’ inflazione si dimezza e la disoccupazione raddoppia, deve esser ci ad un certo momento un punto in cui si possa dire: «alla pros sima occasione, ne approfitteremo per espanderci», anche se ciò significasse non ridurre ulteriormente l ’ inflazione. In una situazione in cui il dollaro cala, bisogna chiedersi se non si sia arrivati al punto di ridurre la disoccupazione e stimolare la crescita, invece che continuare a concentrarsi sulla lotta all ’ inflazione. Si tratta di un ’ azione drastica per qualsiasi governo. Finché l ’ inflazione cala, è molto più facile per un governo dichiarare che le cose stanno migliorando e che pertanto conviene attenersi all ’ attua le politica piuttosto che attuarne una che riduca il tasso di disoccu pazione sapendo che occorrerebbero sei anni a un ritmo di crescita del 6% per ritornare ai livelli di disoccupazione del 1980. Poiché tutti sanno che non ci saranno sei anni di crescita al 6%, si tratta di un tipo di calcolo che nessuno prende in considerazione. Invece 193

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