Transizione 1986

non la produzione nel suo insieme. Esempi specifici al riguardo sono gli alti costi connessi ad un eventuale licenziamento dei lavo ratori, la rigidità degli orari e delle norme di garanzia dell ’ impiego, una troppo rapida immissione nei ruoli, ecc. L ’ importanza di questi elementi può venire ragionevolmente interpretata come segue: negli anni ’ 50 e ’ 60, quando i livelli di crescita dell ’ occupazione erano molto più alti e costanti, le imprese potevano facilmente accettare le istanze relative alla immissione nei ruoli e alla sicurezza del posto di lavoro, poiché la crescita dell ’ oc cupazione, col passare del tempo, faceva sì che l ’ eccesso di assun zioni di un particolare mese o trimestre comportasse al massimo un errore valutabile in poche settimane, mesi o un anno. Inoltre, anche dal punto di vista del singolo lavoratore, il costo di un simile errore era limitato, dato che la vitalità del mercato del lavoro assicurava che chiunque si trovasse ad essere l ’ oggetto di una picco la ingiustizia da parte di una ditta, non restasse con le mani in mano, date le forti possibilità esistenti di trovare rapidamente un altro posto di lavoro in un ’ altra impresa. Ma il passaggio ad una situazione caratterizzata da una crescita ridotta o, peggio ancora, da livelli di occupazione totalmente stazionari, ha avuto implicazioni drammatiche. Ora, assumere un lavoratore di troppo comporta il rischio di fare un investimento quasi irreversibile. Inoltre, il dete rioramento del mercato del lavoro fa aumentare i costi di questi errori di assunzione che ricadono sui lavoratori, poiché le loro possibilità di trovare un posto adeguato in un ’ altra impresa sono davvero minime. Pertanto, essi tendono più a rimanere che ad andarsene. Le imprese che non vogliono assumersi rischi reagiscono a questa situazione richiudendosi in se stesse, assumendo meno ma nodopera per evitare di dover far fronte a condizioni negative della domanda in una situazione in cui sono costrette a mantenere co stante la loro forza lavoro. Più la domanda è variabile e più fre quenti sono le sue flessioni, minore sarà il livello della domanda di manodopera corrispondente a qualsiasi livello salariale 5 . L ’ idea alla base di questa interpretazione è molto affascinante poiché si disco sta decisamente dalla visione della manodopera come fattore varia bile, passando all ’ altro estremo per cui l ’ assunzione di un lavorato re implica un investimento a lungo termine. Ci sono pochi dubbi riguardo al fatto che, anche per salari dati, l ’ aumento del rischio porti ad un calo della domanda. È interessante notare che nessuna di queste considerazioni alquanto ovvie viene applicata alla deter 27

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