Transizione 1986
ditate da gran parte dei governi europei. Tale affermazione non varrebbe senz ’ altro per il Regno Unito e neppure per la Germania, forse neanche per la Francia, ma la situazione è senza dubbio più propizia in Belgio. Ma quando si ha un paese la cui pesante eredità fiscale limita ogni politica, allora bisogna domandarsi se la situazio ne non sia fuori controllo, nel senso che può darsi che le promesse ai pensionati, ai detentori di titoli, le promesse fatte a tutti, assom mino a qualcosa che non c ’ è, cosicché l ’ unica soluzione è fare altre promesse che non saranno mantenute. Un ’ economia di questo tipo finisce per affondare sempre di più, perché l ’ unico settore che soffre veramente è quello delle attività reali: nessuno investe perché gli alti tassi di interesse sui beni finanziari sono messi a confronto con la produttività del capitale: è molto più facile detenere titoli da cui ottenere un rapido profitto che non detenere capitale reale da cui non c ’ è speranza di ricavare nulla. Si ha pertanto un negativo spostamento verso i mercati fi nanziari e un allontanamento dall ’ attività reale, e ciò avviene pro gressivamente a seconda del deterioramento della situazione fiscale. Ma la trappola sta nel fatto che ci sono sempre meno contribuenti e sempre più persone che attendono di ricevere interessi. E quando questo avviene, quelli che ancora pagano le tasse finiscono per adottare scappatoie sotterranee o per andare all ’ estero, perché la pressione fiscale è eccessiva: minore diventa la base fiscale e più aumenta il deficit. Questa è una storia amaramente nota in tutti i paesi dell ’ America Latina che si ripete dovunque, forse con maggior spicco in Argentina. In Europa, siete ben lungi da una situazione del genere ma se considerate il Belgio (e intendo veramente il Belgio questa volta) questo è esattamente quello che sta succeden do; che qualcuno desideri aprire un ’ impresa è diventato assurdo, che la mantenga in attività è quasi ridicolo e la gente se ne va. Gli unici che rimangono sono coloro la cui attività dipende dallo Stato, i disoccupati di professione o quelli che ricevono il sussidio di disoccupazione. Pertanto, se lasciate che l ’ economia reale prenda questa piega, dovete anche considerare il fatto che prima o poi bisognerà fare qualche cosa per raddrizzare la situazione. E questo qualche cosa potrebbe essere un sistema radicale per trarre il mas simo beneficio dalla ripresa della attività economica reale, anche se ciò significasse una moratoria sulla restituzione dei debiti, la tassa zione degli utili del capitale, eccetera. Se un paese è stato portato troppo in basso, il principio migliore da adottare è di non tassare le attuali attività produttive, ma le 195
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