Transizione 1986
evidente: protagoniste di tale crisi potevano essere solo le genera zioni che non avevano vissuto la guerra. Gli anziani, per i quali la guerra era rimasta un ’ esperienza per molti aspetti determinante, avevano già acquisito un ’ identità talmente solida che nulla avrebbe potuto scuoterla. Norbert Elias, a cui dobbiamo la scoperta di questo uovo di Colombo, scrive: “ Non soltanto la gioventù tede sco-occidentale del dopoguerra, ma anche molti giovani inglesi, olandesi, francesi, italiani o danesi si sono trovati a dovere affron tare, magari non in modo tanto pressante, il problema della pro pria identità. La vecchia identità nazionale era divenuta, ovunque e allo stesso modo, equivoca ed incerta come lo poteva essere in una Germania divisa e particolarmente nella Repubblica Federale... Ma anche in altri paesi, e specialmente per i francesi e per gli inglesi che, a seguito di una evoluzione continua e ultrasecolare, hanno un ’ immagine ed un ideale del “ noi ” molto più solida e più profondamente radicata, la perdita dello status di grande potenza rappresentava un grave choc per il nazionalismo tradizionale ” . Elias ha scritto nel 1977 il saggio citato, che forse non a caso è stato pubblicato soltanto nel 1985. Le prime generazioni post belliche, di cui tale saggio tratta, volevano ancora risolvere la propria crisi d ’ identità con il marxismo. Tuttavia, i più giovani si sono ormai convinti che «i paesi marxisti non hanno in alcun modo trovato la chiave di accesso ad una società più giusta, non autoritaria e non oppressiva», senza però esser ancora riusciti a “ digerire ” il declino dell ’ Europa. Ciò che li caratterizza sono da un lato l ’ indifferenza per i valori del mondo borghese — non trovando nulla nell ’ Europa moderna che possa dare alla vita un senso, un valore ed una direzione — e d ’ altro lato una ribellione, soprattutto istintiva, contro l'America, contro i valori dell ’ Ameri ca, contro il sistema di vita americano ed in ultima istanza contro la presenza americana in Europa, essendo stata l ’ America quella che le ha sottratto lo status di grande potenza. Senza tale indifferenza, come reazione, l ’ aspirazione a creare un ’ Europa forte ed unita avrebbe anche potuto avere un seguito. Ma l ’ indifferenza, insieme ad altri fattori che non posso qui analizzare, ha portato quasi ineluttabilmente al disfattismo europeo. La recente politica del Labour Party e della SPD non è altro che l ’ espressione di questo sempre più diffuso atteggiamento. 2. Non sono affatto sicuro che questo atteggiamento possa prender piede. Il nazionalismo disfattistico-pacifista degli europei, 44
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